{"id":7235,"date":"2020-04-09T18:34:33","date_gmt":"2020-04-09T16:34:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=7235"},"modified":"2021-12-01T13:39:13","modified_gmt":"2021-12-01T12:39:13","slug":"grande-barriera-corallina-australiana-il-piu-esteso-sbiancamento-di-sempre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/7235\/grande-barriera-corallina-australiana-il-piu-esteso-sbiancamento-di-sempre\/","title":{"rendered":"Grande Barriera Corallina australiana, il pi\u00f9 esteso sbiancamento di sempre!"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-blue-overlay caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"460\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/2a3cad45-gp0stqm84_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7236\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/2a3cad45-gp0stqm84_web_size_with_credit_line.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/2a3cad45-gp0stqm84_web_size_with_credit_line-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/2a3cad45-gp0stqm84_web_size_with_credit_line-768x442.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/2a3cad45-gp0stqm84_web_size_with_credit_line-510x293.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>The Reef is experiencing its second major bleaching event in 2 years. In March 2017, Greenpeace Australia Pacific is bearing witness to this tragedy and calling on Governments everywhere to take action against coal.<\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo da perdere, se vogliamo un Pianeta in salute bisogna proteggere gli ecosistemi, e gli oceani non fanno eccezione. Quante richieste di aiuto dovr\u00e0 ancora mandarci il nostro mare, per farci capire che dobbiamo invertire rotta? A darci l\u2019allarme stavolta \u00e8 la <strong>Grande<\/strong> <strong>Barriera<\/strong> <strong>Corallina<\/strong> <strong>australiana<\/strong>, colpita da un nuovo esteso fenomeno di <strong>sbiancamento<\/strong> dei <strong>coralli<\/strong> a causa delle elevate temperature dell\u2019acqua registrate negli ultimi mesi.<\/p>\n\n<h2 class=\"has-grey-800-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>La barriera corallina che si sbianca \u00e8 un campanello di allarme per la salute degli oceani<\/strong><\/h2>\n\n<p>Si tratta del terzo <strong>sbiancamento<\/strong> della <strong>Grande<\/strong> <strong>Barriera<\/strong> <strong>Corallina<\/strong> in soli cinque anni, dopo quelli registrati nel 2016 e 2017, e secondo i ricercatori il pi\u00f9 esteso: il fenomeno sta infatti devastando&nbsp; coralli gi\u00e0 in sofferenza dalle<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/environment\/2020\/apr\/07\/great-barrier-reefs-third-mass-bleaching-in-five-years-the-most-widespread-ever\"> aree pi\u00f9 lontane a nord del Queensland<\/a> e della parte centrale della <strong>barriera<\/strong> fino ai suoi estremi pi\u00f9 meridionali, dove fino ad oggi i <strong>coralli<\/strong> erano rimasti indenni. A lanciare l\u2019allarme i ricercatori del Centro di eccellenza per gli studi sulla <strong>barriera<\/strong> <strong>corallina<\/strong> della James Cook University, a conclusione di uno studio condotto a fine marzo mediante sorvoli su pi\u00f9 di mille tratti di barriera distribuiti su tutta l\u2019area. La ricerca ha evidenziato che a essere pi\u00f9 colpiti sono i coralli pi\u00f9 vicini alla costa: un quarto di tutta la Grande <strong>Barriera<\/strong> <strong>Corallina<\/strong> sarebbe colpito da fenomeni cos\u00ec severi che si ipotizza che in tali aree pi\u00f9 del 60 %&nbsp; dei <strong>coralli<\/strong> sia sbiancato.