La pesca al merluzzo

Pagina - 3 gennaio, 2011
Il merluzzo antartico (Dissostichus eleginoides) è un parente alla lontana del merluzzo ma con i suoi due metri di lunghezza - e con il collasso degli stock ittici più importanti, compresi quelli del merluzzo - è ormai una preda ambita della pesca industrializzata.

Il suo peso può sfiorare il quintale e un esemplare adulto può vivere fino a trentacinque anni. La maturità sessuale arriva tra i sei e i nove anni, quindi le popolazioni possono recuperarsi solo molto lentamente da anni di pesca eccessiva e, spesso, illegale.

Dopo aver svuotato un'area, le flotte pirata si spostano in un altro settore: le stime dicono che le catture della pesca pirata sono dieci volte più "numerose" di quelle della pesca legale.

Sia la pesca legale che quella pirata operano nel Mare di Ross, una delle ultime aree marine incontaminate del Pianeta. Il Mare di Ross ha una diversità biologica unica, con un'importanza (anche dal punto di vista scientifico) che può essere paragonata solo a quella delle Isole Galapagos. Utilizzare questo tesoro inestimabile per gli interessi economici di pochi è una assoluta follia! Il Mare di Ross deve essere protetto con una grande riserva marina: si creerebbe un "laboratorio vivente" di importanza scientifica fondamentale per capire come funziona un ecosistema marino ancora intatto e per studiarvi gli effetti del cambiamento climatico.

Il merluzzo antartico (a volte chiamato anche "merluzzo nero") viene pescato utilizzando i palamiti: in pratica si tratta di un cavo di nylon lungo decine di chilometri da cui, a intervalli di qualche decina di metri, partono "bracci laterali" sempre in nylon ma lunghi solo qualche metro e con un amo in fondo. Nel complesso, centinaia (o migliaia) di ami. Questi ami possono ovviamente catturare di tutto: il problema delle "catture accessorie" (animali catturati, uccisi e rigettati in mare morti o morenti) è particolarmente grave per i troppi pescherecci che pescano illegalmente in questo oceano difficilmente controllabile. I pirati continuano a far strage di pesci, altri organismi marini "non desiderati" e uccelli (albatro soprattutto).

Una novità per la pesca al merluzzo antartico è l'introduzione della rete monofilamento: una rete sottilissima e invisibile, ma assai resistente. Anche se si sa che questo sistema può avere livelli elevati di catture accessorie, non esistono dati per capire che impatto ha avuto questa "innovazione" sull'ecosistema antartico. Tra l'altro, pescando spesso su fondali poco conosciuti, il rischio che parte delle reti vada persa è elevato:queste reti possono continuare a pescare a lungo. Altre "catture accessorie" che nessuno potrà mai conteggiare.

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