{"id":7242,"date":"2020-04-16T11:39:16","date_gmt":"2020-04-16T09:39:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=7242"},"modified":"2024-02-23T10:13:45","modified_gmt":"2024-02-23T09:13:45","slug":"management-eni-greenpeace-chiunque-sara-chiamato-a-guidare-lazienda-intraprenda-subito-un-vero-processo-di-decarbonizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/7242\/management-eni-greenpeace-chiunque-sara-chiamato-a-guidare-lazienda-intraprenda-subito-un-vero-processo-di-decarbonizzazione\/","title":{"rendered":"Management Eni, Greenpeace: \u00abChiunque sar\u00e0 chiamato a guidare l&#8217;azienda intraprenda subito un vero processo di decarbonizzazione\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>In attesa di conoscere le proposte del governo relative al management che guider\u00e0 <strong>Eni<\/strong> per i prossimi anni, Greenpeace Italia chiede all&#8217;azienda di intraprendere un vero processo di <strong>decarbonizzazione<\/strong>, per affrontare la crisi climatica in corso, e di smettere di proporre piani altisonanti dalla dubbia efficacia.<\/p>\n\n<p>Per Greenpeace il \u201cPiano strategico di lungo termine al 2050\u201d e il \u201cPiano d\u2019azione 2020 \u2013 2023\u201d, annunciati dall&#8217;azienda come \u201c<em>un passo fondamentale<\/em>\u201d per \u201c<em>l\u2019evoluzione di Eni nei prossimi 30 anni\u201d<\/em>, sono assolutamente incompatibili\u00a0con qualsiasi tentativo plausibile di rispettare gli accordi di Parigi.<\/p>\n\n<p>\u00ab<em>La tanto sbandierata svolta verde di Eni \u00e8 solo fumo negli occhi, come dimostra quanto presentato dalla stessa azienda solo poche settimane fa, ovvero due piani che non tengono assolutamente conto delle indicazioni della scienza<\/em>\u00bb, commenta Luca Iacoboni, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. \u00ab<em>Se l&#8217;azienda vuole davvero fare la propria parte per evitare l&#8217;aggravarsi dell&#8217;emergenza climatica, deve mettere le energie rinnovabili al centro del proprio piano, e non continuare a prevedere un aumento della produzione di idrocarburi, puntando tutto su strumenti vaghi e ancora poco affidabili per compensare le proprie emissioni<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n<p>Secondo quanto previsto dalla compagnia, nei prossimi sei anni la produzione di idrocarburi (<strong>petrolio<\/strong> e <strong>gas<\/strong>) aumenter\u00e0 in media del 3,5 per cento all\u2019anno. Gli investimenti previsti da <strong>Eni<\/strong> nel nuovo piano 2020-2023 sulle rinnovabili ammontano invece a 2,6 miliardi di euro, ovvero poco pi\u00f9 di un decimo di quanto l&#8217;azienda ha scelto di investire, nei prossimi quattro anni, in attivit\u00e0 di esplorazione e estrazione di petrolio e gas (24 miliardi di euro). Inoltre, il Cane a sei zampe non ha reso noti obiettivi di riduzione delle emissioni nel breve-medio periodo, ma una crescita di queste ultime sembrerebbe invece essere assolutamente plausibile, dato l&#8217;aumento della produzione previsto fino al 2025.<\/p>\n\n<p>\u00ab<em>Per la comunit\u00e0 scientifica abbiamo circa dieci anni per limitare le conseguenze della crisi climatica in corso. Ebbene, anzich\u00e9 agire in tal senso, Eni vorrebbe usare sei di questi dieci anni addirittura per aumentare la propria produzione di petrolio e gas<\/em>\u00bb, continua Iacoboni. \u00ab<em>Oltre alla criticit\u00e0 di questo approccio, restano anche enormi dubbi sulle soluzioni che l&#8217;azienda propone per compensare le proprie emissioni, dato che non sono stati forniti dettagli sui piani di conservazione delle foreste e riforestazione (REDD+). Inoltre, la tecnologia di cattura e stoccaggio della CO2 (CCS) su cui l&#8217;azienda punta \u00e8 ancora non affidabile, costosa e non d\u00e0 garanzie in fatto di sicurezza ambientale<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n<p><strong>Eni<\/strong> ha recentemente rivisto il proprio piano di investimenti per il 2020 e 2021 a causa della pandemia di Covid-19, ma questo non cambia la sostanza della sua strategia, che resta fortemente improntata sugli idrocarburi.<\/p>\n\n<p>In un momento in cui la partita sulle <strong>nomine<\/strong> \u00e8 ancora aperta, \u00e8 importante portare nel dibattito soprattutto i temi e non solo i nomi. Chiunque sar\u00e0 al vertice di questa azienda, con partecipazione statale, dovr\u00e0 immediatamente invertire la rotta rispetto a quanto fatto e programmato fino ad oggi. Anche per questo Greenpeace ritiene fondamentale, come primo passo in tal senso, la presenza all&#8217;interno del nuovo management di competenze legate al mondo della <strong>decarbonizzazione<\/strong> e della <strong>transizione<\/strong> <strong>energetica<\/strong>. Occorre evitare che si continui sul sentiero del \u201c<em>business as usual<\/em>\u201d che ha fatto di <strong>Eni<\/strong> una delle aziende del Pianeta con maggiori responsabilit\u00e0 circa la <strong>crisi<\/strong> <strong>climatica<\/strong> in corso.<\/p>\n<div class=\"EmptyMessage\">Block content is empty. 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