{"id":7098,"date":"2020-03-17T16:24:32","date_gmt":"2020-03-17T15:24:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=7098"},"modified":"2021-12-01T13:39:19","modified_gmt":"2021-12-01T12:39:19","slug":"il-coronavirus-e-il-nostro-futuro-prossimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/7098\/il-coronavirus-e-il-nostro-futuro-prossimo\/","title":{"rendered":"Il coronavirus e il nostro futuro prossimo"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-blue-overlay caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/03\/7087d112-gp0sttsd1_web_size.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7099\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/03\/7087d112-gp0sttsd1_web_size.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/03\/7087d112-gp0sttsd1_web_size-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/03\/7087d112-gp0sttsd1_web_size-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/03\/7087d112-gp0sttsd1_web_size-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Aerial view of a large burned area in the city of Candeiras do Jamari in the state of Rond\u00f4nia. (Foto: Victor Moriyama \/ Greenpeace)<\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Come ormai quasi tutti gli esperti dicono, la<strong> pandemia <\/strong>di<strong> COVID-19, <\/strong>determinata dal <strong>coronavirus (o SARS-CoV-2)<\/strong>, ha molto a che fare con l\u2019<strong>ambiente<\/strong> e con le campagne di Greenpeace. Giovanni Maga, direttore dell\u2019Istituto di Genetica molecolare del CNR-IGM di Pavia, spiega per esempio che i fattori coinvolti nella crescente frequenza di<strong> <\/strong>epidemie degli ultimi decenni sono molteplici<strong>: <\/strong>\u00ab<em><strong>Cambiamenti climatici <\/strong>che modificano <strong>l\u2019habitat<\/strong> dei vettori <strong>animali<\/strong> di questi virus, l\u2019intrusione umana in un numero di <strong>ecosistemi<\/strong> vergini sempre maggiore, la sovrappopolazione, la frequenza e rapidit\u00e0 di spostamenti delle persone<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n<p>\u00c8 uno scenario che conosciamo bene, purtroppo. In un rapporto del 2007 sulla salute nel Ventunesimo secolo, l\u2019<strong>Organizzazione mondiale della sanit\u00e0<\/strong> \u2013 la stessa che pochi giorni ha definito ufficialmente quella del <strong>coronavirus<\/strong> una \u201c<strong>pandemia<\/strong>\u201d \u2013 avvertiva <strong>c<\/strong>he il rischio di <strong>epidemie<\/strong> <strong>virali<\/strong> cresce in un mondo dove il delicato equilibrio tra uomo e microbi viene alterato da diversi fattori, tra i quali i cambiamenti del clima e degli <strong>ecosistemi<\/strong>. Altri <strong>coronavirus<\/strong> come SARS e MERS, e virus particolarmente gravi come HIV ed Ebola, sono l\u00ec a testimoniarlo.<\/p>\n\n<h2 class=\"has-grey-800-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>Un campanello d\u2019allarme<\/strong><strong><\/strong><\/h2>\n\n<p>La diffusione di questi nuovi virus, in poche parole, sarebbe l\u2019inevitabile risposta della natura all\u2019assalto dell\u2019uomo, come spiega la<strong> virologa Ilaria Capua<\/strong>, che dal 2016 dirige uno dei dipartimenti dell\u2019Emerging Pathogens Institute dell\u2019Universit\u00e0 della Florida: \u00ab<em>Tre<strong> coronavirus<\/strong> in meno di vent\u2019anni rappresentano un forte campanello di allarme. Sono fenomeni legati anche a<strong> cambiamenti dell\u2019ecosistema<\/strong>: se l\u2019ambiente viene stravolto, il virus si trova di fronte a ospiti nuovi<\/em>\u00bb. <\/p>\n\n<p>In altre parole, distruggere la <strong>natura<\/strong> finisce quasi sempre per avere un impatto sulla nostra <strong>salute<\/strong>: \u00abSe intervieni su un <strong>ecosistema<\/strong> e, nel caso, lo danneggi, questo trover\u00e0 un nuovo equilibrio. Che spesso pu\u00f2 avere conseguenze patologiche sugli esseri umani\u00bb.