{"id":7352,"date":"2020-04-29T21:01:11","date_gmt":"2020-04-29T19:01:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=7352"},"modified":"2020-05-07T15:33:37","modified_gmt":"2020-05-07T13:33:37","slug":"allevamenti-intensivi-polveri-sottili-e-covid-19","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/7352\/allevamenti-intensivi-polveri-sottili-e-covid-19\/","title":{"rendered":"Allevamenti intensivi, polveri sottili e Covid-19"},"content":{"rendered":"\n<p>Siamo a quasi due mesi di isolamento obbligatorio e l\u2019Italia resta uno dei Paesi pi\u00f9 colpiti dal nuovo <strong>Coronavirus<\/strong>, mentre i decreti legge nazionali cercano di contenere ferite che, a tratti, sembrano restare locali. Perch\u00e9 mentre l\u2019Italia intera si chiede cosa sar\u00e0 concesso nella <strong>fase 2 <\/strong>del <em><strong>lockdown<\/strong><\/em>, nel nord del Paese \u00e8 solo una la domanda che circola: cosa ha portato la Pianura Padana a perdere contro il<strong> Covid-19<\/strong>? Come \u00e8 possibile che<strong> il 7% <\/strong>dei<strong> decessi mondiali<\/strong> si siano verificati in <strong>Lombardia<\/strong>? La <strong>Pianura Padana<\/strong> \u00e8 la grande sconfitta: lombardi sono la met\u00e0 dei decessi del Belpaese, se si aggiunge l<strong>\u2019Emilia-Romagna<\/strong> si nota come nelle due regioni del nord Italia \u00e8 avvenuto il 64% delle morti causate dal <strong>Coronavirus<\/strong> in Italia.&nbsp;<\/p>\n\n<p>La pandemia non ha i tempi della scienza, corre troppo veloce per permettere di dare risposte certe. Tuttavia, la comunit\u00e0 scientifica ha iniziato ad interrogarsi, e a mettere alcuni indizi nero su bianco. \u201c<em>L\u2019elevato livello di inquinamento in nord Italia dovrebbe essere considerato un <strong>co-fattore addizionale dell&#8217;alto tasso di mortalit\u00e0<\/strong> di questa zona<\/em>\u201d, si legge su <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0269749120320601\">uno studio pubblicato su ScienceDirect<\/a> a fine marzo. Un mese dopo, <a href=\"https:\/\/projects.iq.harvard.edu\/covid-pm\">una ricerca dell\u2019Universit\u00e0 di Harvard<\/a> ribadisce come \u201c<em>un piccolo aumento dell&#8217;esposizione a lungo termine al PM2,5<\/em>\u201d potrebbe portare \u201c<em>a un <strong>grande aumento del tasso di mortalit\u00e0 <\/strong>da Covid-19<\/em>\u201d. In poche parole entrambi gli studi, in fase di review dalla comunit\u00e0 scientifica, segnalano come <strong>le polveri sottili potrebbero<\/strong> <strong>peggiorare l&#8217;infiammazione causata dal virus<\/strong>. Come a dire che, avendo respirato per una vita intera <strong>aria<\/strong> <strong>inquinata<\/strong>, lombardi ed emiliani sono partiti svantaggiati.&nbsp;<\/p>\n\n<h2 class=\"has-grey-800-color has-text-color wp-block-heading\" id=\"real-start\"><strong>Ispra: \u201cNel Bacino Padano salute pi\u00f9 a rischio\u201d<\/strong><\/h2>\n\n<p>Agli studi internazionali, sono seguiti quelli nostrani. \u201c<em>Si pu\u00f2 ipotizzare un ruolo del PM nel rendere pi\u00f9 severo lo stato di infiammazione dei pazienti <strong>Covid-19<\/strong><\/em>\u201d, conferma all\u2019Unit\u00e0 Investigativa di Greenpeace Italia Annamaria Colacci di Arpae Emilia-Romagna. \u201c<em>Nel Bacino Padano l\u2019esposizione prolungata al <strong>particolato<\/strong> determina che la salute della popolazione pu\u00f2 essere pi\u00f9 a rischio<strong> <\/strong>che in altre aree<\/em>\u201d, continua Riccardo De Lauretis di ISPRA.&nbsp;<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image  caption-style-blue-overlay caption-alignment-center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh5.googleusercontent.com\/c7uh5qNVln72jwIJ6GzdkBqcIlw81HcF5Zx5mI47-bgmMk6ZPLK-BYfLbspZN2XMG4QavmF9RTRROsSSZTnfPVo6OjctmP-sULKGO3LTE-Vh0TYyYi41gQ2vI0a7dferU_OWd3e2\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n<p>Fonte: Arpa Lombardia, <a href=\"https:\/\/www.arpalombardia.it\/PublishingImages\/Pages\/Forms\/AllItems\/QA%202019%20conf%20stampa%2008012020.pdf\">La qualit\u00e0 dell&#8217;aria nel 2019<\/a><\/p>\n\n<p>Pi\u00f9 famose per essere Regioni trainanti dal punto di vista economico che territori delicati dal punto di vista ambientale, <strong>Lombardia<\/strong> ed <strong>Emilia-Romagna<\/strong> sono aree che possono sopportare uno specifico limite di <strong>inquinamento dell\u2019aria<\/strong> oltre il quale la situazione pu\u00f2 diventare pericolosa per chi vi abita. Infatti, essendo un territorio chiuso su tre lati da montagne, <em>\u201cla Pianura Padana ha una conformazione che non permette agli inquinanti atmosferici