{"id":7169,"date":"2020-03-27T09:29:52","date_gmt":"2020-03-27T08:29:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=7169"},"modified":"2020-03-27T09:29:53","modified_gmt":"2020-03-27T08:29:53","slug":"australia-nuovo-sbiancamento-massiccio-della-barriera-corallina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/7169\/australia-nuovo-sbiancamento-massiccio-della-barriera-corallina\/","title":{"rendered":"Australia, nuovo sbiancamento massiccio della barriera corallina"},"content":{"rendered":"\n<p>La Grande Barriera Corallina australiana \u00e8 stata colpita da un nuovo fenomeno di sbiancamento massiccio dei coralli, il terzo in cinque anni dopo quello del 2016 e del 2017, a causa delle temperature elevate dell\u2019oceano che si stanno registrando.<\/p>\n\n<p>L\u2019annuncio dell\u2019Agenzia responsabile del Parco Marino della Grande Barriera Corallina arriva oggi, dopo l\u2019allarme lanciato in questi giorni dai ricercatori del Centro di eccellenza per gli studi della barriera corallina della James Cook University, che stanno conducendo dei sorvoli su tutta l\u2019area per valutare il fenomeno. Lo studio si concluder\u00e0 nei prossimi giorni ma ha gi\u00e0 evidenziato fenomeni di esteso sbiancamento sia nelle aree pi\u00f9 vicine alla costa della Barriera al nord, e in aree che non erano state toccate da precedenti fenomeni di sbiancamento al sud.<\/p>\n\n<p>La causa principale del fenomeno \u00e8 l\u2019aumento delle temperature, particolarmente elevate in Australia a febbraio, che ha portato a un drastico aumento anche delle temperature marine. A causa dello stress termico i coralli espellono le alghe (zooxanthellae) che vivono nei loro tessuti, causandone lo sbiancamento. Se le temperature non tornano alla normalit\u00e0 entro le 6-8 settimane, i coralli muoiono. I coralli possono sopravvivere a un fenomeno di sbiancamento, ma subiscono comunque un notevole stress. Nel 2016, il 93 per cento dei coralli della Grande Barriera Corallina \u00e8 stato soggetto a sbiancamento, e il 22 per cento \u00e8 poi morto, con aree colpite in modo severo dallo sbiancamento che hanno visto la morte fino al 50-90 per cento dei coralli presenti.<\/p>\n\n<p>\u201cI cambiamenti climatici stanno minacciando questo ecosistema unico, mettendo a rischio le comunit\u00e0 locali e gli operatori turistici che dipendono dalla conservazione della barriera corallina, ancora di pi\u00f9 in questo momento in cui il Covid19 mette a rischio il loro lavoro\u201d commenta Giorgia Monti, campagna Mare di Greenpeace Italia.<\/p>\n\n<p>La Grande Barriera Corallina \u00e8 uno dei parchi pi\u00f9 conosciuti al mondo e contribuisce in maniera significativa all\u2019economia australiana. Greenpeace Australia chiede al governo federale, nel momento in cui vengono prese misure di stimolo all\u2019economia di non sostenere l\u2019industria del carbone e promuovere la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, che sono la principale minaccia per la barriera.<\/p>\n\n<p>\u201cDa anni gli esperti ci mettono in guardia sugli impatti del cambiamento climatico sulle barriere coralline tropicali. Quanti altri campanelli d\u2019allarme dobbiamo aspettare prima di fare le scelte giuste? Dimezzare le emissioni di gas serra e tutelare le zone pi\u00f9 sensibili dei nostri mari \u00e8 l\u2019unico modo di evitare che ecosistemi cos\u00ec preziosi scompaiano con gravi conseguenze anche per l\u2019uomo\u201d conclude Monti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Grande Barriera Corallina australiana \u00e8 stata colpita da un nuovo fenomeno di sbiancamento massiccio dei coralli a causa delle alte temperature delll&#8217;oceano.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":7170,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[18,29],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-7169","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-mare","tag-clima","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7169","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7169"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7169\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7171,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7169\/revisions\/7171"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7170"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7169"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7169"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7169"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=7169"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}