Pace

In un mondo in cui la guerra, le disuguaglianze e i cambiamenti climatici sono una grave minaccia per l’umanità, è più urgente che mai impegnarsi per la pace, la giustizia sociale e la sostenibilità ambientale.

34 miliardi

Le spese militari previste in Italia nel 2026.

+45%

L’aumento della spesa italiana nell’ultimo decennio.

2.718 miliardi

Il record storico in dollari che la spesa militare globale ha raggiunto nel 2024.

LOTTIAMO PER UN MONDO GIUSTO, VERDE E PACIFICO

Fin dalla nostra nascita ci siamo impegnati per la pace e il disarmo. In un mondo sempre più dominato dai conflitti, ma anche dai cambiamenti climatici e dalle diseguaglianze sociali, lottiamo per fermare la corsa alle armi e per trasferire risorse pubbliche dal settore militare alle priorità sociali e ambientali. La nostra richiesta di investire esclusivamente sulle fonti rinnovabili non è solo a tutela dell’ambiente, ma anche della pace, perché dietro a molti conflitti si nasconde la competizione per il gas e il petrolio.

Greenpeace activists paint "Peace - Not Oil" in two-meter letters on the side of the 40,000-ton tanker Seasprat, which delivers processed oil from the Russian Baltic port of Primorsk. The action in the port of Bremen is part of a protest against oil imports from Russia, which help finance Putin's war in Ukraine.
Against the Russian government's war in Ukraine and for a peaceful solution to the conflict, Greenpeace volunteers are setting a shining example at Market square at the town hall in Bonn. As in many other German cities, they will light hundreds of candles. Greenpeace calls on the Russian government to immediately cease all hostilities, withdraw troops and end the war.

Diciamo no all’aumento delle spese militari, alle armi nucleari e alla militarizzazione delle fonti fossili. Pensiamo che la priorità sia proteggere le persone dalle vere minacce, come la crisi climatica, la povertà e le epidemie. Come ribadito anche dalle Nazioni Unite, pensiamo che la sicurezza delle persone si garantisca con il rispetto dei diritti civili, politici, sociali e ambientali, non con le armi, e che la pace si costruisca con accordi diplomatici, processi di disarmo e con l’addio alle fonti fossili.

COSTRUIRE UN MONDO DI PACE: LA NOSTRA VISIONE

Più armi non significa sicurezza

Convivenza pacifica e sicurezza non possono esistere in un mondo dominato dai conflitti. La guerra in Ucraina ha accelerato la corsa al riarmo in tutta Europa, in netto contrasto con i principi di pace, diritti umani e democrazia su cui si fonda l’Unione Europea stessa. Ma la vera sicurezza non è quella generata dalle armi: è quella garantita dalla tutela dei diritti, dalla difesa dell’ambiente dai cambiamenti climatici, dalla gestione responsabile delle risorse, dalla giustizia sociale. Una “sicurezza umana” – in accordo con il termine coniato dalle Nazioni Unite – che metta al centro i bisogni delle persone e che adotti misure adeguate per rispondere alla povertà, alla fame e ai disastri ambientali.

Gas, petrolio, carbone: energie di morte

Molte guerre sono state combattute per i combustibili fossili e ancora oggi gas e petrolio rappresentano motivo di tensione internazionale. Non è una sorpresa, perché molti Paesi hanno basato il proprio modello economico e le proprie prospettive di sviluppo proprio sui combustibili fossili.

Una soluzione però esiste. La transizione verso fonti di energia rinnovabile renderebbe i Paesi liberi da gas, petrolio e carbone, e questo gioverebbe non solo al pianeta: aprirebbe la strada verso un mondo più pacifico. Ma per avviare questa rivoluzione energetica i governi devono essere sostenuti dalle popolazioni. Ed è qui che tu puoi agire insieme a noi.

Non c’è pace senza diritti civili, politici e sociali

La pace è molto più che semplice assenza di guerra. Un mondo davvero pacifico si costruisce sulla cooperazione, sulla comunità e sulla democrazia, ma dobbiamo lavorare insieme per costruirlo. Tutti hanno il diritto di vivere in un mondo libero da disuguaglianze e oppressione, a prescindere dall’orientamento sessuale, dal colore della pelle, dal genere e dalla nazionalità. Questo è e sarà sempre il nostro impegno per un mondo più equo, giusto e inclusivo.

STOP fondi per armi e guerre!

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Greenpeace activists are protesting simultaneously against unsafe nuclear power and for the legally regulated phase-out at the three remaining nuclear power plants Neckarwestheim, Emsland/Lingen and Isar/Essenbach. Using powerful projectors, the environmentalists are projecting expired TÜV seals and the words "Expired, shut down" onto the cooling towers of the nuclear power plants. With their action, the activists draw attention to the fact that the three nuclear power plants have long needed a complete safety check and must now be consistently shut down on 15 April 2023 when the "lifetime extension" expires.

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Enercon wind turbines E126 at wind park Feldheim.

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