Domande frequenti

Prima di scrivere a Greenpeace Italia potete consultare la nostra lista di frequently asked questions.

Verificate così se esiste già una risposta alla vostra domanda.

Domande sull’ambiente  
  • Quanti tipi di balene ci sono? E quali sono quelle in pericolo?

    Puoi trovare tutte le informazioni di cui hai bisogno sulle varie specie di balene e le minacce in cui incorrono sulle pagine dedicate alle balene

  • Le balene sono dei pesci?

    Le balene sono dei mammiferi, proprio come gli esseri umani. Scopri perché questa è una differenza molto importante nella sezione dedicata alle balene.

  • Sono un studente e sto facendo una ricerca sui problemi ambientali. Potete inviarmi delle informazioni?

    Greenpeace riceve molte richieste da parte di studenti che chiedono informazioni per ricerche sull’inquinamento o su altri problemi legati all’ambiente. Vorremmo poter esaudire ogni richiesta di questo tipo ma il nostro staff è tutto preso a fare ciò per cui Greenpeace riceve le donazioni, cioè vincere le campagne a favore dell’ambiente. Non ti dimenticare che puoi trovare tutte le informazioni di cui ha bisogno sul sito di Greenpeace.

  • Ho appena visto una balena spiaggiata cosa posso fare?

    Le balene spiaggiate spesso non sopravvivono proprio per colpa di persone con buoni propositi ma senza le conoscenze necessarie per soccorrerle nel modo giusto. Se si cerca di spingere una balena in acqua le pinne si potrebbero lacerare. Le balene possono soffocare se i due orifizi nello sfiatatoio vengono ostruiti. Il pericolo maggiore che corre una balena sulla sabbia è quello del surriscaldamento: bisogna tenerla al fresco bagnandola di continuo ma senza ostruire i due orifizi nello sfiatatoio. Fai arrivare sul posto, il più presto possibile, un biologo marino. Chiedi aiuto all’Università più vicina o alla Guardia Costiera. Greenpeace non ha un programma per il salvataggio delle balene spiaggiate. Le nostre risorse sono tutte spese nel cercare di fermare le due più grandi minacce per le balene: la caccia commerciale alle balene e la vergognosa caccia pirata portata avanti dalle baleniere giapponesi e norvegesi. Vorremmo poterci occupare di ogni singola balena spiaggiata, di ogni caso in cui le balene siano in pericolo in qualsiasi parte del mondo si trovino, ma, con la nostra piccola flotta composta da sole quattro navi e poco più di mille persone che lavorano all’interno dell’organizzazione, siamo costretti a lasciare che se ne occupino gli esperti delle varie comunità locali. La nostra missione è quella di salvare più balene possibili sfidando con le nostre navi le baleniere negli oceani per richiamare l’attenzione mondiale su questo massacro senza fine e facendo pressione sui governi dei vari paesi per creare delle riserve naturali per le balene e migliorare i meccanismi di protezione grazie all’introduzione di leggi internazionali. Per sapere cos’altro puoi fare, vai alla sezione dedicata agli oceani sul nostro sito.

  • Dove posso trovare dei suggerimenti per fare un tipo di vita più verde/per fare la differenza?

    Viviamo tutti nello stesso ambiente e ciò che facciamo all’ambiente lo facciamo a noi stessi. Se vuoi saperne di più dai un’occhiata alla pagina delle nostre Guide al consumo critico

  • Nella mia città c’è un inquinatore ambientale: posso fare qualcosa?

    A parte casi eccezionali, Greenpeace lavora su progetti che hanno una risonanza mondiale e non si può occupare di ogni singolo inquinatore. Greenpeace ha a sua disposizione poche risorse che vengono utilizzate per occuparsi delle minacce più grandi per l’ecosistema e le specie animali – non abbiamo la possibilità di impegnarci in ogni singola questione locale anche se costituisce una minaccia per l’ambiente. Per le questioni locali dobbiamo contare su persone come te che si preoccupano per l’ambiente e hanno la volontà di combattere per ciò in cui credono. Ti sosteniamo e ti facciamo i nostri migliori auguri. Qui trovi dei consigli se vuoi sapere come fare per creare una campagna (http://www.campaignstrategy.org/index.php). Ti suggeriamo di chiedere aiuto e consigli alla nostra comunità di cyberattivisti, molti di loro portano avanti battaglie contro gli inquinatori locali. Puoi trovare informazioni sul problema che stai cercando di risolvere nell’archivio di Greenpeace. Buona fortuna: non c’è tempo da perdere!

  • Ho appena visto un animale che veniva maltrattato. Cosa posso fare?

