FAQ

Ci sono persone che si pongono domande legittime sul riscaldamento globale e i cambiamenti climatici, e alcune pagate per seminare dubbi sulla questione.

Qui affrontiamo alcune delle domande più spinose, e molte delle menzogne troppo spesso ripetute.

Domande sul riscaldamento globale  
  • Lo scorso inverno è stato così freddo! Dov’è il riscaldamento globale?

    Climatologia e meteorologia hanno tante cose in comune ma agiscono su scale temporali completamente diverse. La media climatica globale, o di una determinata regione, è fatta di temperature calde e fredde, così come da periodi più o meno aridi. Inoltre, bisogna abbandonare la prospettiva locale per abbracciare quella globale. Il riscaldamento è globale proprio perché interessa la crescita delle temperature medie a livello planetario, cosa che nel tempo dovrebbe risolversi in una minore ricorrenza di freddi estremi, ma non nella loro estinzione.

  • Come può una variazione di pochi gradi essere così grave? Dove vivo io ci sono sbalzi di temperatura maggiori nell’arco di una singola giornata.

    Cambiamenti minimi nella temperatura globale media possono avere grandi effetti. Per esempio, l’ultima era glaciale è stata di solo 5 gradi più fredda di adesso. Dalla fine del Diciannovesimo secolo il Pianeta si è scaldato di circa 0,7 gradi e anche con questo riscaldamento minimo osserviamo seri impatti. Come spiegato nella risposta precedente, a contare quando si parla di clima terrestre sono le temperature globali nel medio-lungo periodo, mentre le variazioni che si osservano quotidianamente a livello locale rappresentano – di per sé – semplici fluttuazioni meteorologiche.

  • C’è veramente una solida base scientifica dietro quello che sappiamo sui cambiamenti climatici? Ho sentito che alcuni scienziati sono ancora in disaccordo.

    La realtà è che c’è molto più accordo che disaccordo sui cambiamenti climatici. Gran parte del cosiddetto “dibattito” sulla questione è dovuto largamente al sofisticato lavoro di pubbliche relazioni da parte del settore dei combustibili fossili, e al fatto che i giornalisti si sentono obbligati a “sentire entrambe le campane” anche quando gli scienziati non hanno dubbi su un determinato fenomeno.

  • Cosa sappiamo per certo a proposito dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici?

    Nonostante sussistano tuttora incertezze, in particolare per quanto riguarda la tempistica, la portata e le variazioni regionali del cambiamenti climatici, esiste un consenso scientifico di base sui fatti chiave:
    - alcuni gas, come l’anidride carbonica, creano nell’atmosfera un “effetto serra”, intrappolando il calore e mantenendo la Terra abbastanza calda da permettere lo sviluppo della vita così come la conosciamo;
    - bruciare combustibili fossili (carbone, petrolio, gas naturale) rilascia un’ulteriore quantità di anidride carbonica nell’atmosfera; anche se non si tratta del gas a effetto serra più potente, la CO2 viene emessa in grandi quantità e altera l’effetto serra naturale, accentuandone la capacità di intrappolare il calore: da qui nasce il riscaldamento globale;
    - le concentrazioni di anidride carbonica nell’atmosfera sono le più elevate dell’ultimo milione di anni: ce lo dicono le misure dirette e le analisi di indicatori come le carote di ghiaccio in Antartide; nel 2010 siamo giunti a 389 ppm (parti per milione) contro i 315 del 1958, 350 del 1989 e i 365 del 1998; ma soprattutto contro i non più di 280 ppm dell’era pre-industriale.
    - bisogna limitare il riscaldamento globale a meno di 2 gradi centigradi, al fine di prevenire i peggiori effetti sul clima; oggi siamo a circa 0,7 gradi di aumento delle temperature terrestri.

  • Le emissioni umane di anidride carbonica sono poca cosa rispetto a quelle naturali.

