Il vero costo del carbone

Pagina - 14 gennaio, 2011
Le centrali a carbone sono la principale fonte di emissione di anidride carbonica. Il carbone, d’altra parte, è il combustibile fossile con le più alte emissioni specifiche di gas serra, circa il triplo del gas naturale. Ciò ne fa la più grave minaccia per l’equilibrio climatico del Pianeta, anche se l’industria ama parlare di “carbone pulito”.

Il carbone è responsabile di più del 40 per cento del totale delle emissioni di CO2 e rappresenta il modo peggiore e più inquinante di produrre energia elettrica. Agli attuali tassi di sviluppo, le emissioni dalla più sporca fonte fossile sono destinate ad aumentare del 60 per cento al 2030. Se così fosse, non avremo alcuna speranza di limitare gli effetti più devastanti del riscaldamento globale. Tuttavia, ci sono piccoli segnali di cambiamento: negli Stati Uniti, per esempio, nel 2010 nessuna nuova centrale è stata autorizzata e ben 38 progetti sono stati abbandonati.

Dall’estrazione alla combustione, il carbone è causa di impatti devastanti per l’ambiente e per la salute delle persone. Le miniere, per esempio, provocano deforestazione, inquinamento delle falde acquifere, rilascio di sostanze tossico/nocive utilizzate nella lavorazione, oltre alla violazione dei diritti umani sia dei lavoratori che delle comunità locali. Gli incidenti in questo tipo di miniere, specie in Cina, causano ogni anno migliaia di morti e decine di migliaia di feriti.

Le centrali a carbone producono ben sessanta differenti sostanze inquinanti che comportano pesanti conseguenze ambientali per il territorio circostante. Un impianto di 500 MW di potenza, produce ben 3 milioni di tonnellate di CO2 all’anno oltre a solfuri, nitrati, metalli pesanti e polveri sottili, quest’ultime responsabili di malattie sempre più diffuse a livello urbano. In Cina si stima che la combustione del carbone sia la prima fonte di inquinamento atmosferico, responsabile di 350-400 mila morti ogni anno.

Le centrali a carbone, inoltre, generano una enorme quantità di rifiuti: solo negli Stati Uniti, queste centrali producono circa 130 milioni di tonnellate di rifiuti l’anno la maggior parte dei quali finisce in discarica. Questi rifiuti contengono livelli tossici di arsenico, cadmio, cromo e piombo e possono facilmente contaminare il suolo e le falde acquifere se non correttamente smaltiti.

L’industria del carbone non sostiene i costi economici collegati a questi impatti, che ricadono sulle comunità locali e sulla società in genere. Questa “omissione” è fondamentale per mantenere basso il prezzo di mercato del carbone: se, al contrario, venissero contabilizzati, la convenienza di realizzare nuove centrali verrebbe meno, a vantaggio delle fonti rinnovabili. Nel rapporto “I Veri Costi del Carbone” Greenpeace mette in evidenza questa storia, ricostruendo tutta la filiera del carbone, il suo impatto ambientale, e i costi relativi. Alla faccia del “carbone pulito”…

Per approfondire

Download rapporto “I Veri Costi del Carbone”

Visita il sito Enel Clima Killer!

Categorie