    Greenpeace non ha la possibilità di impegnarsi nelle questioni che riguardano i diritti degli animali a livello locale. Facciamo campagne per proteggere gli habitat naturali e per combattere le minacce più grandi per la natura. Ti consigliamo di contattare la più grande organizzazione per i diritti degli animali: la People for the Ethical Treatment of Animals (PETA)

  • Se le colture geneticamente modificate sono all’aperto e quindi vicine a fiori e piante impollinati dagli insetti, come facciamo a essere sicuri che gli alimenti biologici non vengano contaminati dagli alimenti geneticamente modificati? Potrebbe capitare, infatti, che il polline geneticamente modificato si depositi sugli alimenti biologici senza che il distributore/coltivatore se ne accorga?

    Chiaramente non possiamo esserne sicuri. Questo è proprio uno dei pericoli che si corre coltivando piante geneticamente modificate. In alcuni paesi, ci sono delle regole che stabiliscono la distanza tra le colture geneticamente modificate e quelle tradizionali ma non ci sono prove che queste distanze siano efficaci. Al contrario ci sono prove evidenti che non si possono isolare le piante coltivate all’aperto. La contaminazione non costituisce l’unica minaccia per il cibo biologico causata dalle piante geneticamente modificate. Una nuova varietà di mais, il mais BT resistente agli insetti, è stata creata dalla Monsanto. Queste piante utilizzate contengono una versione sintetica della tossina Bt che, presente in natura, è impiegata da anni e con successo nell'agricoltura biologica e sostenibile. Purtroppo, così come succede per gli antibiotici, più una tossina è diffusa e più facilmente gli organismi aumentano la loro resistenza nei suoi confronti. Così, a causa del mais BT, una difesa naturale contro gli insetti sta perdendo la sua efficacia.

Domande sulle campagne di Greenpeace  
  • Perché Greenpeace è contraria all’ingegneria genetica?

    Greenpeace è contraria a qualsiasi rilascio in ambiente di organismi geneticamente modificati. Questi organismi vengono emessi senza un’adeguata valutazione scientifica del loro impatto sull’ambiente e sulla salute dell’uomo.

    L’inquinamento genetico rappresenta una minaccia enorme in quanto gli OGM non possono essere ritirati una volta rilasciati in ambiente. I governi stanno cercando di occuparsi di questa minaccia attraverso delle norme internazionali come il Protocollo sulla Biosicurezza.

    A causa dei forti interessi commerciali, al pubblico è stato negato il diritto di conoscere quale siano gli ingredienti geneticamente modificati nella catena alimentare e quindi il diritto di evitarli. Greenpeace chiede che vengano presi subito dei provvedimenti come l’etichettatura degli ingredienti OGMe la separazione delle colture geneticamente modificate da quelle normali.

    Sebbene i progressi scientifici sulla biologia molecolare potrebbero accrescere la nostra conoscenza della natura e fornirci nuovi strumenti medici, non c’è nessuna giustificazione per trasformare l’ambiente in un esperimento genetico. La diversità biologica deve essere protetta e rispettata come eredità globale dell’umanità e come una delle chiavi più importanti che possediamo per la sopravvivenza su questo pianeta.

    Greenpeace è contraria a ogni forma di brevettabilità delle piante, degli animali e degli esseri umani così come dei geni. La vita non è un prodotto industriale. Quando costringiamo le forme viventi e le riserve mondiali di cibo ad adeguarsi ai modelli economici dell’uomo anziché ai loro modelli naturali, lo facciamo a nostro rischio e pericolo. /p>

    Per approfondire il tema dei rischi legati all’ingegneria genetica, visita la sezione del sito OGM

  • Non è meglio utilizzare l’energia nucleare anziché bruciare i combustibili fossili? Non potrebbe essere una soluzione per i cambiamenti climatici?

    L’energia nucleare produce scorie altamente inquinanti, alimenta la corsa al riarmo nucleare e minaccia la salute e il benessere di comunità per migliaia di chilometri.

    E non è nemmeno una soluzione per l’effetto serra. Produrre combustibile nucleare è un processo che richiede un grande dispendio di energia. Tutte le operazioni al di fuori del reattore, come l’estrazione, la frantumazione, la macinazione e la lavorazione dei combustibili nucleari, richiedono molto combustibile fossile e quindi emettono CO2. Questa è una delle ragioni per cui gli artefici del protocollo di Kyoto hanno rifiutato alle industrie nucleari di ricevere i "carbon credit" per l’energia nucleare.