<\/p>\n\n<p>\u00c8 un meccanismo che viene raccontato benissimo da David Quammen, l\u2019autore di \u201c<strong>Spillover<\/strong>. L\u2019evoluzione delle pandemie\u201d, saggio che in queste settimane \u00e8 letteralmente andato a ruba in tutte le librerie italiane. <\/p>\n\n<p>Lo cito parola per parola, da una intervista che ha appena concesso a Wired: <\/p>\n\n<p>\u00ab<em>Le ragioni per cui assisteremo ad altre crisi come questa nel futuro sono che <\/em><\/p>\n\n<p><em>1) i nostri diversi <strong>ecosistemi<\/strong> naturali sono pieni di molte specie di <strong>animali<\/strong>, piante e altre creature, ognuna delle quali contiene in s\u00e9 <strong>virus<\/strong> unici; <\/em><\/p>\n\n<p><em>2) molti di questi <strong>virus<\/strong>, specialmente quelli presenti nei mammiferi selvatici, possono contagiare gli esseri umani; <\/em><\/p>\n\n<p><em>3) stiamo invadendo e alterando questi ecosistemi con pi\u00f9 decisione che mai, esponendoci dunque ai nuovi <strong>virus<\/strong>  <\/em><\/p>\n\n<p><em>4) quando un <strong>virus<\/strong> effettua uno \u201c<strong>spillover<\/strong>\u201d , un salto di specie da un portatore animale non-umano agli esseri umani, e si adatta alla trasmissione uomo-uomo, beh, quel <strong>virus<\/strong> ha vinto la lotteria: ora ha una popolazione di 7.7 miliardi di individui che vivono in alte densit\u00e0 demografiche, viaggiando in lungo e in largo, attraverso cui pu\u00f2 diffondersi<\/em>\u00bb. <\/p>\n\n<p>Se si presta bene attenzione, il rischio di <strong>\u201cspillover\u201d <\/strong>\u00e8 grande quanto il globo<strong>.<\/strong> Nel caso del <strong>coronavirus<\/strong>, le ricerche si concentrano sulla giungla della Cina e sulle popolazioni di pipistrelli locali. Ma nei casi di epidemie recenti, il <strong>virus<\/strong> sarebbe stato trasmesso da altri <strong>animali<\/strong> <strong>selvatici<\/strong>: civetta delle palme, dromedari, primati. E i luoghi di origine sono associati ai deserti del Medio Oriente o alle foreste tropicali dell\u2019Africa, cos\u00ec come nuove patologie possono emergere, ed emergono, tanto dall\u2019Amazzonia quanto dalle foreste dell\u2019Australia. Anche il micidiale <strong>virus<\/strong> Ebola sarebbe arrivato all\u2019essere umano grazie a un <strong>salto<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>specie<\/strong>, e per quanto ancora l\u2019origine non sia certa, gli scienziati sospettano sempre di pi\u00f9 dei pipistrelli: che sono mammiferi come noi, ma volano. <\/p>\n\n<h2 class=\"has-grey-800-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>Crisi climatica e virus antichi<\/strong><strong><\/strong><\/h2>\n\n<p>Ma il rischio potenziale potrebbe anche essere pi\u00f9 esteso, assumendo una \u201cdimensione temporale\u201d. Lo scioglimento di ghiacci e ghiacciai, infatti, potrebbe rilasciare virus molto antichi e pericolosi. Nel gennaio 2020, per esempio, un team di scienziati cinesi e statunitensi ha comunicato di avere rintracciato all\u2019interno di campioni di ghiaccio di 15 mila anni fa, prelevati dall\u2019Altopiano tibetano, ben 33 <strong>virus<\/strong>, 28 dei quali sconosciuti. <\/p>\n\n<p>Tracce del <strong>virus<\/strong> della Spagnola sono state ritrovate congelate in Alaska, mentre frammenti di DNA del vaiolo sono riemersi dal <strong>permafrost<\/strong> nella Siberia nord-orientale. Proprio il permafrost rappresenta un ambiente perfetto per conservare <strong>batteri<\/strong> e <strong>virus<\/strong>, almeno fin quando non interviene il <strong>riscaldamento<\/strong> <strong>globale<\/strong> a liberarli. E che ci\u00f2 possa avvenire lo testimonia un episodio dell\u2019estate del 2016, quando \u2013 sempre in Siberia \u2013 l\u2019antrace ha ucciso un adolescente e un migliaio di renne, oltre a infettare decine di persone.