Chi minaccia il Mediterraneo

Pagina - 28 dicembre, 2010
Tonno rosso – sull’orlo del collasso

Il maestoso tonno rosso, simbolo del Mediterraneo, è in grave pericolo. Entro il 2012, se non si correrà ai ripari, questa specie potrebbe scomparire dai nostri mari, considerato che a seconda delle stime è stato già perso tra l’80 e il 95% dello stock.

La pesca eccessiva dilagante e la pesca pirata stanno portando questa preziosa specie all’estinzione. La pesca del tonno rosso nel Mediterraneo è fuori controllo e deve essere chiusa immediatamente per permettere alle popolazioni di riprendersi. Per consentire un ritorno a una pesca sostenibile, occorre avviare immediatamente una gestione che includa la creazione di una rete di riserve marine per proteggere le aree di riproduzione dei tonni.

Spadare – “I muri della morte"

Le spadare - conosciute come i “muri della morte” - sono usate in primo luogo per catturare il pesce spada, la cui popolazione è in graduale diminuzione, ma intrappolano e uccidono anche balene, delfini e tartarughe.

Da anni le spadare sono state bandite dalle Nazioni Unite, dall’Unione europea, dalla Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico (ICCAT) e dalla Commissione Generale della Pesca per il Mediterraneo (GFCM). In altre parole, le spadare sono senza alcun dubbio illegali.

Nonostante siano stati spesi milioni di euro per la “riconversione” delle spadare, migliaia di chilometri di queste reti illegali vengono ancora calate in mare, dove uccidono in modo indiscriminato.

Urbanizzazione delle coste

Mar Mediterraneo

Le praterie di Posidonia sono comuni soprattutto lungo le coste sabbiose di gran parte del Mediterraneo. Sono aree importanti per la riproduzione di numerose specie e proteggono dall’erosione la fascia costiera. Ma lo sviluppo incontrollato dell’edilizia lungo la costa per costruire alberghi, case, strade e porti sta distruggendo molti habitat costieri, incluse le praterie di Posidonia che, in teoria, sarebbero protette da una Direttiva Comunitaria (la Direttiva habitat). Nelle aree più danneggiate il posidonieto è scomparso del tutto, portando a una grave perdita di biodiversità e habitat.

Inquinamento

Ogni anno migliaia di tonnellate di scarichi tossici di origine industriale vengono sversati direttamente nel Mar Mediterraneo. La navigazione, l’inquinamento da scarichi urbani e agricoli e il turismo stanno aggravando la crisi.

Mercurio, cadmio, zinco e piombo nei sedimenti sono stati trovati in aree localizzate: questi “hot spots” sono spesso situati nelle zone costiere esposte all’inquinamento. Ma queste sostanze possono viaggiare per migliaia di chilometri, causando rischi inaccettabili per la salute umana e per la vita marina in tutta la regione. 

Circa un terzo della navigazione commerciale del mondo passa per il Mediterraneo. Ogni anno 370 milioni di tonnellate di petrolio vengono trasportate attraverso questo mare trafficato: è più del 20 per cento del totale mondiale. In media, nel Mediterraneo avvengono dieci sversamenti di petrolio all’anno.

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