di disperdersi, come invece accade in altre aree d\u2019Italia<\/em>\u201d, precisa Guido Lanzani di Arpa Lombardia. Risultato: il livello di <strong>smog<\/strong> di <strong>Lombardia<\/strong> ed <strong>Emilia-Romagna<\/strong> \u00e8 tra i peggiori in Europa e certamente<strong> <\/strong>il peggiore in Italia in termini di <strong>particolato<\/strong>. E mentre la comunit\u00e0 scientifica si interroga se l\u2019aria inquinata possa essere un co-fattore della gravit\u00e0 dei casi in <strong>Covid-19<\/strong> in nord Italia, la nostra Unit\u00e0 Investigativa denuncia quali sono i settori che in Italia fanno innalzare l\u2019inquinamento da <strong>polveri<\/strong> <strong>sottili<\/strong>.<\/p>\n\n<h2 class=\"has-grey-800-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>Smog, il 54% \u00e8 causato da riscaldamento e allevamenti<\/strong><\/h2>\n\n<p>Per fermare il <strong>livello di smog<\/strong>, non baster\u00e0 pi\u00f9 bloccare il traffico e definire precisi limiti industriali, dopo avere visto i risultati della nostra analisi fatta in collaborazione con <strong>Ispra<\/strong>: per la prima volta, mostriamo una media di quali settori, dal 1990 al 2018, abbiano maggiormente contribuito alla formazione del <strong>particolato PM2,5.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n<iframe title=\"Smog, il 54% \u00e8 prodotto da riscaldamento e allevamenti\" aria-label=\"Bar Chart\" id=\"datawrapper-chart-UeUaa\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/UeUaa\/3\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" style=\"width: 0; min-width: 100% !important; border: none;\" height=\"391\"><\/iframe><script type=\"text\/javascript\">!function(){\"use strict\";window.addEventListener(\"message\",function(a){if(void 0!==a.data[\"datawrapper-height\"])for(var e in a.data[\"datawrapper-height\"]){var t=document.getElementById(\"datawrapper-chart-\"+e)||document.querySelector(\"iframe[src*='\"+e+\"']\");t&&(t.style.height=a.data[\"datawrapper-height\"][e]+\"px\")}})}();\n<\/script>\n\n<p>Secondo lo studio, nel 2018 <strong>riscaldamento e allevamenti<\/strong> sono i settori pi\u00f9 inquinanti (responsabili in totale del 54% del PM2,5 in Italia), seguiti da trasporti stradali (14%) e industria (10%). Analizzando&nbsp; la serie storica del PM2,5 dal 1990 al 2018, abbiamo inoltre notato&nbsp; come la percentuale del contributo<strong> <\/strong>degli <strong>allevamenti<\/strong> non sia mai diminuita, anzi ha continuato a crescere, passando dal 7% al 17%. Nello stesso arco di tempo il settore dei <strong>trasporti stradali <\/strong>(veicoli leggeri e trasporto merci), pur continuando a giocare un ruolo significativo nelle <strong>emissioni di gas serra <\/strong>(responsabile del 23% dei <strong>gas climalteranti<\/strong>) e di <strong>NOx<\/strong> (43% del totale), ha ridotto le emissioni di PM2,5 dal 20% al 14%.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Anche l\u2019industria ha un trend in diminuzione, \u201c<em>avendo dei limiti inquinanti ben identificati e specifiche tecnologie da adottare per abbattere le emissioni<\/em> &#8211; continua De Lauretis di Ispra &#8211; <em>Al contrario, \u00e8 <strong>pi\u00f9 difficile controllare gli allevamenti:<\/strong> parliamo di decine di migliaia di attivit\u00e0 zootecniche e di un ambito in cui ci sono pochissimi controlli in merito allo spargimento dei liquami<\/em>\u201d. E invece, per ridurre le <strong>emissioni<\/strong> di <strong>ammoniaca<\/strong> e quindi le concentrazioni di <strong>particolato<\/strong> \u201c<em>il settore allevamenti potrebbe fare molto\u201d chiude ISPRA. <\/em>E sembra che il settore allevamenti possa fare molto anche in Lombardia ed Emilia, le aree pi\u00f9 inquinate da particolato in Italia.<\/p>\n\n<iframe title=\"Polveri fini, ecco i settori pi\u00f9 inquinanti\" aria-label=\"Interactive line chart\" id=\"datawrapper-chart-CwSEf\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/CwSEf\/5\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" style=\"width: 0; min-width: 100% !important; border: none;\" height=\"504\"><\/iframe><script type=\"text\/javascript\">!function(){\"use strict\";window.addEventListener(\"message\",function(a){if(void 0!==a.data[\"datawrapper-height\"])for(var e in a.data[\"datawrapper-height\"]){var t=document.getElementById(\"datawrapper-chart-\"+e)||document.querySelector(\"iframe[src*='\"+e+\"']\");t&&(t.style.height=a.data[\"datawrapper-height\"][e]+\"px\")}})}();<\/script>\n\n<h2 class=\"has-grey-800-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>Perch\u00e8 Lombardia ed Emilia non respirano?