<\/p>\n\n<p><strong>Clima e infezioni <\/strong>viaggiano insieme. A evidenziarne il legame, per esempio, \u00e8 il \u201c<em><strong>Lancet Countdown Report 2019<\/strong><\/em>\u201d, che associa i <strong>cambiamenti<\/strong> <strong>climatici<\/strong> proprio a un\u2019aumentata diffusione delle <strong>patologie<\/strong> <strong>infettive<\/strong>: in<strong> <\/strong>un pianeta pi\u00f9 caldo, <strong>virus<\/strong>, batteri, funghi, parassiti potrebbero trovare condizioni ideali per esplodere, diffondersi, ricombinarsi, con un aumento tanto della stagionalit\u00e0 quanto della diffusione geografica di molte malattie. <\/p>\n\n<p>\u00c8 un rischio che a Greenpeace abbiamo identificato per tempo: gi\u00e0 nel \u201cRapporto Greenpeace sul riscaldamento della Terra\u201d \u2013 che compie trent\u2019anni tondi, essendo del 1990 \u2013 l\u2019epidemiologo Andrew Haines, che successivamente sarebbe diventato direttore della London School of Hygiene &amp; Tropical Medicine, avvertiva che tra gli effetti secondari dei <strong>cambiamenti<\/strong> <strong>climatici<\/strong> \u00abl<em>a diffusione dei vettori di malattie dovrebbero essere causa di preoccupazione<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n<p>In poche parole, se per il <strong>coronavirus<\/strong> il meccanismo identificato dagli scienziati \u00e8 quello di un salto di specie innescato dalla promiscuit\u00e0 con animali selvatici, amplificato dalla concentrazione di popolazione nelle megalopoli e trasportato dalla globalizzazione, <strong>la crisi climatica <\/strong>potrebbe offrire scenari ancora pi\u00f9 pericolosi. Ovvero il riemergere dai ghiacci dei Poli o dai ghiacciai dell\u2019Himalaya di <strong>virus<\/strong> che il loro \u201c<strong>spillover<\/strong>\u201d lo hanno effettuato in tempi remoti e che pensavamo di avere debellato per sempre. O, peggio ancora, di <strong>patologie<\/strong> che non conosciamo affatto. <\/p>\n\n<h2 class=\"has-grey-800-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>Potere e responsabilit\u00e0<\/strong><strong><\/strong><\/h2>\n\n<p>Come sostiene David Quammen, insomma, \u00ab<em>pi\u00f9 distruggiamo gli ecosistemi, pi\u00f9 smuoviamo i virus dai loro ospiti naturali e ci offriamo come un ospite alternativo<\/em>\u00bb. La soluzione? Pu\u00f2 essere solo in un completo ripensamento della nostra relazione con la natura: proteggere la<strong> biodiversit\u00e0, <\/strong>fermare la<strong> crisi climatica,<\/strong> frenare la distruzione delle <strong>foreste <\/strong>e ridurre il <strong>consumo di risorse.<\/strong> Ricorda qualcosa? Sono questioni da sempre al centro delle campagne di Greenpeace, e delle nostre comunicazioni. <\/p>\n\n<p>Quando la <strong>pandemia<\/strong> di <strong>coronavirus<\/strong> sar\u00e0 cessata, bisogner\u00e0 intervenire sui fattori che l\u2019hanno determinata. Senza operare quel meccanismo tipico di rimozione per il quale politici, giornalisti, opinione pubblica si riempiono della parola \u201cclima\u201d \u2013 per esempio \u2013 in presenza di uragani, alluvioni o incendi devastanti, salvo dimenticarsene un secondo dopo. Se ci\u00f2 non avvenisse, se non si agisse sulle cause della diffusione di nuovi <strong>virus<\/strong>, che sono anche ambientali, continueremmo a vivere in una condizione di grave rischio potenziale. <\/p>\n\n<p>Il perch\u00e9 lo spiega ancora Ilaria