{"id":7228,"date":"2020-04-08T14:27:12","date_gmt":"2020-04-08T12:27:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=7228"},"modified":"2020-04-08T14:27:13","modified_gmt":"2020-04-08T12:27:13","slug":"greenpeace-e-recommon-negli-ultimi-tre-anni-unicredit-ha-finanziato-il-carbone-con-oltre-6-miliardi-di-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/7228\/greenpeace-e-recommon-negli-ultimi-tre-anni-unicredit-ha-finanziato-il-carbone-con-oltre-6-miliardi-di-euro\/","title":{"rendered":"Greenpeace e Re:common, \u00abNegli ultimi tre anni UniCredit ha finanziato il carbone con oltre 6 miliardi di euro\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Alla vigilia dell&#8217;Assemblea dei Soci di UniCredit, Re:Common e Greenpeace evidenziano come la banca continui a prestare miliardi al comparto del carbone, ignorando gli appelli delle Nazioni Unite e della scienza. In Europa, il 45% delle emissioni da carbone \u00e8 responsabilit\u00e0 di sole cinque societ\u00e0: RWE (Germania), PGE (Polonia), EPH (Repubblica Ceca), Fortum-Uniper (Finlandia-Germania), CEZ (Repubblica Ceca). Dalle ricerche effettuate dalle due organizzazioni ambientaliste emerge come, dal 2016 al 2019, UniCredit abbia finanziato questi grandi inquinatori con 6 miliardi di euro.<\/p>\n\n<p>Il carbone \u00e8 responsabile di circa la met\u00e0 delle emissioni legate ai combustibili fossili e si stima che ogni anno provochi&nbsp;<a href=\"https:\/\/beyond-coal.eu\/coal-exit-tracker\/?dataset=country&amp;series=premature_deaths&amp;type=charts&amp;chart=1\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">la morte prematura di oltre 16 mila persone in Europa<\/a>, a causa delle sostanze tossiche come mercurio e polveri sottili che provengono dalle ciminiere delle centrali. I costi sanitari addebitabili all\u2019uso di questa fonte fossile ammontano invece&nbsp;<a href=\"https:\/\/beyond-coal.eu\/coal-exit-tracker\/?dataset=country&amp;series=health_costs&amp;type=charts&amp;chart=1\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">a circa 45 miliardi di euro<\/a>, interamente scaricati sul pubblico.<\/p>\n\n<p>Il principale beneficiario dei finanziamenti elargiti da UniCredit \u00e8 il colosso finlandese-tedesco Fortum-Uniper, con 4,7 miliardi di euro. Non solo Fortum-Uniper ha intenzione di completare una nuova centrale a carbone in Germania, Datteln 4, in aperta contraddizione con quanto richiesto dalle Nazioni Unite, ma ha anche minacciato di fare causa al governo dei Paesi Bassi, dal momento che quest&#8217;ultimo ha approvato una legge che prevede il&nbsp;<em>phase-out<\/em>&nbsp;dal carbone entro il 2030. Un&#8217;azione intimidatoria che non ha precedenti in Europa.<\/p>\n\n<p>Fuori dall\u2019Ue, Unicredit \u00e8 inoltre il primo finanziatore straniero del carbone in Turchia, terzo Paese al mondo, dopo Cina e India, per piani di espansione di questo combustibile fossile.<\/p>\n\n<p>\u00abUniCredit si definisce sostenibile, ma rimane tra i primi finanziatori del carbone in Europa\u00bb, dichiara Alessandro Runci, di Re:Common. \u00abL\u2019emergenza climatica non si combatte con la retorica, UniCredit deve smettere di prestare miliardi a chi costruisce nuove centrali e miniere, e deve iniziare subito\u00bb.<\/p>\n\n<p>Lo scorso novembre, UniCredit ha compiuto un primo passo cessando l&#8217;erogazione di prestiti diretti (<em>project finance<\/em>) per la costruzione di nuove centrali e miniere a carbone. L\u2019impatto di questa restrizione \u00e8 per\u00f2 vanificato dal fatto che il gruppo bancario continua a finanziare le societ\u00e0 che intendono realizzare questi impianti.<\/p>\n\n<p>Altre istituzioni finanziarie come Axa e Credit Agricole hanno introdotto policy molto pi\u00f9 rigide di quella di UniCredit, vietando qualsiasi finanziamento a societ\u00e0 che vorrebbero costruire nuove centrali e impegnandosi ad azzerare la loro esposizione al carbone entro il 2030 in Europa. Per Greenpeace e Re:Common, Unicredit dovrebbe seguire questo esempio invece di restare aggrappata al passato.<\/p>\n\n<p>\u00abOgni nuova centrale che entra in funzione ci allontana da quanto ci chiede la scienza, ovvero di spegnere entro il 2030 l&#8217;80 per cento di quelle attive sul Pianeta per avere una chance di limitare l&#8217;aumento della temperatura media globale al di sotto di 1,5 gradi Centigradi\u00bb, dichiara Luca Iacoboni di Greenpeace Italia. \u00abNonostante questo, al momento \u00e8 in programma la costruzione di altre mille centrali in tutto il mondo, il che vanificherebbe ogni sforzo fatto finora. L&#8217;unico modo per disinnescare queste bombe climatiche \u00e8 smettere di finanziare chi le sta realizzando. \u00c8 tempo che UniCredit lo faccia\u00bb, conclude. &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla vigilia dell&#8217;Assemblea dei Soci di UniCredit, Re:Common e Greenpeace evidenziano come la banca continui a prestare miliardi al comparto del carbone, ignorando gli appelli delle Nazioni Unite e della&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":5651,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,24],"tags":[25,29,32],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-7228","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-scegli","tag-consumi","tag-clima","tag-energia","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7228","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7228"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7228\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7229,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7228\/revisions\/7229"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5651"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7228"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7228"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7228"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=7228"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}