    L’industria nucleare investe tantissimo in pubblicità cercando di sostenere le sue tesi ma non riuscirà a trovare un solo scienziato rispettabile, che si occupa di cambiamenti climatici, che si faccia convincere da questa pubblicità (a proposito, la British Nuclear Fuels spende in pubblicità più di tutto il budget annuale di Greenpeace!).

    Puoi leggere tutte le ragioni per cui Greenpeace è contraria all’energia nucleare nella nostra sezione Nucleare.

    O saperne di più sull’energia pulita nella nostra sezione Energia e clima

  • Per alcuni Greenpeace è un gruppo di "abbraccia-alberi", contrari a tagliare alberi in qualsiasi posto essi si trovino. È così?

    Greenpeace vuole proteggere i più grandi serbatoi di biodiversità del pianeta: le ultime foreste primarie. Noi non ci opponiamo a nessuna pratica di silvicoltura se fatta in modo responsabile e sostenibile al di fuori delle aree sopra citate. Per saperne di più sulla nostra campagna Foreste.

Domande generali su Greenpeace  
  • Qual è la missione di Greenpeace? Quando è nata?

    Greenpeace è un’associazione indipendente e non violenta che organizza campagne in maniera creativa per denunciare i problemi ambientali e promuovere soluzioni per un futuro verde e di pace. L’obiettivo di Greenpeace è quello di assicurare alla Terra la capacità di proteggere la vita in tutta la sua diversità.

  • Come ha cominciato Greenpeace?

    Nel 1971, un piccolo gruppo di attivisti, grazie alla loro visione di un mondo più verde e di pace, partirono da Vancouver, in Canada, con un vecchio peschereccio. I fondatori di Greenpeace credevano che pochi individui potevano fare la differenza. La loro missione era quella di denunciare i test nucleari che gli Stati Uniti stavano facendo a Amchitka, una delle regioni a più alto rischio sismico. Amchitka è una piccolissima isola vicino alla costa orientale dell’Alaska, era il rifugio di 3000 lontre marine in pericolo di estinzione e la casa delle aquile di mare testabianca, dei falchi pellegrini e di molti altri animali selvatici. Anche se la loro vecchia barca da pesca, la Phyllis Cormack, venne intercettata prima di riuscire ad arrivare ad Amchitka, il viaggio suscitò un enorme interesse pubblico. Gli Stati Uniti riuscirono lo stesso a far scoppiare le bombe ma la voce della ragione si era fatta sentire. I test nucleari ad Amchitka cessarono quello stesso anno e in seguito quell’isola venne dichiarata una riserva naturale per uccelli. Oggi Greenpeace è un’associazione globale che dà priorità a campagne di risonanza internazionale. Con sede ad Amsterdam, Greenpeace ha circa 2,9 milioni di sostenitori in tutto il mondo e uffici sia nazionali che regionali in 41 paesi. Puoi trovare ulteriori informazioni sulla nostra storia (link la storia). Se vuoi saperne di più su Greenpeace ci sono diversi libri che puoi consultare: “The Warriors of the Rainbow" di Robert Hunter, "Journey into the Bomb" di David Mc.Taggart e "The Greenpeace Story" di John May e Michael Brown.

  • Chi ha fondato Greenpeace?

    Sulle origini di Greenpeace , c’è una battuta che gira da anni: “In ogni bar di Vancouver, in Canada, c’è almeno una persona che sostiene di aver fondato Greenpeace!”. In realtà, molte persone hanno contribuito alla nascita di Greenpeace. Bill Darnell coniò il nome quando un uomo si piazzò davanti a lui con un manifesto che inneggiava alla pace e lui gli disse “fa che sia una pace verde!” (let’s make that a green peace!). Bob Hunter creò il concetto del “Bombardamento mediatico delle nostre menti” toccando la coscienza della gente girando filmati in varie parti del mondo che testimoniavano i crimini contro l’ambiente. Jim Bohlen, Paul Cote e Irving Stowe furono i fondatori del Comitato “Non create l'onda” che organizzò la prima azione di Greenpeace: un viaggio a Amchitka nelle Isole Aleutine per provare a fermare i test nucleari da parte degli Stati Uniti. David Mc. Taggart convinse una mezza dozzina di gruppi mal collegati fra loro a mettere da parte le differenze e unirsi in un’unica organizzazione mondiale, così nel 1979 nacque Greenpeace International. Per saperne di più (link alla storia).

  • Da dove viene il nome "Rainbow Warrior" (letteralmente Guerriero dell’Arcobaleno)?

