Gli attivisti

Pagina - 5 gennaio, 2011
I volontari di Greenpeace possono fare molte cose: dai banchetti e dalle proteste in strada fino alla partecipazione ad attività più complesse, come quelle di scouting e ricerca. Tra di loro vengono selezionati gli attivisti con competenze che li possono rendere protagonisti delle azioni dirette nonviolente.

Appesi a una ciminiera o alla guida di un gommone che affronta gli arpioni delle baleniere giapponesi: sono queste le modalità con le quali gli attivisti di Greenpeace sono meglio conosciuti.

La vista delle baleniere è inquietante, ma ciò che più mi ha colpito è l'intenso odore che le avvolge, ti toglie il respiro. E riuscire a piazzare il gommone tra la prua di una baleniera, che naviga come un cavallo pazzo, e una balena disperata in fuga è un’impresa faticosissima, sia per il fisico che per la mente. Quando però vedi le balene saltare fuori dall'acqua proprio davanti alla tua prua, e capisci di essere nella giusta posizione per proteggerle, ti viene istintivo di fare un gran sorriso
Caterina Nitto, attivista Greenpeace.

Forse non tutti sanno, però, quello che c’è dietro. I volontari dei gruppi locali, secondo le proprie competenze, si esercitano continuamente per garantire il massimo delle capacità e della sicurezza. A partire dalle competenze "di base" - una patente nautica già acquisita, un corso di climbing oppure un brevetto da subacqueo - i volontari si mettono alla prova in condizioni sempre più difficili, con training continui e regolari per non lasciare niente al caso.

Diversi volontari, inoltre, vengono imbarcati sulle navi di Greenpeace, come marinai oppure in cucina, a sostegno dell’equipaggio. Per fare questo, volontari e attivisti di Greenpeace sacrificano weekend e vacanze, senza ricevere in cambio nessun compenso. A parte la soddisfazione di avere agito per rendere questo Pianeta un posto migliore.

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