In cosa investiamo

Siamo perfettamente consapevoli del grande valore dell’aiuto dei sostenitori e sentiamo la responsabilità di spendere con molta attenzione e trasparenza i fondi raccolti.
Il bilancio di sostenibilità non è solo una pubblicazione che risponde ad un obbligo di legge, ma uno strumento importante per chi dona, affinché possa verificare in qualsiasi momento dove vanno a finire i suoi soldi.

 

Agire per fare la differenza

Il 2019 è stato un anno ricco di sfide ed è stato grande l’impatto che, grazie ai propri sostenitori, Greenpeace ha avuto nel mondo e in Italia. Ecco in breve, le attività più rilevanti realizzate in territorio italiano.

 

EMERGENZA CLIMATICA!

EMERGENZA CLIMATICA!

La risposta della politica a impatti climatici sempre più drammatici è ancora insufficiente, ma l’Italia uscirà dal
carbone entro il 2025. Anche un grande protagonista del mondo finanziario come Generali ha migliorato le sue politiche
di investimento rispetto alle fonti fossili. Soprattutto, il 2019 è stato l’anno dei “movimenti climatici” che Greenpeace ha da subito sostenuto.

BASTA PLASTICA USA E GETTA

BASTA PLASTICA USA E GETTA

L’inquinamento da plastica nei mari suscita sdegno ma poche decisioni coerenti. Collaborando con gli scienziati
nel dimostrarne gli effetti sull’ambiente, e investigando sulla sorte della plastica esportata dall’Italia e illegalmente smaltita all’estero, Greenpeace ha contribuito a importanti decisioni in sede europea e nella Convenzione di Basilea.

ALLEVAMENTI INTENSIVI

ALLEVAMENTI INTENSIVI

L’Unione europea è una grande macchina che distrugge le foreste e la diversità biologica del Pianeta. Buona parte di
questa distruzione è legata agli allevamenti intensivi e alla produzione di mangimi (come la soia, implicata nella deforestazione
dell’Amazzonia). Greenpeace ha mostrato anche gli impatti sanitari degli allevamenti italiani: sarà una battaglia al tempo stesso globale e locale.

PROTEGGIAMO LE FORESTE

PROTEGGIAMO LE FORESTE

Il 2019 è stato un anno di incendi devastanti in Siberia, Amazzonia, California, Australia e in molti altri Paesi. Politiche
climatiche insufficienti o negazioniste, accordi commerciali pericolosi come il Mercosur (per ora bloccato anche grazie a Greenpeace) causano la distruzione delle foreste e minacciano i diritti e l’esistenza stessa dei popoli nativi che le abitano.

RISERVE MARINE IN ALTO MARE

RISERVE MARINE IN ALTO MARE

I nostri mari sono sotto pressione per l’inquinamento, per la pesca eccessiva e per il cambiamento climatico. Greenpeace
chiede da anni una vasta rete di riserve marine che protegga gli oceani anche in alto mare. Le pressioni di ambientalisti e scienziati hanno avviato un processo alle Nazioni Unite che porterà nel 2020 a un Accordo di tutela globale.

NON CONSUMIAMO IL PIANETA

NON CONSUMIAMO IL PIANETA

Con le loro scelte e abitudini di consumo le persone possono contribuire a difendere la biodiversità. La nuova normativa
Ue, approvata anche grazie alle campagne di Greenpeace, introduce le comunità energetiche per facilitare l’accesso alle energie rinnovabili, mentre l’eco-menu diffuso dall’Organizzazione guida verso un’alimentazione con minori impatti sul Pianeta.

Bilanci anni precedenti

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Visualizza la Tabella di conformità del bilancio al modello dell’Agenzia per le Onlus 2013

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Per fornire osservazioni o chiedere informazioni sul bilancio di sostenibilità, potete rivolgervi a Laura Celani, assistente al Direttore Esecutivo:
Email: [email protected]
Telefono: 06 83548310
Cellullare: 342 9934045

Per saperne di più

Chi siamo

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Vogliamo combattere quei luoghi comuni secondo cui ogni cambiamento è impossibile, che siamo troppo piccoli e troppo deboli. Unisciti a noi!

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I nostri fondatori credevano che anche pochi individui potessero fare la differenza.
Nel 1971 hanno deciso di salpare per l’Artico e fermare dei test nucleari: da quel viaggio è “cominciato” un movimento che oggi è in tantissimi Paesi del mondo.

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