{"id":7222,"date":"2020-04-07T11:33:04","date_gmt":"2020-04-07T09:33:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=7222"},"modified":"2020-04-07T11:51:54","modified_gmt":"2020-04-07T09:51:54","slug":"covid19-stato-di-emergenza-e-rispetto-dei-diritti-umani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/7222\/covid19-stato-di-emergenza-e-rispetto-dei-diritti-umani\/","title":{"rendered":"Covid19: Stato di emergenza e rispetto dei diritti umani"},"content":{"rendered":"\n<p>Oltre 4 miliardi di persone sono oggi\nin&nbsp;<strong><em>lockdown<\/em><\/strong>, misura estrema per contenere la diffusione del\nvirus <strong>COVID-19<\/strong>. Mai nella storia dell\u2019Umanit\u00e0 \u00e8 stata registrata una\ncos\u00ec diffusa restrizione di alcune libert\u00e0 e <strong>diritti civili<\/strong> (<strong>libert\u00e0\ndi movimento<\/strong>, di riunione per dirne due), dettata dall\u2019urgenza inderogabile\ndi tutelare la salute pubblica, e soprattutto quella delle persone pi\u00f9\nvulnerabili. <\/p>\n\n<p>Va anche detto che tale situazione insorge\nin un contesto globale gi\u00e0 caratterizzato da un aumento delle restrizioni degli\nspazi di agibilit\u00e0 e di <strong>diritti fondamentali<\/strong> per la partecipazione alla <strong>vita\npubblica<\/strong>. Secondo il rapporto \u201c<em>People Power Under Attack<\/em>\u201d\ndell\u2019organizzazione CIVICUS almeno il 40 per cento della popolazione mondiale\nvive in Paesi dove esistono livelli variabili di repressione, e solo il 3 per\ncento vive in paesi dove tutti i diritti fondamentali sono rispettati. <\/p>\n\n<p>Oltre a portare alla luce questa\ncontrapposizione tra diritto alla salute ed altri diritti umani fondamentali\n(giova ricordare che i diritti umani sono sempre indivisibili, ossia nessuno\npu\u00f2 essere trattato in maniera prioritaria rispetto agli altri) il COVID-19 sta\ndisvelando una serie di ingiustizie strutturali che portano con s\u00e9 violazioni o\nomissioni nella tutela di <strong>diritti umani<\/strong>, particolarmente quelli sociali\ned economici. <\/p>\n\n<p>Milioni di persone hanno perso il proprio\nlavoro, a causa della diffusione di <strong>precariato<\/strong> e <strong>lavoro sommerso<\/strong>,\nmilioni rischiano la fame, o non possono avere accesso a cure adeguate a causa\ndell\u2019indebolimento progressivo dei <strong>sistemi sanitari pubblici<\/strong>. Ovviamente\nquesto aspetto della crisi, quello relativo agli impatti sui diritti umani, si\nfar sentire in maniera diversa a seconda delle situazioni. <\/p>\n\n<p>In Paesi dove gi\u00e0 esisteva una situazione\ndi <strong>autoritarismo<\/strong> pu\u00f2 essere occasione per intensificare ancor di pi\u00f9 la\nmorsa repressiva. Sono quei paesi dove lo stato di eccezione \u00e8 la regola. In\naltri, quelli \u201cdemocratici\u201d, la contrazione temporanea di alcuni diritti\nfondamentali rischia, se non sottoposta a strettissime condizioni, ed a\nmonitoraggio e verifica trasparente e pubblica, di approfondire faglie che gi\u00e0\nsi stavano aprendo nelle nostre societ\u00e0. Insomma, il rischio da scongiurare \u00e8\ndi trasformare in regola lo stato di eccezione. Basti pensare alle legislazioni\ngi\u00e0 adottate e restrittive della <strong>libert\u00e0 di manifestare e di associazione<\/strong>,\nin nome della lotta al <strong>terrorismo<\/strong>, o le campagne di criminalizzazione\ndella <strong>solidariet\u00e0 <\/strong>con i <strong>migranti <\/strong>e di delegittimazione dei\nmovimenti sociali e della societ\u00e0 civile. <\/p>\n\n<p>Per questo, \u00e8 importante richiamare gli\nstati alle loro responsabilit\u00e0, in quanto a rispetto dei diritti umani e ad\nassicurare, come richiamato anche dall\u2019Alto Commissario dell\u2019ONU sui Diritti\nUmani e dai Relatori Speciali ONU, che ogni misura presa per gestire e contrastare\nl\u2019emergenza sia fondata sul rispetto e la promozione dei diritti umani. Il\ndiritto internazionale prevede nel Patto Internazionale sui Diritti Civili e\nPolitici, la possibilit\u00e0 di invocare lo <strong>stato di emergenza<\/strong> e di derogare\nad alcuni diritti in esso riconosciuti. Tale deroga per\u00f2 dev\u2019essere,\ntemporanea, proporzionata, giustificata e comunicata immediatamente alle\nNazioni Unite assieme a tutte le informazioni relative alle misure prese, ed ai\ntempi previsti per la loro reversibilit\u00e0. Un obbligo al quale anche il nostro\npaese \u00e8 tenuto, a maggior ragione ora che l\u2019Italia \u00e8 membro temporaneo del\nConsiglio ONU per i Diritti Umani. <\/p>\n\n<p>Questo il senso della <a href=\"https:\/\/www.indifesadi.org\/\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lettera-della-rete-In-Difesa-Di-al-CIDU-Covid19.pdf\">lettera<\/a> inviata oggi al Comitato Interministeriale per i Diritti Umani dalla rete In Difesa Di, di cui anche Greenpeace Italia fa parte, e firmata anche da oltre 20 organizzazioni italiane. In assenza di un\u2019Autorit\u00e0 Nazionale Indipendente sui Diritti Umani in Italia, <a href=\"https:\/\/www.indifesadi.org\/2020\/04\/06\/diritti-umani-e-stato-demergenza-lappello-della-rete-in-difesa-di-al-cidu\/?fbclid=IwAR22IbXHU18sEAJ5HcDyql0wtePb9hV2QO8qWh_m_hkUl2zRSiLHcx3hu_0\">si chiede al CIDU di provvedere alla notifica al Segretario Generale ONU e a monitorare, come fatto in Francia ad esempio, le restrizioni delle libert\u00e0 civili<\/a> imposte dai vari decreti ed ordinanze, verificandone la compatibilit\u00e0 con gli impegni sanciti dal diritto internazionale.\u00a0\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il lockdown \u00e8 una misura estrema per contenere il virus COVID-19. 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