Gas naturale

Pagina - 2011-01-14
Il gas naturale – composto in gran parte da metano – è considerato la forma “più pulita” di combustibile fossile e può essere utilizzato per generare sia calore che elettricità. Emette comunque la metà della CO2 del carbone per ogni kilowattora generato. Il suo contributo al riscaldamento globale sembra destinato a crescere, nella prospettiva di un mondo ancora dipendente dalle fonti fossili, vista la sua maggiore disponibilità rispetto al petrolio.

Negli ultimi anni si è assistito a una diffusione capillare del gas naturale quale fonte di produzione di energia elettrica e termica, specie nei Paesi occidentali. Sebbene le sue emissioni di anidride carbonica – a parità di energia prodotta – siano minori rispetto a carbone e petrolio, il gas è comunque una fonte fossile, dannosa per il clima terrestre. Di recente, inoltre, si assiste a una vera "rivoluzione" a seguito di innovazioni che consentono, a costi sostenibili, di accedere agli immensi giacimenti di gas intrappolati nelle rocce o nelle sabbie bituminose: processi di estrazione molto dannosi sotto il profilo ambientale.

In quanto tale, inoltre, il metano è un gas serra molto più potente della CO2 (ventuno volte), ma resta inalterato in atmosfera per una decina di anni (contro cento e passa) ed è per questo che ha ricevuto finora meno attenzione. Il metano è secondo soltanto all’anidride carbonica – con circa il 20 per cento di responsabilità – nel contribuire al riscaldamento del Pianeta. Proviene da fonti naturali, come paludi e vulcani di fango, o umane: miniere di carbone, pozzi petroliferi, gasdotti, discariche, risaie, fertilizzanti, liquami, allevamenti di bestiame. Dal Settecento a oggi la sua concentrazione atmosferica è più che raddoppiata.

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