    Bob Hunter, uno dei fondatori di Greenpeace, nel suo libro “Warriors of the Rainbow” racconta come è venuto a conoscenza di questa leggenda. Durante il suo primo viaggio con una nave di Greenpeace, la Phyllis Cormack, Bob aveva portato con se un libro di miti e leggende indiani in cui c’erano diverse profezie particolarmente impressionanti. Questo libro gli era stato dato da un’anziana nativa americana nomade. Questa donna gli aveva assicurato che il libro gli avrebbe cambiato la vita; il giornalista canadese non ci diede molta importanza e una volta gettato il libro in uno scatolone se ne dimenticò. Ma prima del viaggio sulla Phyllis Cormack raccolse parecchi libri e durante una tempesta pomeridiana, come lui stesso raccontò, questo libro cadde dagli scaffali e se lo ritrovò letteralmente in mano e, a quel punto, incominciò a leggerlo. Venne colpito in modo particolare da un capitolo in cui veniva riportata la storia che una donna anziana chiamata “Eyes of Fire”, della tribù degli indiani Cree, raccontava al pronipote. La tribù degli indiani Cree, proprio mentre stava per essere sconfitta, previde che sarebbe venuto un tempo in cui l’uomo bianco con il suo materialismo avrebbe esaurito le risorse della Terra, ma prima che fosse stato troppo tardi il Grande Spirito degli Indiani sarebbe tornato per far resuscitare i guerrieri pellerossa e insegnare all’uomo bianco il rispetto per la Terra. Il loro nome sarebbe stato Warriors of the Rainbow, Guerrieri dell’Arcobaleno. Tutti a Greenpeace conoscevano questa storia e nel 1978 la nostra prima nave, un motopeschereccio arrugginito che si chiamava “Sir William Hardy”, venne ribattezzata Rainbow Warrior.

  • Quanti sostenitori ha Greenpeace?

    Greenpeace ha circa 2,9 milioni di sostenitori. È l'aiuto economico dei sostenitori che permette alle nostre navi di navigare negli oceani e alle nostre campagne di andare avanti. Inoltre, ci sono milioni di persone che partecipano alle nostre campagne come attivisti online o come volontari nei gruppi locali.

  • Dove prende i finanziamenti Greenpeace?

    Greenpeace è indipendente e non accetta fondi da aziende, enti pubblici o partiti politici. Siamo irremovibili su questo punto: rimandiamo indietro gli assegni quando ci accorgiamo che provengono da conti aziendali. Dipendiamo dalle donazioni dei nostri sostenitori per proteggere l'ambiente, portando avanti campagne non violente. Ogni anno viene fatta la revisione del bilancio in ognuno dei nostri uffici nel mondo e ogni anno pubblichiamo online il nostro Annual Report dove si può leggere quanti soldi abbiamo ricevuto e come li abbiamo spesi.

  • Dove posso trovare l’indirizzo degli altri uffici di Greenpeace nel mondo?

    C’è una lista completa dei paesi dove sono presenti i nostri uffici su questa pagina

  • Com’è organizzata Greenpeace? Chi dirige Greenpeace?

    L'associazione Greenpeace è formata da Greenpeace International (Stichting Greenpeace Council) che ha sede ad Amsterdam e dagli uffici di Greenpeace in tutto il mondo. Oggi Greenpeace ha uffici in 41 paesi. I nostri uffici nazionali e regionali hanno l’autorizzazione a usare il nome di Greenpeace. Ogni ufficio è presieduto da un comitato che nomina un proprio rappresentante. I rappresentanti dei vari uffici si riuniscono una volta l’anno per stabilire una strategia comune di lungo termine, per apportare i cambiamenti necessari nella direzione, per stabilire il budget di Greenpeace International e per eleggere l’International Board costituito da 4 membri e un Presidente. Greenpeace International controlla l’andamento degli uffici di Greenpeace, supervisiona la nostra flotta di navi, coordina la pianificazione e la realizzazione delle nostre campagne in tutto il mondo e controlla che le nostre linee guida vengano rispettate. L’International Board approva il budget annuale di Greenpeace International e la revisione dei bilanci. Nomina e supervisiona l’International Executive Director che, insieme ai manager e con l’apporto degli impiegati dei vari uffici nazionali, sta a capo dell’organizzazione. Greenpeace non accetta fondi da governi, aziende o partiti politici. Greenpeace non cerca né accetta donazioni che potrebbero compromettere la sua indipendenza, i suoi scopi, i suoi obiettivi o la sua integrità. Greenpeace si sostiene solo grazie alle donazioni volontarie dei sostenitori individuali e da sovvenzioni da parte di fondazioni. Greenpeace è un’associazione internazionale che si basa sui principi della nonviolenza e dell’indipendenza politica. Nell'attività di denuncia delle minacce ambientali e nella ricerca di soluzioni, Greenpeace non ha alleati stabili o nemici.