Chimica

Ogni giorno siamo tutti esposti a un insieme di sostanze chimiche di sintesi. Solo per alcuni composti sono noti gli effetti negativi che possono causare sull'uomo, sugli animali e sull'ambiente.

Dal 1930 alla fine del secolo scorso, la produzione di sostanze chimiche è passata da un milione a 400 milioni di tonnellate all'anno [EEA UNEP, 1998]. L’Europa contribuisce a un terzo della produzione mondiale.

Siano essi additivi, intermedi o sottoprodotti non intenzionali di processi produttivi, i composti chimici sono presenti anche nei beni di consumo, come giocattoli, computer, detergenti nonché nei prodotti alimentari. È inevitabile, quindi, che arrivino a contaminare anche l'uomo.

Da anni, Greenpeace lavora per far adottare il principio di sostituzione delle sostanze pericolose con alternative più sicure. L’obbligo di impiegare composti alternativi più sicuri per l’uomo e per l’ambiente deve essere una prerogativa nella produzione degli articoli di consumo e il principio inspiratore di tutte le normative di settore.

Gli ultimi aggiornamenti

 

Il mistero dei rifiuti scomparsi

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La bonifica della ex-Sisas è un esempio lampante della situazione attuale dei SIN e dell'inadeguatezza della gestione emergenziale. Dopo aver documentato le irregolarità e i mancati trattamenti nella gestione dei rifiuti tossici esportati in...

SIN Italy: la bonifica dei siti di interesse nazionale

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Oggi in Italia le aree da bonificare sono moltissime: 57 di esse, le più pericolose, sono classificate come "Siti d'Interesse Nazionale" (SIN) e coprono il 3 per cento del territorio del Paese: 1.800 chilometri quadrati di aree marine, lagunari e...

Rifiuti hi-tech. L'Ue interroga l'Italia. Grazie a Greenpeace!

Blog di Vittoria Polidori, campaigner Inquinamento | 16 settembre, 2011

Il poco interesse del nostro ministero dell’Ambiente rispetto alle richieste di Greenpeace sull’applicazione della direttiva ‘rifiuti elettronici’ in Italia è risaputo. E che dovessimo rivolgerci alle istituzioni europee per avere un...

Tripletta Detox. Dopo Nike e Puma, vittoria anche su Adidas

News | 31 agosto, 2011 a 16:34

Ultim’ora. Adidas ha appena annunciato che diventerà toxic-free. Questo impegno segue quello di Puma e Nike. È una vittoria per il nostro pianeta e per milioni di persone in Cina e altrove che dipendono dai fiumi per l’acqua potabile e...

Panni sporchi - parte 2

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Questo rapporto rivela che composti pericolosi per salute e ambiente vengono usati nella produzione di abiti sportivi di brand inteernazionali. Su 78 articoli di abbigliamento e scarpe sportive acquistati da Greenpeace [2] in 18 differenti paesi...

Nike vs Adidas in Argentina

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Spettacolare azione degli attivisti di Greenpeace in Argentina, dopo il lancio del rapporto "Panni Sporchi". Greenpeace chiede a Nike e Adidas di smettere d'inquinare i fiumi in Cina.

Greenpeace sfida Nike e Adidas contro l'inquinamento

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attivisti di Greenpeace hanno aperto uno striscione con la scritta "Detox" all'entrata principale del più grande negozio al mondo di Adidas a Pechino e del vicino negozio Nike, per chiedere ai giganti dell'industria dell'abbigliamento sportivo di...

Nike e Adidas: chi batterà il record “Detox”?

News | 13 luglio, 2011 a 13:26

Fischio d’inizio per Nike e Adidas. Vediamo chi di loro sarà il più forte e veloce in un gioco che si chiama “Detox”. Regole del gioco: eliminare gli inquinanti tossici dalla loro catena produttiva nel minor tempo possibile. Chi sarà il campione...

Panni sporchi. Il segreto tossico dietro l'industria tessile

Pubblicazione | 13 luglio, 2011 a 10:54

Con questo estratto del report "Dirty Laundry: Unravelling the corporate connections to industrial water pollution in China" denunciamo il problema dell'inquinamento dei fiumi cinesi causato dagli scarichi tossici dell'industria tessile.

In difesa dei fiumi del Sud del mondo

News | 25 maggio, 2011 a 17:31

I fiumi del Sud del mondo sono in pericolo, bisogna proteggerli. Come? Imparando da chi ha già commesso questi errori distruggendo i propri corsi d'acqua: i Paesi del Nord. È il messaggio che abbiamo lanciato oggi con il rapporto "Danni sommersi".

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