Capua: \u00ab<em>Noi viviamo in un ambiente chiuso. Come se fossimo in un acquario. La nostra salute dipende per il 20 per cento dalla predisposizione genetica e per l\u201980 per cento dai fattori ambientali. La cura deve studiare, oltre all\u2019organismo in questione, anche il contesto<\/em>\u00bb. <\/p>\n\n<p>\u00ab<em>Non possiamo uscire da questa situazione, da questo dilemma<\/em>\u00bb, ricorda Quammen: \u00ab<em>Siamo parte della natura, di una natura che esiste su questo Pianeta e solo su questo. Siamo troppi, 7,7 miliardi di persone, e consumiamo risorse in modo troppo affamato, a volte troppo avido, il che ci rende una specie di buco nero al centro della galassia: tutto \u00e8 attirato verso di noi. Compresi i virus<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n<p>In altri termini, possiamo dire che la specie umana ha preso da tempo il \u201ccomando delle operazioni\u201d sulla Terra, sottomettendo la natura ad azioni spesso irreversibili; \u00e8 diventata un \u201cagente di trasformazione\u201d, come una forza geologica, tanto che gli scienziati usano il termine \u201cAntropocene\u201d per definire l\u2019epoca attuale. <\/p>\n\n<p>Come sempre accade, a un potere quasi sconfinato \u2013 e distruttivo \u2013 bisogna sapere associare criteri di responsabilit\u00e0 altrettanto importanti, per evitare che l\u2019impatto di tali trasformazioni sia devastante e si ritorca contro noi stessi. Mettendo a rischio la stessa specie umana. Non stiamo parlando del <strong>Pianeta<\/strong>, ma dei suoi abitanti. Di noi e dei nostri figli. <\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image  caption-style-blue-overlay caption-alignment-center\"><img alt=\"\"\/><\/figure>\n\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/p>\n\n<p><strong>Articoli:<\/strong><\/p>\n\n<p>Jim Robbins, \u201c<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2012\/07\/15\/sunday-review\/the-ecology-of-disease.html?auth=linked-google\">The\nEcology of Disease<\/a>\u201d, in \u201cNew York Times\u201d, 2012.<\/p>\n\n<p>Donald, G. McNeil Jr., \u201c<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2019\/10\/25\/health\/predict-usaid-viruses.html?auth=login-google\">Scientists Were Hunting for the Next Ebola. Now the\nU.S. Has Cut Off Their Funding<\/a>\u201d,\nin \u201cNew York Times\u201d, 2019.<\/p>\n\n<p>\u201c<a href=\"https:\/\/www.agi.it\/scienza\/scioglimento_ghiacci_virus-6890769\/news\/2020-01-15\/\">Lo\nscioglimento dei ghiacci potrebbe rilasciare virus di 15 mila anni fa<\/a>\u201d,\nin \u201cAGI\u201d, 15.01.20.<\/p>\n\n<p>Angela Iacucci, \u201c<a href=\"https:\/\/www.galileonet.it\/spillover-coronavisu-salto-specie\/\">Spillover,\nil nuovo coronavirus come Sars, morbillo ed Ebola ha origine animale<\/a>\u201d, in\n\u201cGalileonet\u201d, 22.01.20. <\/p>\n\n<p>Silvia Granziero, \u201c<a href=\"https:\/\/thevision.com\/habitat\/scioglimento-ghiacciai-coronavirus\/\">Lo\nscioglimento dei ghiacciai \u00e8 pi\u00f9 pericoloso del coronavirus, Ma non ne parla\nnessuno<\/a>\u201d, in \u201cThe Vision\u201d, 05.02.20.<\/p>\n\n<p>Fabrizio Bianchi, Liliana\nCori, <a href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/paura-ai-tempi-del-coronavirus\/fabrizio-bianchi-liliana-cori\/2020-02-24\">La paura\nai tempi del Coronavirus<\/a>, in \u201cscienzainrete\u201d, 24.02.20.<\/p>\n\n<p>Mariella Bussolati, \u201c<a href=\"https:\/\/it.businessinsider.com\/perche-crisi-climatica-consumo-del-suolo-inquinamento-e-coronavirus-sono-legati-a-doppio-filo\/\">Perch\u00e9\ncrisi climatica, consumo del suolo, inquinamento e coronavirus sono legati a\ndoppio filo<\/a>\u201d, 26.02.20.