<\/p>\n\n<h2 class=\"has-grey-800-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>Perch\u00e9 i coralli sbiancano<\/strong><\/h2>\n\n<p>Questo <strong>sbiancamento<\/strong> dei <strong>coralli<\/strong> segue i drammatici incendi cui abbiamo assistito negli ultimi mesi in <strong>Australia<\/strong>, dove si \u00e8 registrata una delle estati pi\u00f9 calde degli ultimi anni. L\u2019aumento dei <strong>gas<\/strong> <strong>serra<\/strong> in atmosfera \u2013 dovuto principalmente all\u2019uso di petrolio, gas e carbone, e il conseguente <strong>riscaldamento<\/strong> <strong>globale<\/strong>, stanno avendo un impatto diretto anche sul <strong>mare<\/strong>, aumentandone le temperature e persino il tasso di acidit\u00e0 : non ci sono dubbi che questi drastici cambiamenti stiano minacciando gravemente la vita del nostro Pianeta blu, a cominciare dai suoi ecosistemi pi\u00f9 sensibili, come appunto le <strong>barriere<\/strong> <strong>coralline<\/strong>. I mari assorbono la maggior parte del calore in eccesso sulla terra e anche nei <strong>mari<\/strong> <strong>australiani<\/strong> si sta registrando un aumento delle temperature superficiali: in febbraio sono state registrate le pi\u00f9 alte temperature superficiali marine dagli inizi del Novecento!<\/p>\n\n<p>Il fenomeno dello <strong>sbiancamento<\/strong> \u00e8 una risposta dei <strong>coralli<\/strong> alle situazioni di stress ambientale, come <strong>l\u2019aumento<\/strong> della <strong>temperatura<\/strong>. A causa dello stress termico i <strong>coralli<\/strong> espellono infatti le alghe unicellulari (zooxanthellae) che vivono nei loro tessuti, e che sono responsabili dei loro colori brillanti. Le zooxanthellae sono fondamentali per la sopravvivenza dei <strong>coralli<\/strong> perch\u00e9&nbsp; forniscono a questi animali il 90% del fabbisogno energetico richiesto per la calcificazione, la crescita e la riproduzione. Se le temperature tornano regolari in tempi brevi, cio\u00e8 prima che i coralli abbiano esaurito le loro riserve energetiche, la simbiosi pu\u00f2 essere ristabilita. In caso contrario sono destinati a morire per mancanza di nutrienti.<\/p>\n\n<p>Il problema \u00e8 la ripetizione di questi fenomeni in tempi ravvicinati, come sta avvenendo in Australia. Nel 2016,<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/1468\/la-barriera-corallina-e-in-pericolo\/)\"> il 93% dei coralli<\/a> della <strong>Grande<\/strong> <strong>Barriera<\/strong> <strong>Corallina<\/strong> \u00e8 stato soggetto a <strong>sbiancamento<\/strong>, e il 22% \u00e8 poi morto. Le aree colpite in modo severo dallo sbiancamento hanno visto la morte di percentuali molto alte dei coralli presenti, fino al 50-90%. Per I ricercatori le barriere pi\u00f9 duramente colpite da questi fenomeni avranno bisogno di 10 o 15 anni per rigenerarsi,&nbsp; ma studi pi\u00f9 recenti indicano una capacit\u00e0 di recupero sempre pi\u00f9 lenta. Dopo lo <strong>sbiancamento<\/strong> del 2017 sono stati registrati<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-019-1081-y\"> riduzioni fino a un 89% nella crescita di nuovi <strong>coralli<\/strong>,<\/a> se poi i <strong>coralli<\/strong> vengono colpiti nuovamente dal fenomeno la ripresa dell\u2019ecosistema \u00e8 compromessa.&nbsp;<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-blue-overlay caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/01d09aaa-gp0stps8g_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7237\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/01d09aaa-gp0stps8g_web_size_with_credit_line.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/01d09aaa-gp0stps8g_web_size_with_credit_line-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/01d09aaa-gp0stps8g_web_size_with_credit_line-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/01d09aaa-gp0stps8g_web_size_with_credit_line-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>The Great Barrier Reef is experiencing its worst bleaching event to date with studies showing 93 percent of the reef being effected. <\/figcaption><\/figure>\n\n<h2 class=\"has-grey-800-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>Uno shock ambientale dovuto ai cambiamenti climatici<\/strong><\/h2>\n\n<p>Questa purtroppo non \u00e8 una storia nuova. Eventi di <strong>sbiancamento<\/strong> diffuso dei <strong>coralli<\/strong> tropicali si sono iniziati a registrare alla fine degli anni Ottanta, con un primo grave evento a livello globale nel 1998. Nel 2008 oltre 3000 scienziati riuniti per il Simposio Internazionale sulle barriere<a href=\"https:\/\/nsuworks.nova.edu\/occ_icrs\/1\/\"> coralline<\/a> indicavano