{"id":841,"date":"2016-02-25T00:00:00","date_gmt":"2016-02-25T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/uncategorized\/841\/la-rainbow-warrior-a-fukushima-per-le-analisi-della-radioattivita-delle-acque\/"},"modified":"2024-02-22T15:33:27","modified_gmt":"2024-02-22T14:33:27","slug":"la-rainbow-warrior-a-fukushima-per-le-analisi-della-radioattivita-delle-acque","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/841\/la-rainbow-warrior-a-fukushima-per-le-analisi-della-radioattivita-delle-acque\/","title":{"rendered":"La Rainbow Warrior a Fukushima per le analisi della radioattivit\u00e0 delle acque"},"content":{"rendered":"<div class=\"leader\">Con l\u2019avvicinarsi del quinto anniversario del disastro di Fukushima, Greenpeace Giappone annuncia di aver avviato un\u2019indagine sulla contaminazione radioattiva delle acque dell\u2019Oceano Pacifico causata della centrale nucleare di Fukushima.<\/div>\n<div>\n<p>L\u2019analisi viene condotta da una nave di ricerca giapponese con un dispositivo unico nel suo genere: si tratta di un ROV (Remotely Operated Vehicle), equipaggiato con uno spettrometro in grado di rilevare la presenza di raggi gamma e un dispositivo per la campionatura dei sedimenti.<\/p>\n<p>L\u2019ex primo ministro giapponese Naoto Kan, in carica al tempo del disastro nucleare, si \u00e8 unito all\u2019equipaggio della Rainbow Warrior, la nave ammiraglia di Greenpeace, e ha lanciato un appello per l\u2019abbandono totale dell\u2019energia nucleare. \u00a0\u00abCredevo che l\u2019avanzata tecnologia giapponese potesse impedire il verificarsi di un incidente nucleare come quello di Cernobyl. Ma \u00e8 successo. E mi sono trovato di fronte all\u2019eventualit\u00e0 di dover evacuare circa 50 milioni di persone, a rischio per l\u2019incidente nucleare di Fukushima Daiichi. Da quel momento, ho cambiato idea\u00bb, dichiara Kan. \u00abNon dobbiamo correre un rischio cos\u00ec grande. Dovremmo invece muoverci verso energie rinnovabili pi\u00f9 sicure e meno costose, che rappresentano opportunit\u00e0 economiche per le future generazioni\u00bb.<\/p>\n<p>La TEPCO (Tokyo Electric Power Company) ha prodotto finora pi\u00f9 di 1,4 milioni di tonnellate di acqua radioattiva per cercare di raffreddare le centinaia di tonnellate di combustibile del reattore fuso nelle unit\u00e0 1, 2 e 3 della centrale di Fukushima Daiichi. Oltre all\u2019iniziale rilascio di elementi radioattivi in acqua durante le prime settimane dall\u2019incidente e il continuo rilascio dalla centrale ogni giorno, la contaminazione radioattiva \u00e8 entrata anche nel terreno, in particolare nelle foreste e nelle montagne di Fukushima, e continuer\u00e0 a permanere nell\u2019Oceano Pacifico per almeno 300 anni.<\/p>\n<p>\u00abIl disastro di Fukushima \u00e8 stato il pi\u00f9 grande episodio di rilascio di radioattivit\u00e0 nell\u2019ambiente marino della storia. C\u2019\u00e8 un urgente bisogno di comprendere l\u2019impatto che questa contaminazione sta avendo sull\u2019oceano, come la radioattivit\u00e0 vada diffondendosi e allo stesso tempo e riconcentrandosi lungo la catena alimentare, e le relative implicazioni\u00bb, afferma Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia.<\/p>\n<p>Le indagini di Greenpeace proseguiranno per tutto il mese di marzo e si svolgeranno lungo le coste della prefettura di Fukushima, in un raggio di 20 chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi.\u00a0 Il team sta collaborando con scienziati provenienti dal laboratorio indipendente Chikurin-Sya di Tokyo e dal francese ACRO. Questa indagine sulla radioattivit\u00e0 \u00e8 la venticinquesima ricerca sugli impatti dell\u2019incidente nucleare di Fukushima condotta dall\u2019organizzazione dal marzo 2011.<\/p>\n<p>Non si intravede ancora una fine della vicenda per le comunit\u00e0 locali di Fukushima, molte delle quali non possono fare ritorno a casa a causa della contaminazione radioattiva. Solo tre dei cinquantaquattro reattori nucleari esistenti in Giappone nel marzo 2011 sono attualmente in funzione. Il governo giapponese ha fissato l\u2019obiettivo, irrealistico, di riportare 35 reattori in funzione entro il 2030, nonostante i numerosi problemi tecnici e le cause legali intentate dai cittadini stiano mettendo in seria discussione il ritorno della produzione nucleare in Giappone.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l\u2019avvicinarsi del quinto anniversario del disastro di Fukushima, Greenpeace Giappone annuncia di aver avviato un\u2019indagine sulla contaminazione delle acque dell\u2019Oceano Pacifico <\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":4022,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"La Rainbow Warrior a Fukushima per le analisi della radioattivit\u00e0 delle acque","p4_og_description":"Con l\u2019avvicinarsi del quinto anniversario del disastro di Fukushima, Greenpeace Giappone ha avviato un\u2019indagine sulla contaminazione delle acque dell\u2019Oceano Pacifico ","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,24],"tags":[32,51],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-841","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-scegli","tag-energia","tag-nucleare","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/841","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=841"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/841\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21851,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/841\/revisions\/21851"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4022"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=841"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=841"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=841"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=841"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}