{"id":7246,"date":"2020-04-16T13:18:09","date_gmt":"2020-04-16T11:18:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=7246"},"modified":"2024-02-23T10:13:42","modified_gmt":"2024-02-23T09:13:42","slug":"eni-intraprenda-un-serio-piano-di-decarbonizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/7246\/eni-intraprenda-un-serio-piano-di-decarbonizzazione\/","title":{"rendered":"Eni intraprenda un serio piano di decarbonizzazione"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-blue-overlay caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/17d7c9ef-gp0stonsn_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7247\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/17d7c9ef-gp0stonsn_web_size_with_credit_line.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/17d7c9ef-gp0stonsn_web_size_with_credit_line-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/17d7c9ef-gp0stonsn_web_size_with_credit_line-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/17d7c9ef-gp0stonsn_web_size_with_credit_line-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>An activist holds a banner reading &#8216;Climate Change Starts Here&#8217;  during the occupation of the \u2018Prezioso\u2019 offshore oil rig operated by the Italian oil company ENI in the Sicilian Channel.  <\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Tempo di <strong>nomine<\/strong>: in questi giorni, sia nell\u2019ambito politico che in quello mediatico, si discute del rinnovo dei <strong>management<\/strong> di molte societ\u00e0 a <strong>partecipazione statale<\/strong> e <strong>Eni<\/strong>, che appartiene per il 30% allo Stato, non fa eccezione. Entro luned\u00ec infatti il <strong>governo<\/strong> <strong>Conte<\/strong> dovrebbe presentare le proprie proposte di nomi, che saranno poi vagliate, ed eventualmente ufficializzate, durante le Assemblee dei soci<strong> <\/strong>delle compagnie interessate.<\/p>\n\n<p>La partita sulle <strong>nomine<\/strong> \u00e8 ancora aperta, ma tutti sappiamo che \u00e8 importante che si dibatta soprattutto di temi, piuttosto che di nomi. Chiunque verr\u00e0 scelto al vertice dovr\u00e0 immediatamente invertire la rotta rispetto a quanto fatto e programmato fino ad oggi. Chiediamo ad <strong>Eni<\/strong> di intraprendere un vero processo di <strong>decarbonizzazione<\/strong>, per affrontare la <strong>crisi<\/strong> <strong>climatica<\/strong> in corso, e di smettere di proporre piani altisonanti dalla dubbia efficacia.<\/p>\n\n<p>Riteniamo infatti che il \u201cPiano strategico di lungo termine al 2050\u201d e il \u201cPiano d\u2019azione 2020 \u2013 2023\u201d, annunciati dall\u2019azienda come \u201c<em>un passo fondamentale<\/em>\u201d per \u201c<em>l\u2019evoluzione di <strong>Eni<\/strong> nei prossimi 30 anni\u201d<\/em>,siano assolutamente incompatibili con qualsiasi tentativo plausibile di rispettare gli <strong>accordi<\/strong> di <strong>Parigi<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Si tratta di due piani che non tengono assolutamente conto delle indicazioni della scienza. Insomma, la tanto sbandierata svolta verde di <strong>Eni<\/strong> si dimostra solo fumo negli occhi.<\/p>\n\n<p>Secondo quanto previsto dalla compagnia, nei prossimi sei anni la produzione di <strong>idrocarburi<\/strong> (<strong>petrolio<\/strong> e <strong>gas<\/strong>) aumenter\u00e0 in media del 3,5% all\u2019anno. Gli <strong>investimenti<\/strong> previsti da <strong>Eni<\/strong> nel nuovo piano 2020-2023 sulle <strong>rinnovabili<\/strong> ammontano invece a 2,6 miliardi di euro, ovvero poco pi\u00f9 di un decimo di quanto l\u2019azienda ha scelto di investire, nei prossimi quattro anni, in attivit\u00e0 di <strong>esplorazione<\/strong> e <strong>estrazione<\/strong> di <strong>petrolio<\/strong> e <strong>gas<\/strong> (24 miliardi di euro). Inoltre, il <strong>Cane a sei zampe<\/strong> non ha reso noti obiettivi di riduzione delle emissioni nel breve-medio periodo, ma una crescita di queste ultime sembrerebbe invece essere assolutamente plausibile, dato l\u2019aumento della produzione previsto fino al 2025.<\/p>\n\n<p>Per la comunit\u00e0 scientifica abbiamo circa dieci anni per limitare le conseguenze della <strong>crisi<\/strong> <strong>climatica<\/strong> in corso. Ebbene, anzich\u00e9 agire in tal senso, <strong>Eni<\/strong> vorrebbe usare sei di questi dieci anni addirittura per aumentare la propria produzione di <strong>petrolio<\/strong> e <strong>gas<\/strong>!<\/p>\n\n<p>Se l\u2019azienda vuole davvero fare la propria parte per evitare l\u2019aggravarsi <strong>dell\u2019emergenza<\/strong> <strong>climatica<\/strong>, deve mettere le energie rinnovabili al centro del proprio piano, e non continuare a prevedere un aumento della produzione di <strong>idrocarburi<\/strong>, puntando tutto su strumenti vaghi e ancora poco affidabili per compensare le proprie <strong>emissioni<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Ci sono infatti enormi dubbi sulle soluzioni che l\u2019azienda propone per compensare le proprie emissioni, dato che non sono stati forniti dettagli sui piani di conservazione delle foreste e <strong>riforestazione<\/strong> (REDD+). Inoltre, la tecnologia di cattura e stoccaggio della <strong>CO2<\/strong> (CCS) su cui l\u2019azienda punta \u00e8 ancora non affidabile, costosa e non d\u00e0 garanzie in fatto di sicurezza ambientale.<\/p>\n\n<p><strong>Eni<\/strong> ha recentemente rivisto il proprio piano di investimenti per il 2020 e 2021 a causa della pandemia di Covid-19, ma questo non cambia la sostanza della sua <strong>strategia<\/strong>, che resta fortemente improntata sugli <strong>idrocarburi<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Anche per questo riteniamo fondamentale la presenza all&#8217;interno del nuovo management di competenze legate al mondo della <strong>decarbonizzazione<\/strong> e della <strong>transizione<\/strong> <strong>energetica<\/strong>. Bisogna essere chiari: occorre un deciso cambio di rotta, per evitare che si continui sul sentiero del \u201c<em>business as usual<\/em>\u201d che ha fatto di <strong>Eni<\/strong> una delle aziende del Pianeta con maggiori responsabilit\u00e0 della <strong>crisi<\/strong> <strong>climatica<\/strong> in corso.<\/p>\n<div class=\"EmptyMessage\">Block content is empty. Check the block&#8217;s settings or remove it.<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Basta autoproclamarsi \u201cgreen\u201d, ci vogliono risposte ben pi\u00f9 incisive per il clima<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":7247,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24],"tags":[29,32],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-7246","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","tag-clima","tag-energia","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7246","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7246"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7246\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14736,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7246\/revisions\/14736"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7247"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7246"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7246"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7246"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=7246"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}