    La Terra ha un ciclo naturale dell’anidride carbonica che sposta grandi quantità di carbonio dentro e fuori l’atmosfera. Gli oceani e la vegetazione terrestre rilasciano e assorbono circa 200 miliardi di tonnellate di carbonio ogni anno. Quando il ciclo è in equilibrio, la concentrazione atmosferica di anidride carbonica rimane relativamente stabile. Le attività umane stanno ora aggiungendo all’atmosfera circa 10 miliardi di tonnellate di carbonio ogni anno, che è solo il 3-4 per cento circa della quantità scambiata naturalmente. Ma è abbastanza per squilibrare il sistema, sorpassando la capacità naturale di “sequestrare” dall’atmosfera le nostre emissioni di CO2.

  • Perché sostituire i combustibili fossili? La tecnologia non ci verrà in soccorso? Non è stato creato un “carbone pulito”?

    Il carbone pulito non esiste. Si tratta, in effetti, del combustibile più sporco al mondo. Un esempio, una nuova centrale a carbone “pulita” creata grazie a sussidi federali a Jacksonville, USA, sputerà comunque dieci volte più ossido di azoto, causa di smog, rispetto a un generatore a gas naturale. Rilascerà anche una quantità doppia di CO2, causa del riscaldamento globale, e considerevoli quantità di biossido di zolfo, ingrediente di smog e pioggia acida. I cambiamenti climatici verranno fermati solo dall’aumento dell’efficienza energetica, e da un passaggio a fonti rinnovabili come l’eolica, la solare e la biomassa. Non facendo un passo indietro e tornando alle tecnologie sporche e pericolose del secolo scorso.

  • Ho sentito che esistono nuove tecnologie per recuperare la CO2: non sarebbe meglio usare queste, senza cambiare tutto il sistema energetico?

    No. Nel rapporto False Hope (Falsa speranza) Greenpeace affronta tutti i problemi collegati allo sviluppo della tecnologie per “catturare e confinare” la CO2 sottoterra. Si tratta di tecniche ancora ampiamente immature, rischiose, costose, e semmai verranno sviluppate – non prima del 2030 - sarà troppo tardi per poter contribuire al contenimento delle emissioni di gas serra. Inoltre, sviluppare da zero queste tecnologie assorbirà centinaia di miliardi di euro, che saranno sottratti alle vere soluzioni già oggi mature, largamente disponibili e in grado di ridurre le emissioni di gas serra da subito: fonti rinnovabili ed efficienza energetica.

  • Non si dovrebbero costruire più centrali nucleari? Non è forse vero che non emettono gas a effetto serra?

    Davvero, non riusciamo a capire perché qualcuno (al di fuori del settore nucleare) possa pensare che si tratta di una buona idea. L’energia nucleare è il mezzo più costoso e pericoloso mai concepito dall’uomo per bollire l’acqua. Inoltre, presenta ancora tutti i problemi fondamentali che presentava dieci, venti e trenta anni fa (rischio di proliferazione delle armi nucleari, l’irrisolto problema delle scorie radioattive, problemi relativi alla sicurezza dell’impianto, alla difesa, etc). L’uranio, poi, è una risorsa limitata, come il petrolio. Infine, l’analisi del ciclo di produzione del nucleare mostra che questo è tutt’altro che immune da emissioni di gas serra.

  • Bloccare il riscaldamento globale non è realistico. Perché non ci limitiamo ad adattarci ai cambiamenti climatici?

    Se la tua casa brucia, la prima cosa da fare è spegnere l’incendio, non cercare di abituarsi al calore. La verità è che dovremo comunque dar prova di grande adattamento solo per affrontare il riscaldamento di più di 1 grado centigrado che è ormai praticamente inevitabile (a causa delle emissioni passate e attuali). Ma dovremo anche impegnarci a mantenere l’aumento globale delle temperature a meno di 2 gradi, come indicato da tutti gli scienziati, per evitare che il clima cambi radicalmente.