il <strong>cambiamento<\/strong> <strong>climatico<\/strong> come una delle pi\u00f9 grandi minacce alla sopravvivenza delle barriere coralline, raccomandando una drastica riduzione delle <strong>emissioni<\/strong> di <strong>gas<\/strong> <strong>serra<\/strong> nei dieci anni a venire per garantire la loro conservazione. Purtroppo, dieci anni sono pi\u00f9 che passati, le emissioni in atmosfera non sono state tagliate, al contrario sono aumentate a livello mondiale. Lo scenario che ci troviamo davanti \u00e8 esattamente quello atteso, con la temperatura media globale che \u00e8 gi\u00e0 aumentata di oltre 1 grado centigrado rispetto ai livelli pre-industriali e fenomeni di <strong>sbiancamento<\/strong> che si ripetono repentinamente e in modo sempre pi\u00f9 severo. Il <strong>cambiamento<\/strong> <strong>climatico<\/strong> sta&nbsp; aggravando la crisi delle <strong>barriere<\/strong> <strong>coralline<\/strong>, gi\u00e0 sotto pressione per l\u2019inquinamento, la pesca eccessiva e lo sviluppo delle aree costiere: si stima che a livello mondiale negli ultimi 30 anni le <strong>barriere<\/strong> <strong>coralline<\/strong> si siano dimezzate.<\/p>\n\n<h2 class=\"has-grey-800-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>Il riscaldamento globale fa ammalare gli oceani<\/strong><\/h2>\n\n<p>Gli impatti del <strong>cambiamento<\/strong> <strong>climatico<\/strong> non riguardano solo la barriera corallina, ma tutti i mari del Pianeta, anche il nostro <strong>Mediterraneo<\/strong>: qui abbiamo assistito purtroppo ad epidemie o morie improvvise di numerose specie, come denunciato nel nostro ultimo rapporto \u201c<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/6687\/operazione-mare-caldo-i-cambiamenti-climatici-sono-anche-sottacqua\/\">Operazione Mare Caldo\u201d.<\/a> Gli esperti dell\u2019IPCC (il gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui <strong>cambiamenti<\/strong> <strong>climatici<\/strong>) in un<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/3846\/il-rapporto-ipcc-sulla-lotta-ai-cambiamenti-climatici-spiegato-in-10-punti\/\"> report pubblicato a ottobre 2018<\/a> hanno evidenziato gi\u00e0 che un ulteriore aumento di mezzo grado delle temperature globali aumenterebbe di molto i rischi e gli impatti dei <strong>cambiamenti<\/strong> <strong>climatici<\/strong>, ipotizzando una destabilizzazione delle calotte glaciali e la morte fino al 90 per cento delle barriere coralline.<\/p>\n\n<h2 class=\"has-grey-800-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>Perch\u00e9 \u00e8 importante proteggere la Barriera corallina<\/strong><\/h2>\n\n<p>Se pensiamo che la salute degli <strong>oceani<\/strong> non ci riguardi, ci sbagliamo di grosso: tutto questo pu\u00f2 avere conseguenze non solo sugli <strong>ecosistemi<\/strong> <strong>marini<\/strong>, ma sulle persone che da essi dipendono. I cambiamenti climatici stanno minacciando un ecosistema unico e mettono a rischio le comunit\u00e0 locali e gli operatori turistici che dipendono dalla conservazione della <strong>barriera<\/strong> <strong>corallina<\/strong>.&nbsp; Non si tratta \u201csolo\u201d di proteggere gli oceani, ma i milioni di persone che da questo ecosistema dipendono: a essere in pericolo non ci sono infatti solo le attivit\u00e0 economiche, ma la sicurezza di aree costiere sensibili che in assenza delle barriere coralline si vedrebbero esposte maggiormente agli effetti degli tsunami e dell\u2019erosione. Quanto pi\u00f9 aspettiamo per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e per proteggere la <strong>biodiversit\u00e0<\/strong>, tanto maggiori saranno i costi per la vita umana e i mezzi di sussistenza. Mantenere il delicato equilibrio tra uomo e natura \u00e8 fondamentale, come purtroppo stiamo verificando in questo ultimo periodo, anche a causa della pandemia in atto.Il messaggio della <strong>barriera<\/strong> <strong>corallina<\/strong> \u00e8 chiaro quanto il messaggio degli scienziati: possiamo cambiare le cose per noi e per le future generazioni se agiamo subito! Limitare l\u2019innalzamento della temperatura media globale a 1,5 gradi centigradi e arrestare la perdita di <strong>biodiversit\u00e0<\/strong> \u00e8 un obiettivo fondamentale per garantire una transizione verso un pianeta pi\u00f9 verde, pi\u00f9 sano, pi\u00f9 giusto, che sia al riparo da stravolgimenti ambientali che possono intensificare fenomeni seri come i disastri naturali o la diffusione di zoonosi. Non c\u2019\u00e8 futuro in un Pianeta malato.