{"id":7350,"date":"2020-04-29T20:30:28","date_gmt":"2020-04-29T18:30:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=7350"},"modified":"2020-04-29T19:25:02","modified_gmt":"2020-04-29T17:25:02","slug":"riscaldamento-e-allevamenti-intensivi-in-pianura-padana-causa-del-54-delle-polveri-fini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/7350\/riscaldamento-e-allevamenti-intensivi-in-pianura-padana-causa-del-54-delle-polveri-fini\/","title":{"rendered":"Riscaldamento e allevamenti intensivi, in pianura padana causa del 54% delle polveri fini"},"content":{"rendered":"\n<p>Mentre diverse analisi mostrano come chi vive in aree con alti livelli di inquinamento dell\u2019aria sia pi\u00f9 incline a sviluppare problemi respiratori cronici, che sono terreno fertile per agenti infettivi come il Covid19, uno studio dell\u2019Unit\u00e0 investigativa di Greenpeace Italia, in collaborazione con ISPRA, indaga i settori maggiormente responsabili del particolato in Italia.<\/p>\n\n<p>A formare lo smog della Pianura Padana, oltre a ossidi di azoto e di zolfo, concorre in maniera importante l\u2019ammoniaca che, liberata in atmosfera, si combina con questi componenti generando le polveri fini. Cruciale il ruolo degli allevamenti, responsabili di circa l\u201985 per cento delle emissioni di ammoniaca in Lombardia. Secondo l\u2019Arpa regionale, l\u2019ammoniaca che fuoriesce dagli allevamenti \u201cconcorre mediamente a un terzo del PM della Lombardia, ma durante gli episodi acuti tale contributo aumenta superando il 50 per cento del totale\u201d.<\/p>\n\n<p>\u201cI Comuni dovrebbero stabilire qual \u00e8 il numero massimo di allevamenti e capi allevati che \u00e8 possibile avere sul loro territorio, perch\u00e9 altrimenti i danni si ripercuotono sui cittadini\u201d&nbsp; afferma Riccardo De Lauretis, responsabile dell\u2019area emissioni e prevenzione dell\u2019inquinamento atmosferico di ISPRA.<\/p>\n\n<p>Lombardia ed Emilia-Romagna risultano, infatti le aree pi\u00f9 inquinate d\u2019Italia &#8211; sicuramente dal punto di vista del particolato &#8211; e tra le pi\u00f9 inquinate d\u2019Europa. Arpa Lombardia conferma poi il rapporto di causa-effetto tra le attivit\u00e0 zootecniche e l\u2019aumento di PM, con picchi registrati durante lo spandimento di liquami sui campi.<\/p>\n\n<p>Mentre in Lombardia \u00e8 chiaro il peso del settore allevamenti per l\u2019inquinamento da PM, a livello nazionale la ricerca dell\u2019Unit\u00e0 investigativa di Greenpeace Italia in collaborazione con ISPRA mostra per la prima volta, dal 1990 al 2018, una media di quali settori abbiano maggiormente contribuito alla formazione del particolato PM2,5. Nell\u2019analisi viene scattata anche una fotografia del 2018, anno in cui i settori pi\u00f9 inquinanti si confermano essere il riscaldamento residenziale e commerciale (37 per cento) e gli allevamenti (17 per cento). Questi due settori insieme sono la causa del 54 per cento del PM2,5 nazionale. La percentuale del contributo degli allevamenti non \u00e8 mai diminuita, anzi \u00e8 passata dal 7 per cento nel 1990 al 17 per cento nel 2018.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u201cGli allevamenti intensivi non solo si confermano la seconda causa di polveri sottili, ma si pu\u00f2 osservare come dal 1990 al 2018, il loro contributo sia andato crescendo. Paradossalmente, per\u00f2, una gran quantit\u00e0 di soldi pubblici continua a foraggiare questo sistema, a cominciare dai sussidi della PAC\u201d commenta Federica Ferrario, responsabile Campagna Agricoltura di Greenpeace Italia. \u201cPer ridurre le emissioni di ammoniaca e quindi le concentrazioni di particolato il settore allevamenti potrebbe fare molto. Puntare sulla qualit\u00e0 invece che sulla quantit\u00e0 \u00e8 una priorit\u00e0: attraverso produzioni che rispettino alti standard anche dal punto di vista ambientale, possiamo rilanciare il nostro Made in Italy dopo questa difficile fase emergenziale, per questo le strategie future, come il Green Deal europeo e Farm to Fork, e strumenti come la PAC devono prevedere risorse adeguate per aiutare le aziende agricole a ridurre il numero degli animali allevati e nel passaggio a metodi di produzione ecologici\u201d.<\/p>\n\n<p>Il rischio, altrimenti, avverte ISPRA, \u00e8 che \u201cmentre abbiamo centrato i limiti emissivi per tutte le sostanze per il 2020, se la situazione attuale non cambier\u00e0 per l\u2019Italia sar\u00e0 molto sfidante, per non dire difficile, stare entro i limiti fissati per il 2030\u201d.<\/p>\n\n<p>Leggi la ricerca \u201c<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/184484ca-ricerca-particolato-def.pdf\">Covid, esposizione al particolato e allevamenti intensivi<\/a>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno studio dell\u2019Unit\u00e0 investigativa di Greenpeace Italia, in collaborazione con ISPRA, indaga i settori maggiormente responsabili del particolato<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":7267,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,24],"tags":[25,26,27],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-7350","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-scegli","tag-consumi","tag-cibo","tag-agricoltura","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7350","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7350"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7350\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7351,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7350\/revisions\/7351"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7267"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7350"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7350"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7350"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=7350"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}