In azione a Mururoa

1972 è l’anno della nostra prima azione contro i test nucleari francesi nell’atollo di Mururoa. La Francia è l’unica potenza occidentale a condurre, in quegli anni, esperimenti atomici in atmosfera. La missione è affidata a David McTaggart. L’esplosione è prevista per il mese di giugno. A fine aprile, Mc Taggart, a bordo del Vega salpa per Mururoa con un equipaggio di cinque persone e arriva a 32 chilometri dall’atollo. Verso la metà di giugno, avvistata una mongolfiera che sorvola il luogo del test con il detonatore per l’ordigno nucleare, l’equipaggio decide di avvicinarsi ulteriormente. Dopo otto giorni di schermaglie e inseguimenti, una nave francese sperona il Vega che viene rimorchiato fino a Mururoa per le necessarie riparazioni. McTaggart riesce solo a ritardare il test. L’anno successivo ritorna a Mururoa, i francesi lo abbordano e lo feriscono ma uno dei membri dell’equipaggio riesce a fotografare tutto. La notizia della protesta e dell’assalto dei francesi fa il giro del mondo e, nel 1974, la Francia annuncia la fine dei test atmosferici.

 

L’affondamento della Rainbow Warrior

La Rainbow Warrior ha da poco concluso l'''Operazione Exodus'' sull'atollo di Rongelap, nel Pacifico. L'isola, infatti, era stata colpita dalle radiazioni dei test nucleari condotti dagli americani tra il 1948 e il 1956 e tra i suoi abitanti si riscontrava un'incidenza altissima di cancro alla tiroide, di leucemia e di malformazioni fetali. Greenpeace acconsente, su richiesta di una rappresentanza degli abitanti al Parlamento delle Isole Marshall, ad evacuare l'intera popolazione nell’isola di Mejato. Terminata la missione, si dirige verso Auckland, in Nuova Zelanda, in attesa di fare rotta per Mururoa dove non arriverà mai. Il 10 luglio 1985, quando mancano dieci minuti alla mezzanotte, due esplosioni squarciano lo scafo della nave. La Rainbow Warrior affonda e Fernando Pereira, un fotografo di Greenpeace, rimane ucciso. Le esplosioni sono chiaramente frutto di un atto di sabotaggio e l'attenzione cade subito sui servizi segreti francesi. L'inchiesta ufficiale non attribuisce responsabilità dirette al Governo di Parigi, ma due mesi dopo il Ministro della Difesa Charles Hernu si dimette.

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