{"id":695,"date":"2017-02-21T00:00:00","date_gmt":"2017-02-21T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/uncategorized\/695\/la-normalita-forzata-delle-vittime-di-fukushima\/"},"modified":"2024-02-22T15:30:43","modified_gmt":"2024-02-22T14:30:43","slug":"la-normalita-forzata-delle-vittime-di-fukushima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/695\/la-normalita-forzata-delle-vittime-di-fukushima\/","title":{"rendered":"La normalit\u00e0 forzata delle vittime di Fukushima"},"content":{"rendered":"<div class=\"leader\">Il governo giapponese vuole ripopolare un villaggio ancora altamente radioattivo. I sussidi per i cittadini allontanati dall\u2019area contaminata non sono pi\u00f9 disponibili, e in molti non hanno scelta.<\/div>\n<div>\n<p>Iitate \u00e8 una cittadina giapponese di\u00a0<strong>semila abitanti,<\/strong>\u00a0che si trova a nord ovest dei reattori distrutti della centrale nucleare di\u00a0<strong>Fukushima<\/strong>\u00a0Daiichi. E\u2019 tristemente nota per essere uno dei siti pi\u00f9 pesantemente contaminati dal\u00a0<strong>disastro nucleare del 2011.<\/strong><\/p>\n<p>A fine marzo 2017, per la prima volta, i seimila abitanti di Iitate, potranno tornare alle loro case. Per coloro che non possono permettersi una sistemazione alternativa a proprie spese, si tratta di una\u00a0<strong>scelta obbligata<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" style=\"margin: 5px;\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/11ebb725-11ebb725-gp0stqiw3_web_size.jpg\" alt=\"\" width=\"100%\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p><strong>I dubbi e le paure della popolazione<\/strong><\/p>\n<p>Iitate si trova a nord ovest dei reattori distrutti della centrale nucleare di Fukushima Daiichi.<br \/>\nE\u2019\u00a0<strong>un\u2019area molto vasta<\/strong>\u00a0e, ad oggi, gli sforzi di decontaminazione del governo giapponese si sono concentrati solo nelle aree immediatamente attorno alle case, ai campi agricoli e in strisce di 20 metri lungo le strade pubbliche.<\/p>\n<p>La popolazione di IItate si chiede\u00a0<strong>a quale dose di radiazioni sar\u00e0 esposta<\/strong>, non in un anno, ma nel corso di decenni, e cio\u00e8 nel corso della loro vita. Una domanda fondamentale, che le autorit\u00e0 giapponesi continuano ad ignorare.<\/p>\n<p><strong>Lo chiamano \u201critorno alla normalit\u00e0\u201d<\/strong>, ma quale genere di normalit\u00e0 pu\u00f2 scaturire da una condizione che presenta tutti questi rischi e incertezze?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" style=\"margin: 5px;\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/91da8296-91da8296-gp0stqiwa_web_size.jpg\" alt=\"\" width=\"100%\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p>Nel marzo 2011 siamo stati i primi a chiedere l\u2019evacuazione di quest\u2019area e, subito dopo, abbiamo inviato un team di radioprotezione.<br \/>\n<strong>A novembre 2016 abbiamo effettuato l\u2019ultima misura di radioattivit\u00e0 nelle zone di Itate<\/strong>. La nostra indagine ha riguardato anche il<strong>\u00a0<\/strong><strong>campionamento del suolo,<\/strong>\u00a0la misurazione degli \u201chot spots\u201d (i cosiddetti \u201cpunti caldi\u201d) di contaminazione radioattiva e il recupero dei dosimetri che erano stati installati in due case nel febbraio del 2016.<\/p>\n<p>\u201c<em>I valori di radioattivit\u00e0 sono relativamente elevati, sia all\u2019interno che all\u2019esterno delle case, e mostrano che esiste ancora un rischio radiologico inaccettabile: i cittadini che torneranno a Iitate saranno esposti al rischio equivalente a quello di una radiografia del torace a settimana. Questo non \u00e8 normale o accettabile<\/em>\u00bb, ha detto\u00a0<strong>Ai Kashiwagi<\/strong>, della\u00a0<strong>campagna Energia di Greenpeace Giappone.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le nostre richieste<\/strong><\/p>\n<p>Chiediamo che il governo giapponese\u00a0<strong>non forzi il ritorno dei cittadini<\/strong>\u00a0nella Prefettura di Fukushima, senza effettuare prima una completa analisi scientifica e senza interpellare la popolazione!<\/p>\n<p>Leggi\u00a0<a class=\"pdf\" href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/113a1963-113a1963-sintesi_report_no_return_to_normal_21_2_02.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">la sintesi del report \u201cNo return to normal<\/a>\u201d (in italiano)<\/p>\n<p>Leggi\u00a0<a class=\"pdf\" href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/230ad93d-230ad93d-nrn_finweb4.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">il report completo<\/a>\u00a0(in inglese)<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"EmptyMessage\">Block content is empty. Check the block&#8217;s settings or remove it.<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il governo giapponese vuole ripopolare un villaggio ancora altamente radioattivo. I sussidi per i cittadini allontanati dall\u2019area contaminata non sono pi\u00f9 disponibili, e in molti non hanno scelta<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":696,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"La normalit\u00e0 forzata delle vittime di Fukushima","p4_og_description":"Il Governo giapponese vuole ripopolare un villaggio ancora radioattivo. I sussidi per i cittadini allontanati dall\u2019area contaminata non sono pi\u00f9 disponibili, e in molti non hanno scelta.","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[32,30,51],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-695","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-energia","tag-salute","tag-nucleare","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/695","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=695"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/695\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21847,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/695\/revisions\/21847"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/696"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=695"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=695"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=695"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=695"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}