<\/strong><\/h2>\n\n<p>Se a livello nazionale <strong>l\u2019allevamento<\/strong> \u00e8 al secondo posto tra le cause di <strong>smog<\/strong>, in Lombardia \u00e8 ancora pi\u00f9 rilevante. Infatti, stando a uno studio di Arpa Lombardia, <strong>l\u2019ammoniaca<\/strong> che fuoriesce dagli <strong>allevamenti<\/strong>, \u201c<em>concorre mediamente a un terzo del PM della Lombardia, ma durante gli episodi acuti tale contributo aumenta superando il 50% del totale<\/em>\u201d, precisa Guido Lanzani di Arpa Lombardia. Cruciale, quindi, il ruolo degli <strong>allevamenti, responsabili di circa l\u201985% delle emissioni di ammoniaca <\/strong>in Lombardia. &nbsp;<\/p>\n\n<p>Anche Arpae Emilia-Romagna, lo scorso anno ha diffuso un innovativo studio dove segnalava come <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/03\/ba0a8716-pm10_dossier_planet4.pdf\">l\u2019allevamento intensivo fosse la seconda causa di emissioni di PM10 equivalente<\/a> (primario e secondario) della regione.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image  caption-style-blue-overlay caption-alignment-center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh5.googleusercontent.com\/SYamyqQC5dLy2CTpLWAifmE1vfyDzt1qLkzdznF5XrOQfkRso5BcbVrgGBVJIs87sLr-Fl7LGu93U80__7Ax4JtKCXNmITSLFKSWiK9WNZRHVLpq6Z6cKv9431Z0UtDPHhThPR9B\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n<p>La catena \u00e8 chiara: maggiori sono gli spandimenti di <strong>reflui<\/strong> <strong>zootecnici<\/strong> e maggiore sono le emissioni di ammoniaca; l\u2019aumento di ammoniaca porta a<strong> <\/strong>incrementare<strong> il livello di particolato <\/strong>e quindi lo smog nell\u2019aria. \u201c<em>I Comuni<\/em> \u2013 precisa ISPRA &#8211; <em>dovrebbero stabilire qual \u00e8 il numero massimo di <strong>allevamenti e capi allevati<\/strong> che \u00e8 possibile avere sul loro territorio, perch\u00e9 altrimenti i danni si ripercuotono sui cittadini<\/em>\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n<h2 class=\"has-grey-800-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>Allevamenti, soldi Ue continuano a foraggiare questo sistema<\/strong><\/h2>\n\n<p>Anche se gli <strong>allevamenti<\/strong> <strong>intensivi<\/strong> si confermano la seconda causa di <strong>polveri<\/strong> <strong>sottili<\/strong>, una gran quantit\u00e0 di soldi pubblici continua a foraggiare questo sistema, a cominciare dai sussidi della Politica Agricola Comune (PAC). Stiamo parlando di <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/02\/47c7205a-report_soldi_in_pasto.pdf\">cifre tra il 18% e il 20% del budget annuale complessivo dell\u2019Ue<\/a>. Si deve cambiare rotta: un cambiamento che deve avvenire anche nell\u2019ambito della <strong>riforma della PAC<\/strong>, per frenare i pesanti impatti che il <strong>settore<\/strong> <strong>zootecnico<\/strong> ha sulla <strong>natura<\/strong>, sul <strong>clima<\/strong> e sulla <strong>salute<\/strong> <strong>pubblica<\/strong>.&nbsp;<br><br>Leggi il <strong><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/184484ca-ricerca-particolato-def.pdf\">media briefing completo<\/a><\/strong> e consulta la <strong><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/367ff58b-pm25_primariosecondariomg_-1.pdf\">tabella del PM2,5<\/a><\/strong> primario e secondario (Mg %) dal 1990 al 2018.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la collaborazione di ISPRA pubblichiamo per la prima volta quasi 30 anni di rilevazioni delle PM, e i settori che concorrono alla loro formazione<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":7354,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"Covid-19 Response","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24],"tags":[21,27,30,31],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-7352","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","tag-inquinamento","tag-agricoltura","tag-salute","tag-volontariato","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7352","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7352"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7352\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11530,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7352\/revisions\/11530"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7354"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7352"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7352"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7352"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=7352"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}