I veleni della chimica

Pagina - 2010-10-21
Anche se oggi c’è più consapevolezza della presenza diffusa di sostanze chimiche nell’ambiente, pochi sanno che molti composti sono utilizzati come additivi nei beni di consumo.

Gli additivi chimici rappresentano una realtà nascosta della vita moderna, dai tappeti ai giocattoli, dai televisori ai computer, fino ai cosmetici e ai profumi. Queste sostanze invisibili, raramente indicate nelle etichette, si trovano ovunque e a volte sono anche molto pericolose. Nel tempo, poi, a causa del consumo e dell’usura degli articoli, fuoriescono dai prodotti che abbiamo in casa e contaminano le nostre case e i nostri corpi.

Naturalmente vengono impiegate per diversi motivi, dal rendere le materie plastiche più morbide all’evitare che si rompano, dal diffondere profumo al proteggere dal fuoco o persino eliminare gli acari della polvere o le muffe. Il problema è che molte di queste sostanze non sono state testate nella dovuta maniera. Non si conoscono i loro rischi ambientali e sanitari. In altri casi, invece, seppure ne è stato accertato il pericolo, le sostanze sono messe al bando solo in alcune applicazioni. È il caso degli ftalati, usati per rendere morbida la plastica in PVC, che sono stati oggetto di un’intensa campagna globale di Greenpeace alla fine del secolo scorso. Oggi alcuni ftalati sono banditi da tutti i giocattoli per bambini (Direttiva 2005/84/CE del 14 dicembre 2005).

Di seguito alcuni esempi di sostanze e materiali pericolosi impiegati nei beni di consumo:

Ritardanti di fiamma a base di bromo, usati nei circuiti elettrici, plastiche e tessuti, possono interferire sul sistema ormonale, in particolare sulla tiroide. Disfunzioni della memoria e dell’apprendimento sono state osservate in seguito a esposizioni a lungo-termine a questi composti;
PVC (cloruro di polivinile) è un tipo di plastica a base di cloro che crea rischi in tutte le fasi del suo ciclo di vita. Durante la produzione e smaltimento attraverso combustione, il PVC rilascia nell’ambiente diossine e furani, composti altamente persistenti, molti dei quali tossici a basse concentrazioni e alcuni cancerogeni per l’uomo;
Alchilfenoli, presenti nei cosmetici e in altri prodotti per la cura della persona, sono interferenti endocrini, cioè capaci di alterare il sistema ormonale;
Ftalati, impiegati per rendere morbido il PVC, sono classificati dall’Ue come tossici per la riproduzione. Altri ftalati possono danneggiare reni e fegato;
Composti organostannici, utilizzati per stabilizzare il PVC o per eliminare gli acari della polvere, sono tossici per il sistema immunitario;
Paraffine clorurate, impiegate nelle materie plastiche, vernici e gomme, possono essere cancerogene;
I metalli pesanti: un’elevata esposizione al piombo può danneggiare il sistema nervoso, riproduttivo e renale, interferire con il metabolismo delle ossa o causare alta pressione sanguigna e anemia.
L'esposizione al cadmio può provocare patologie polmonari e indurre tumori. Il mercurio, sotto forma di vapore, è dannoso al sistema nervoso centrale e i suoi composti inorganici agiscono anche a basse concentrazioni. Il cromo, invece, può causare diverse effetti sulla salute, da reazioni allergiche a problemi respiratori, fino a indurre cancro ai polmoni.

Per approfondire

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Uso, distribuzione, rischio e regolamentazione di cinque gruppi chiave d'inquinanti chimici oggetto d'indagine.

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