<\/p>\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2020\/02\/27\/ilaria-capua-epidemia-coronavirus\/45594\/\">Per Ilaria\nCapua, le epidemie come il coronavirus derivano dalle azioni dell\u2019uomo\nsull\u2019ambiente<\/a>, in \u201cLinkiesta\u201d, 27.02.20. <\/p>\n\n<p>Stefano Verde, <a href=\"https:\/\/www.rivistaenergia.it\/2020\/03\/dalla-cop-25-al-covid-19-limportanza-della-dimensione-globale-dei-fenomeni\/\">Da COP-25\nal COVID-19: l\u2019importanza della dimensione globale dei fenomeni,<\/a>\n04.03.20.<\/p>\n\n<p>Simona Re, \u201c<a href=\"https:\/\/www.rivistamicron.it\/approfondimenti\/la-lezione-di-covid-19-sul-clima\/\">La lezione\ndi Covid-19 sul clima<\/a>\u201d in \u201cMicron. Ecologia, scienza, conoscenza\u201d,\n07.03.20.<\/p>\n\n<p>Davide Piacenza, \u201c<a href=\"https:\/\/www.wired.it\/play\/cultura\/2020\/03\/09\/coronavirus-david-quammen-spillover-intervista\/\">Il virus\nsiamo noi, nessuno si senta offeso. Un&#8217;intervista a David Quammen<\/a>\u201d,\nin \u201cWired\u201d, 09.03.20.<\/p>\n\n<p><strong>Rapporti:<\/strong><\/p>\n\n<p>&#8220;Clima. Rapporto Greenpeace sul riscaldamento della Terra\u201d, Edizioni del Grifo, 1992 (ed. originale 1990). <\/p>\n\n<p>World Health Organization, \u201c<a href=\"https:\/\/www.who.int\/whr\/2007\/whr07_en.pdf\">A safer future. Global Public Health Security\nin the 21st Century<\/a>\u201d,\nThe World Health Report 2007. <\/p>\n\n<p>\u201c<a href=\"https:\/\/www.thelancet.com\/journals\/lancet\/article\/PIIS0140-6736(19)32596-6\/fulltext\">The 2019 Report of the Lancet Countdown on Health and Climate Change<\/a>\u201d, The Lancet, 2019<\/p>\n\n<p><\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-blue-overlay caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/03\/b3a644d5-gp01u9w_web_size.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7100\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/03\/b3a644d5-gp01u9w_web_size.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/03\/b3a644d5-gp01u9w_web_size-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/03\/b3a644d5-gp01u9w_web_size-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/03\/b3a644d5-gp01u9w_web_size-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>The beginning of one of the rifts in the surface of &#8217;79 degrees north&#8217; glacier on Greenland which are being studied by glaciologists. <\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"EmptyMessage\">Block content is empty. Check the block&#8217;s settings or remove it.<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come ormai quasi tutti gli esperti dicono, la pandemia di COVID-19, determinata dal coronavirus (o SARS-CoV-2), ha molto a che fare con l\u2019ambiente <\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":7099,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"Covid-19 Response","p4_local_project":"","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17,24],"tags":[29,30,31],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-7098","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","category-scegli","tag-clima","tag-salute","tag-volontariato","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7098","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7098"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7098\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14747,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7098\/revisions\/14747"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7099"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7098"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7098"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7098"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=7098"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}