<\/p>\n\t\t\t<section\n\t\t\tclass=\"boxout post-5144 \"\n\t\t\t\n\t\t>\n\t\t\t<a\n\t\t\t\tdata-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n\t\t\t\tdata-ga-action=\"Image\"\n\t\t\t\tdata-ga-label=\"n\/a\"\n\t\t\t\tclass=\"cover-card-overlay\"\n\t\t\t\thref=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/proteggi-gli-oceani\/\" \n\t\t\t><\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t<img\n\t\t\t\t\t\tsrc=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-1024x557.jpg\"\n\t\t\t\t\t\tsrcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-300x163.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-768x418.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-1024x557.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-510x278.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani.jpg 1200w\"\n\t\t\t\t\t\tsizes=\"(min-width: 1000px) 358px, (min-width: 780px) 313px, 88px\"\n\t\t\t\t\t\talt=\"\" title=\"\"\n\t\t\t\t\/>\n            \t\t\t<div class=\"boxout-content\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a\n\t\t\t\t\t\tclass=\"boxout-heading medium\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-action=\"Title\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-label=\"n\/a\"\n\t\t\t\t\t\thref=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/proteggi-gli-oceani\/\"\n\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t>\n\t\t\t\t\t\tProteggi gli Oceani\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p class=\"boxout-excerpt\">Cambiamenti climatici, pesca eccessiva, estrazioni minerarie, trivellazioni, plastica: i nostri oceani subiscono di tutto per colpa dell\u2019avidit\u00e0 umana. Spesso sono proprio le zone d\u2019Alto Mare, al di fuori della giurisdizione degli Stati costieri,  a diventare prede degli interessi di pochi Stati ricchi e potenti o di aziende spregiudicate. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore? Non possiamo accettarlo: per difendere il fragile e meraviglioso ecosistema marino, serve creare una rete di Santuari d\u2019Alto mare su scala planetaria.<\/p>\n\t\t\t\t                                    <a\n                        class=\"btn btn-primary\"\n                        data-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n                        data-ga-action=\"Call to Action\"\n                        data-ga-label=\"n\/a\"\n                        href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/proteggi-gli-oceani\/\"\n                        \n                    >\n                        Partecipa\n                    <\/a>\n                \t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/section>\n\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un campanello di allarme per la salute degli oceani<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":7237,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[18,22,29],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-7235","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-mare","tag-biodiversita","tag-clima","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7235","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7235"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7235\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14738,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7235\/revisions\/14738"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7237"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7235"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7235"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7235"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=7235"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}