{"id":7135,"date":"2020-03-20T15:59:07","date_gmt":"2020-03-20T14:59:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=7135"},"modified":"2025-07-02T09:28:52","modified_gmt":"2025-07-02T07:28:52","slug":"inquinamento-dellaria-e-pandemia-da-covid-19-che-relazione-ce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/7135\/inquinamento-dellaria-e-pandemia-da-covid-19-che-relazione-ce\/","title":{"rendered":"Inquinamento dell\u2019aria e pandemia da Covid-19: che relazione c\u2019\u00e8?"},"content":{"rendered":"\n<p>Abbiamo visto che \u2013 secondo la maggior parte degli esperti \u2013 la distruzione della biodiversit\u00e0, l\u2019avanzare dell\u2019urbanizzazione e la globalizzazione potenziano a livelli fin qui inediti un meccanismo ben noto, ovvero quello del salto di specie (\u201c<em>spillover<\/em>\u201d) da specie selvatiche a uomo di nuovi <strong>virus<\/strong>. <\/p>\n\n<p>\u00c8 stata anche sollevata, da pi\u00f9 parti, l\u2019ipotesi che <strong>l\u2019inquinamento<\/strong> <strong>dell\u2019aria<\/strong> possa agire tanto come <strong>vettore<\/strong> <strong>dell\u2019infezione<\/strong> quanto come fattore peggiorativo <strong>dell\u2019impatto<\/strong> <strong>sanitario<\/strong> della <strong>pandemia<\/strong> in corso. Per quanto sia ancora presto per giungere a conclusioni generali, \u00e8 bene iniziare a fare chiarezza su un altro aspetto, molto importante, della relazione tra <strong>epidemie<\/strong> <strong>virali<\/strong> e <strong>ambiente<\/strong>. O, meglio ancora, tra <strong>salute<\/strong> umana e <strong>inquinamento<\/strong>\/distruzione ambientale. <\/p>\n\n<h2 class=\"has-grey-60-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>L\u2019inquinamento come\nvettore del virus?<\/strong><\/h2>\n\n<p>Il primo aspetto \u00e8 relativo all\u2019ipotesi che il <strong>particolato<\/strong> <strong>fine<\/strong> agisca da \u201c<strong>vettore<\/strong>\u201d nel trasportare a pi\u00f9 lunga distanza il <strong>virus<\/strong> che si coagulerebbe sulla superficie delle particelle (che hanno un diametro almeno una decina di volte superiore a quello del virus). Questa ipotesi, gi\u00e0 avanzata in letteratura da tempo su casi specifici, implicherebbe che la diffusione del <strong>virus<\/strong> sia facilitata non dallo <strong>smog<\/strong> in generale ma dal <strong>particolato<\/strong> <strong>fine<\/strong>. E che dunque questo effetto si aggiungerebbe alla <strong>trasmissione<\/strong> del <strong>contagio<\/strong> come nota (da individuo a individuo).<\/p>\n\n<p>Un \u201c<em>position paper<\/em>\u201d presentato dal prof Leonardo Setti dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna ed altri, ha avanzato una correlazione tra i superamenti dei limiti per il <strong>PM10<\/strong> nelle centraline di alcune citt\u00e0 e il numero di ricoveri da <strong>Covid<\/strong>&#8211;<strong>19.<\/strong> Si tratta di una correlazione basata su un numero assai limitato di osservazioni, e dunque una ipotesi da verificare, ma il fenomeno alla base \u2013 il <strong>particolato<\/strong> <strong>fine<\/strong> come <strong>vettore<\/strong> per altri <strong>inquinanti<\/strong> \u2013 \u00e8 noto e provato certamente per altri fattori inquinanti (come per gli IPA, idrocarburi policiclici aromatici). Il documento conclude che \u201c<em>tali analisi sembrano quindi dimostrare che, in relazione al periodo 10-29 febbraio, concentrazioni elevate superiori al limite di <strong>PM10<\/strong> in alcune Province del Nord Italia possano aver esercitato un\u2019azione di <strong>boost<\/strong>, cio\u00e8 di impulso alla <strong>diffusione<\/strong> virulenta <strong>dell\u2019epidemia<\/strong> in <strong>Pianura<\/strong> <strong>Padana<\/strong> che non si \u00e8 osservata in altre zone d\u2019Italia che presentavano casi di <strong>contagi<\/strong> nello stesso periodo (\u2026) Si evidenzia come la specificit\u00e0 della velocit\u00e0 di incremento dei casi di contagio che ha interessato in particolare alcune zone del Nord Italia potrebbe essere legata alle condizioni di inquinamento da particolato atmosferico che ha esercitato un\u2019azione di <strong>carrier<\/strong> e di boost<\/em>\u201d.