La deforestazione

Pagina - 14 gennaio, 2011
Deforestazione e degrado delle foreste sono entrambe causa del riscaldamento globale. Esse determinano un doppio danno: mentre le foreste bruciano o vengono tagliate, emettendo anidride carbonica, il numero di alberi che assorbono CO2 si riduce. Il 30 per cento della CO2 immessa nell’atmosfera nel corso dell’ultimo secolo e mezzo proviene dalla deforestazione. Le foreste boreali canadesi e russe, da sole, trattengono nel suolo il 40 per cento del quantitativo mondiale di carbonio.

Se l’energia, e i combustibili fossili, sono la principale causa dell’aumento dei gas serra e del riscaldamento globale, anche le foreste sono da prendere in considerazione. A maggior ragione visto l’accentuato ritmo della deforestazione, mascherata sotto l’eufemismo del land-use change (“cambiamento nell’uso del suolo”).

Circa ottomila anni fa, la Terra ospitava 17-18 miliardi di ettari di foreste. Oggi ne rimane meno di un quinto, concentrato per l’80 per cento in quindici Stati: Russia, Canada, Brasile, Usa, Congo, Cina, Indonesia, Messico, Perù, Colombia, Bolivia, Venezuela, India, Australia e Papua Nuova Guinea.

Man mano che le aree forestali si riducono, diminuisce la loro capacità di assorbire anidride carbonica tramite fotosintesi, mentre aumentano le emissioni legate al taglio degli alberi, agli incendi, al degrado del suolo, alla perdita di biomassa in genere; di conseguenza, s’indebolisce la capacità del Pianeta di mitigare il riscaldamento globale.

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