{"id":6241,"date":"2019-10-04T11:56:07","date_gmt":"2019-10-04T09:56:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=6241"},"modified":"2025-07-02T09:29:10","modified_gmt":"2025-07-02T07:29:10","slug":"paestum-e-il-riscaldamento-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/6241\/paestum-e-il-riscaldamento-globale\/","title":{"rendered":"Paestum e il riscaldamento globale"},"content":{"rendered":"<p>Dal mare al mare, da Poseidonia a Poseidone. Chiunque sappia che la citt\u00e0 di <strong>Paestum<\/strong> era stata in origine intitolata dai suoi fondatori al dio del mare della mitologia greca, e che solo in et\u00e0 romana ha assunto il nome attuale, non pu\u00f2 fare a meno di immaginarne la ragione. Una storia di commerci lungo la costa del Mar Tirreno, interrotta probabilmente dall\u2019impaludarsi del territorio circostante e dalla progressiva inagibilit\u00e0 del porto. Fino a lasciare per secoli solo il ricordo della citt\u00e0 antica, poi riscoperta e studiata a partire dal Settecento. Una <strong>storia<\/strong> di acqua, e di <strong>clima<\/strong>, preziosa tanto per quello che ci dice del passato, quanto per il futuro.<\/p>\n<p>Greenpeace ha deciso di sostenere la mostra <em>\u201cPoseidonia citt\u00e0 d\u2019acqua. Archeologia e cambiamenti climatici\u201d<\/em>, che si apre il 4 ottobre al <strong>Museo Archeologico Nazionale di Paestum<\/strong>, non per una semplice passione erudita ma perch\u00e9 siamo profondamente convinti che il fatto di ampliare gli studi sulle relazioni tra civilizzazione umana e ambiente non possa che rappresentare un progresso anche nella prospettiva di indirizzare le soluzioni a problemi attuali, a partire dal pi\u00f9 minaccioso: il <strong>riscaldamento<\/strong> <strong>globale<\/strong>, e i <strong>cambiamenti<\/strong> <strong>climatici<\/strong> indotti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6243\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/10\/bee9153b-locandina-mostra-paestum.png\" alt=\"\" width=\"100%\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/10\/bee9153b-locandina-mostra-paestum.png 960w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/10\/bee9153b-locandina-mostra-paestum-150x150.png 150w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/10\/bee9153b-locandina-mostra-paestum-300x300.png 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/10\/bee9153b-locandina-mostra-paestum-768x768.png 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/10\/bee9153b-locandina-mostra-paestum-340x340.png 340w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n<p>Le <strong>civilt\u00e0<\/strong> nascono, si evolvono e spesso chiudono il proprio ciclo scomparendo, o comunque trasformandosi. \u00c8 una regola che si applica a gran parte delle realizzazioni umane, ed \u00e8 anche la storia di Poseidonia\/Paestum. Perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga, quali siano cause e condizioni di queste trasformazioni \u00e8 materia di indagine. E la tentazione di creare una correlazione diretta tra i <strong>cambiamenti<\/strong> <strong>climatici<\/strong> e le vicende umane \u00e8 sempre stata forte per storici e scienziati: \u00ab<em>L\u2019impero del <strong>clima<\/strong> \u00e8 il primo di tutti gli imperi<\/em>\u00bb, scriveva in \u201c<em>Lo spirito delle leggi<\/em>\u201d Charles-Louis de Montesquieu, che si spingeva fino a ricondurre la tendenza verso il liberalismo o la tirannide alle condizioni climatiche delle regioni d\u2019appartenenza.<\/p>\n<p>Ai <strong>cambiamenti<\/strong> <strong>climatici<\/strong> sono state attribuite diverse <strong>catastrofi<\/strong> di portata storica. Verso il 1200 a.C., per esempio, una crisi sconvolge il <strong>mondo<\/strong> <strong>antico<\/strong>, con la decadenza degli imperi egiziano e minoico-miceneo, la misteriosa comparsa dei Dori, una recessione culturale che si estende da un capo all\u2019altro del Mediterraneo. Una <strong>crisi<\/strong> <strong>climatica<\/strong>? Certo, \u00e8 la risposta di Rhys Carpenter, un archeologo americano che alla vicenda ha dedicato un libro, \u201cClima e storia\u201d: \u00ab<em>La spiegazione \u00e8 la carestia, la caduta delle provviste alimentari al di sotto del livello critico di sussistenza. E per carestia intendo non l\u2019occasionale succedersi di parecchi cattivi raccolti, ma una distruzione prolungata e disastrosa della produzione annuale quale pu\u00f2 essere provocata da un drastico mutamento di clima<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Che la tesi di Carpenter sia corretta o meno (recenti ricerche testimoniano lo stabilirsi \u2013 proprio attorno al 1200 a.C. \u2013 di un periodo prolungato di aridit\u00e0) soffermarci su queste ricostruzioni del passato \u00e8 utile alla scienza del <strong>clima<\/strong>. I motivi sono diversi, e tutti importanti. Innanzitutto, la storia delle precedenti oscillazioni ci aiuta a toccare con mano come la stabilit\u00e0 climatica non sia di questo mondo. Inoltre, la variet\u00e0 delle trasformazioni gi\u00e0 avvenute, grandi e piccole, pu\u00f2 essere utile a ipotizzare quale direzione prender\u00e0 o meno il clima del futuro. Infine, in un contesto storico \u00e8 possibile comprendere l\u2019eccezionalit\u00e0 della deriva contemporanea, un riscaldamento della portata e della rapidit\u00e0 probabilmente mai sperimentate negli ultimi due-tre millenni.