<\/p>\n\n<p>Fabrizio Bianchi, capo dell\u2019Unit\u00e0 di epidemiologia ambientale e registri di patologia all\u2019Istituto di fisiologia clinica del CNR commenta cos\u00ec: \u201c<em>ho letto con interesse il lavoro di Setti e collaboratori che, partendo dalla plausibilit\u00e0 generale che soggetti esposti <strong>cronicamente<\/strong> a <strong>inquinamento<\/strong> <strong>atmosferico<\/strong> siano pi\u00f9 suscettibili all&#8217;aggressione di <strong>virus<\/strong>, e specificamente di <strong>Covid<\/strong>&#8211;<strong>19<\/strong>, valutano che la velocit\u00e0 di <strong>contagio<\/strong> osservata in particolare in nord Italia potrebbe essere legata alle <strong>condizioni<\/strong> <strong>ambientali<\/strong>. I risultati, basati su correlazione semplice tra livelli di PM10 e numero di casi di <strong>Covid<\/strong>&#8211;<strong>19<\/strong> per provincia, richiedono di essere confermati e approfonditi mediante un disegno di studio pi\u00f9 evoluto che tenga conto anche della disomogeneit\u00e0 territoriale del tempo di <strong>propagazione<\/strong> <strong>virale<\/strong>; tuttavia concludere con il supporto a favore di misure restrittive di contenimento <strong>dell&#8217;inquinamento<\/strong> ritengo sia un monito su cui concordare<\/em>\u201d.<\/p>\n\n<p>Uno <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0160412016305530\">studio del 2017<\/a> che analizzava la diffusione dell\u2019influenza stagionale associata alla presenza di particolato fine per la Cina dimostrerebbe che, in quel contesto, un effetto di questo genere esiste, anche se il contributo alla diffusione risultava limitato al 10,7% dei contagi e alle giornate pi\u00f9 fredde. Un <a href=\"https:\/\/ehjournal.biomedcentral.com\/articles\/10.1186\/1476-069X-2-15?fbclid=IwAR3rudd26F470T4IT9N-IJUpp7MXYnvBrQJ1NTfIByermKiNomt5TodinlM#citeas\">precedente studio<\/a> sulla correlazione tra indicatore di inquinamento dell\u2019aria e mortalit\u00e0 da SARS in Cina (2002-2003) mostrava come <strong>il rischio di mortalit\u00e0 era amplificato \u2013 circa doppio &#8211; nelle aree a pi\u00f9 alto inquinamento rispetto a quelle con qualit\u00e0 dell\u2019aria migliore.<\/strong><\/p>\n\n<h2 class=\"has-grey-60-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>Inquinamento dell\u2019aria e\nmortalit\u00e0 in eccesso<\/strong><\/h2>\n\n<p>Un secondo aspetto da considerare riguarda il fatto che comunque la presenza di elevate <strong>concentrazioni<\/strong> di <strong>inquinanti<\/strong> in <strong>aria<\/strong> \u00e8 ritenuta responsabile di <strong>mortalit\u00e0<\/strong> in eccesso. L\u2019Agenzia Europea Ambiente (EEA) gi\u00e0 da alcuni anni include nel rapporto annuale sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria (EEA, <em><a href=\"https:\/\/www.eea.europa.eu\/publications\/air-quality-in-europe-2019\">Air Quality in Europe<\/a><\/em>, 2019) in cui la <strong>mortalit\u00e0<\/strong> in eccesso \u00e8 correlata a tre parametri ambientali, il <strong>PM2.5<\/strong>, <strong>NO2<\/strong> e <strong>O3<\/strong>. L\u2019ultima stima per l\u2019Italia (dati 2016) riporta un totale di 76.200 morti dovuti a questi parametri, la maggior parte (77% circa) legati al <strong>particolato<\/strong> <strong>fine<\/strong> (<strong>PM2.5<\/strong>). Se poi si guarda la mappa dell\u2019EEA sul valore medio di concentrazione di <strong>PM2.5<\/strong> (vedi figura) balza agli occhi la drammaticit\u00e0 della situazione della pianura padana (cosa ben nota a chi si occupa di <strong>inquinamento<\/strong> <strong>dell\u2019aria<\/strong>). <\/p>\n\n<p>Questa situazione cronica \u00e8 determinata da vari fattori, alta concentrazione di <strong>attivit\u00e0<\/strong> <strong>industriali<\/strong> e <strong>zootecniche<\/strong>, alta densit\u00e0 di popolazione e dunque <strong>emissioni<\/strong> da <strong>traffico<\/strong> e <strong>riscaldamento<\/strong> edifici e, cosa che gioca un ruolo assai rilevante, condizioni meteoclimatiche assai sfavorevoli.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-blue-overlay caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"818\" height=\"550\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/03\/9b0edc4d-imgblog.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-7136\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/03\/9b0edc4d-imgblog.png 818w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/03\/9b0edc4d-imgblog-300x202.png 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/03\/9b0edc4d-imgblog-768x516.png 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/03\/9b0edc4d-imgblog-506x340.png 506w\" sizes=\"auto, (max-width: 818px) 100vw, 818px\" \/><\/figure>\n\n<p>La mortalit\u00e0 in eccesso \u00e8 per\u00f2 la punta di un iceberg pi\u00f9 ampio di disturbi al <strong>sistema<\/strong> <strong>respiratorio<\/strong> e cardiocircolatorio associato all\u2019esposizione cronica ad elevati livelli di <strong>inquinamento<\/strong> <strong>dell\u2019aria<\/strong>. Dunque, pur senza una \u201cprova\u201d epidemiologica che possa correlare direttamente (e quantitativamente) la severit\u00e0 dell\u2019impatto della <strong>pandemia<\/strong> con la (pessima) qualit\u00e0 dell\u2019aria, cosa comunque rilevata nel caso cinese sopra citato, \u00e8 per\u00f2 possibile affermare con certezza che la popolazione in <strong>pianura<\/strong> <strong>padana<\/strong> \u00e8 pi\u00f9 di altre cronicamente esposta a elevati livelli di <strong>inquinamento<\/strong> dell\u2019aria e dunque alle conseguenze che ne derivano. E che, quindi, questo pu\u00f2 essere uno dei co-fattori che plausibilmente aggravano la severit\u00e0 dell\u2019impatto di una <strong>pandemia<\/strong> che attacca il <strong>sistema<\/strong> <strong>respiratorio<\/strong>. <\/p>\n\n<p>Bisogna ricordare che a influenzare la severit\u00e0 dell\u2019impatto ci sono altri fattori ben noti, come ad esempio la quota di fumatori nella popolazione, e come ha rilevato l\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 \u201c<em>un terzo in pi\u00f9 dei fumatori positivi al Covid-19 presentava all\u2019atto del ricovero una situazione clinica pi\u00f9 grave dei non fumatori, e per loro il rischio di aver bisogno di terapia intensiva e ventilazione meccanica \u00e8 pi\u00f9 che doppio<\/em>\u201d (ISS, 11 marzo 2020). <\/p>\n\n<h2 class=\"has-grey-60-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>Inquinamento dell\u2019aria e\nprincipio di precauzione<\/strong><\/h2>\n\n<p>Per quanto non si possa arrivare a una conclusione generale quantitativa \u2013 i diversi studi valutano contesti specifici sui quali giocano molti fattori diversi \u2013 si pu\u00f2 per\u00f2 affermare che<strong> l\u2019inquinamento cronico dell\u2019aria,<\/strong> come i picchi di concentrazione di<strong> polveri sottili<\/strong> e altri <strong>inquinanti, <\/strong>agisca come<strong> fattore peggiorativo<\/strong> nei casi di <strong>epidemie.<\/strong> Ed \u00e8 perfettamente plausibile che ci\u00f2 avvenga sia come possibile veicolo che amplifica la <strong>diffusione<\/strong> del <strong>virus<\/strong> sia come fattore di <strong>stress<\/strong> <strong>cronico<\/strong> che potrebbe rendere pi\u00f9 vulnerabile la popolazione agli effetti <strong>dell&#8217;epidemia<\/strong>, anche se non \u00e8 possibile nel caso italiano stabilire di quanto. Ci vorr\u00e0 una ricerca pi\u00f9 ampia come sopra richiamato da Fabrizio Bianchi, che includa il parametro della <strong>qualit\u00e0<\/strong> <strong>dell\u2019aria<\/strong> tra i fattori da considerare.<\/p>\n\n<p>Applicando il principio di precauzione possiamo per\u00f2 dare una conclusione chiara: politiche ambientali pi\u00f9 severe per il <strong>miglioramento della qualit\u00e0 dell\u2019aria <\/strong>sono importanti di per s\u00e9 e l\u2019emergenza che stiamo vivendo non pu\u00f2 che rafforzare questa conclusione. Come Greenpeace abbiamo dunque un motivo in pi\u00f9 per continuare con ancora maggiore convinzione le nostre campagne per promuovere una <strong>mobilit\u00e0<\/strong> <strong>sostenibile<\/strong>, uscire dall\u2019era dei <strong>combustibili<\/strong> fossili, fermare i diesel, ridurre la produzione degli <strong>allevamenti<\/strong> intensivi, tutte importanti sorgenti di particolato primario o secondario.<\/p>\n<div class=\"EmptyMessage\">Block content is empty. Check the block&#8217;s settings or remove it.<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo raccolto informazioni e dati per avere un quadro pi\u00f9 completo.<\/p>\n","protected":false},"author":24,"featured_media":7137,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"Covid-19 Response","p4_local_project":"","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24],"tags":[21,30,31],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-7135","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","tag-inquinamento","tag-salute","tag-volontariato","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7135","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/24"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7135"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7135\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28182,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7135\/revisions\/28182"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7137"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7135"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7135"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7135"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=7135"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}