{"id":970,"date":"2016-04-02T11:39:58","date_gmt":"2016-04-02T11:39:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/uncategorized\/970\/impresa-di-un-alpinista-italiano-in-cima-al-fitz-roy-in-patagonia-senza-pfc\/"},"modified":"2019-11-06T09:53:46","modified_gmt":"2019-11-06T08:53:46","slug":"impresa-di-un-alpinista-italiano-in-cima-al-fitz-roy-in-patagonia-senza-pfc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/970\/impresa-di-un-alpinista-italiano-in-cima-al-fitz-roy-in-patagonia-senza-pfc\/","title":{"rendered":"Impresa di un alpinista italiano: in cima al Fitz Roy, in Patagonia, senza PFC"},"content":{"rendered":"<div class=\"post-content\">\n<p>Dopo aver scalato il <strong>Cerro Torre<\/strong>, il prossimo obiettivo era quello di utilizzare la rotta Pilar Este lungo la parete est del <strong>Fitz Roy<\/strong>, inaugurata dai leggendari alpinisti italiani Casimiro Ferrari e Vittorio Meles nel 1976 e mai pi\u00f9 percorsa da allora. La rotta include 1.400 metri di percorso su granito verticale ed \u00e8 estremamente complicata da affrontare. A causa dell\u2019esposizione alle intemperie, la difficolt\u00e0 della rotta e il clima inospitale della Patagonia, non sono stati molti i tentativi di ripetere questa impresa negli ultimi quarant\u2019anni. Eppure, io e il mio amico Matteo volevamo provarci.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"margin: 5px;\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/fb1b1cea-fb1b1cea-122371_209233.jpg\" alt=\"\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p>Cos\u00ec il 16 gennaio abbiamo riempito gli zaini di cibo ed equipaggiamento e ci siamo incamminati verso Paso Superior. Le condizioni metereologiche sembravano sfavorevoli per il luned\u00ec notte, ma abbastanza buone per il resto della settimana. Dopo sei ore di<strong> scalata<\/strong> ci siamo sistemati per la notte, per osservare questo monte meraviglioso che era la nostra meta. Alle 4 del mattino abbiamo cominciato ad arrampicarci. Nonostante le forti pendenze e lo sforzo necessario per portare gli zaini ci rallentassero, dovevamo percorrere almeno 15 lunghezze di corda al giorno per riuscire a raggiungere la vetta. A fine giornata abbiamo raggiunto una piccola superficie piana e ci siamo sistemati per la notte. Ma \u00e8 cominciato a nevicare e, nonostante ci\u00f2, il mio abbigliamento <strong>P\u00e1ramo privo di PFC<\/strong> mi ha tenuto all\u2019asciutto tutta la notte.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"margin: 5px;\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/51894118-51894118-122372_209235.jpg\" alt=\"\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p>Il secondo giorno abbiamo incontrato condizioni molto difficili: il sole stava sciogliendo il ghiaccio sulla parete, bagnandomi di continuo. Sono stato, per\u00f2, proprio soddisfatto del mio abbigliamento che si asciugava molto rapidamente. L\u2019equipaggiamento giusto \u00e8 di vitale importanza in un\u2019arrampicata del genere. Dopo aver scalato altri 15 lunghezze di corda abbiamo trovato un altro scomodissimo posto dove riposarci. Qui abbiamo trascorso la notte mangiando barrette energetiche e reidratandoci.<\/p>\n<p>Il giorno dopo, auspicabilmente l\u2019ultimo, mancavano ancora 500 metri alla cima. Gi\u00e0 stanchi dalle fatiche dei giorni precedenti, eravamo rallentati anche da neve e ghiaccio nelle crepe. Come il giorno precedente, eravamo bagnati dall\u2019acqua e il soffiare del vento congelava persino i nostri vestiti. Sono rimasto piacevolmente colpito dal mio abbigliamento privo di <strong>PFC<\/strong> che mi ha tenuto caldo e asciutto anche in queste condizioni metereologiche estreme. Dopo altre 12 ore di arrampicata, alle 18.30 abbiamo raggiunto la vetta del <strong>Monte Fitz Roy<\/strong>, e l\u2019abbiamo fatto percorrendo una delle rotte pi\u00f9 lunghe e difficili dell\u2019intera <strong>Patagonia.<\/strong> Sulla vetta abbiamo bevuto un po\u2019 di t\u00e8, scattato qualche foto e poi ci siamo messi a riposare in vista della lunga e faticosa discesa del giorno seguente.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"margin: 5px;\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/ae9493ff-ae9493ff-122373_209237.jpg\" alt=\"\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p>Dopo una nottata gelida ci siamo goduti la spettacolare alba sul Cerro Torre e il lago Viedma prima di incamminarci gi\u00f9 verso Paso Superior ed El Chalten. A 12 ore dalla vetta e 5 giorni totali di viaggio abbiamo raggiunto El Chalten, felici e appagati da questa incredibile avventura in Patagonia. Grazie <strong>Greenpeace<\/strong> per avermi fornito l\u2019equipaggiamento necessario per questa spedizione. Voglio ribadire ancora che le performance dell\u2019abbigliamento privo di <strong>PFC<\/strong> hanno superato ogni mia aspettativa. I PFC non dovrebbero avere alcun futuro nel mondo dell\u2019<strong>outdoor<\/strong>, perch\u00e9 sono completamente inutili.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo aver scalato il Cerro Torre, il prossimo obiettivo era quello di utilizzare la rotta Pilar Este lungo la parete est del Fitz Roy, inaugurata dai leggendari alpinisti italiani Casimiro Ferrari e Vittorio Meles nel 1976 e mai pi\u00f9 percorsa da allora. La rotta include 1.400 metri di percorso su granito verticale ed \u00e8 estremamente complicata da affrontare. 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Eppure, io e il mio amico Matteo volevamo provarci.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":973,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20],"tags":[21],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-970","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","tag-inquinamento","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/970","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=970"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/970\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3367,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/970\/revisions\/3367"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/973"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=970"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=970"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=970"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=970"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}