<\/p>\n<p>Le conferme, purtroppo, arrivano quasi quotidianamente. Ultimo, a fine settembre, il Rapporto speciale dell\u2019<strong>IPCC<\/strong> (il Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici) dedicato a oceani e aree coperte dai ghiacci. Come i tanti rapporti dedicati negli ultimi trent\u2019anni alla scienza del clima, agli effetti dei cambiamenti climatici e alle misure per mitigarne l\u2019impatto, anche quest\u2019ultimo documento degli scienziati dell\u2019ONU \u00e8 basato sulla revisione delle ricerche (quasi 7.000), realizzate dai maggiori studiosi a livello mondiale.<\/p>\n<p>I risultati di tale revisione sono spietati. I <strong>ghiacciai<\/strong> sono quasi tutti in ritirata, quelli delle regioni temperate stanno scomparendo; un esteso scioglimento del permafrost (suolo gelato presente soprattutto nelle aree artiche) \u00e8 previsto gi\u00e0 in questo secolo; <strong>l\u2019aumento<\/strong> delle <strong>temperature<\/strong> marine rischia di uccidere il 90 per cento delle barriere coralline; l\u2019estensione della banchisa nel Mar Artico \u00e8 ai minimi storici; la calotta glaciale dell\u2019Antartide, la pi\u00f9 grande massa di ghiaccio del nostro pianeta, continua a ridursi; cos\u00ec anche in Groenlandia.<\/p>\n<p>Cosa significa tutto ci\u00f2 per mari e oceani \u00e8 presto detto: il <strong>livello<\/strong> del <strong>mare<\/strong> potrebbe aumentare di un metro entro il 2100 se il riscaldamento globale dovesse eccedere i 3 gradi, che \u00e8 l\u2019aumento di temperatura atteso se non cambiano le attuali politiche dei governi. Sarebbe minore, ma sempre importante, nel caso di un cambiamento di rotta, che purtroppo non \u00e8 ancora in vista. Ma che sia un metro oppure meno, l\u2019aumento del livello del mare comporter\u00e0 l\u2019evacuazione dalle aree costiere di molte persone, forse milioni. E potrebbe magari riportare l\u2019acqua a Paestum\/Poseidonia, fino forse a invadere l\u2019area archeologica, come suggerisce \u201c<em>Ruderi di un mondo che fu<\/em>\u201d, il quadro di Federico Cortese (di epoca romantica), che apre la mostra.<\/p>\n<p>Non sappiamo se andr\u00e0 cos\u00ec. Correttamente, nel loro contributo alla mostra, i ricercatori del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici presentano degli scenari possibili, ma non fanno previsioni: \u00ab<em>Le scienze del clima costruiscono simulazioni basate su scenari, perch\u00e9 il futuro cambia a seconda delle scelte che facciamo oggi e negli anni a venire<\/em>\u00bb. Il fatto, per\u00f2, \u00e8 che ne sappiamo abbastanza per agire: la scienza, infatti, ci offre un quadro al contempo agghiacciante e convincente. E gli impatti delle <strong>emissioni<\/strong> di carbonio prodotte dall\u2019uomo si stanno sviluppando su larga scala e a un ritmo molto pi\u00f9 sostenuto rispetto a quanto ci aspettassimo. Se vogliamo che la Terra continui a essere un luogo ospitale per tutti, dobbiamo proteggere il <strong>clima<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-6244 size-full\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/10\/77d6850e-gp0stszin_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"534\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/10\/77d6850e-gp0stszin_web_size_with_credit_line.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/10\/77d6850e-gp0stszin_web_size_with_credit_line-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/10\/77d6850e-gp0stszin_web_size_with_credit_line-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/10\/77d6850e-gp0stszin_web_size_with_credit_line-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Alluvioni, tempeste, scioglimento dei ghiacci, innalzamento dei mari, siccit\u00e0, sono solo alcuni dei sintomi dei <strong>cambiamenti<\/strong> <strong>climatici<\/strong> in atto. Sono la conseguenza del riscaldamento globale, determinato dalle attivit\u00e0 umane. Stiamo pagando un prezzo altissimo, mentre aziende senza scrupoli, come i colossi delle fonti fossili o dell&#8217;agricoltura industriale, fanno profitti a scapito del Pianeta, senza assumersi alcuna responsabilit\u00e0. Come ci insegna anche la storia di Paestum\/Poseidonia, non c\u2019\u00e8 civilizzazione che possa prescindere dalle condizioni ambientali e climatiche che la caratterizzano. Mentre le temperature continuano ad aumentare, c\u2019\u00e8 bisogno quindi di un\u2019azione politica senza precedenti per evitare che il nostro Pianeta subisca conseguenze umane, ambientali ed economiche senza precedenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia ci insegna che tutte le civilt\u00e0 hanno dovuto far i conti con le condizioni climatiche in cui sono vissute. E noi, cosa faremo per arginare i cambiamenti climatici?<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":6244,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[29],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-6241","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-clima","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6241","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6241"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6241\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28193,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6241\/revisions\/28193"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6244"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6241"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6241"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6241"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=6241"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}