Greenpeace France activists placed about fifteen metal drums with a radioactive symbol in front of the entrance to the Orano nuclear group in Châtillon, south of Paris, to protest against the shipment of French spent uranium to Siberia.

Pare che ci sia un posto perfetto per seppellire i rifiuti radioattivi, la Siberia. A scoprirlo è stata Greenpeace Francia, lo scorso gennaio: il traffico di rifiuti radioattivi verso la Russia è ripreso.

Protagonista in negativo l’azienda del nucleare Orano, che nel 2017 è succeduta al colosso francese Areva, fallito in gran parte per le perdite associate alla costruzione di un reattore EPR in Finlandia (tuttora non ultimato). Dieci anni fa, Greenpeace era riuscita a bloccare tutte le esportazioni di uranio impoverito francese in Russia. All’epoca, Areva e EDF, l’azienda di stato dell’elettricità, riconobbero che questo stop era dettato da ragioni economiche e ambientali.

Per far dimenticare che produce permanentemente tonnellate di rifiuti, alcuni dei quali rimarranno radioattivi per decine di migliaia di anni, l’industria nucleare francese mantiene il mito di un “ciclo del combustibile” in cui l’uranio che alimenta le centrali è riciclabile e riciclato. Questa scelta strategica, che comporta processi industriali complessi, costosi e inquinanti per riprocessare il combustibile esausto, rimane inefficace: lo stock di scorie radioattive francesi continua infatti a crescere. Il trasporto in Siberia dell’uranio depleto che risulta dal processo di ritrattamento del combustibile irraggiato ne è un chiaro un esempio.

Nel frattempo, però, alcuni Paesi europei, guidati proprio dalla Francia, stanno facendo pressione affinché il nucleare rientri fra le fonti green all’interno della tassonomia dell’Unione Europea, ovvero la classificazione delle attività considerate sostenibili dal punto di vista ambientale. Il nucleare, come il gas, è di fatto incompatibile con qualsiasi idea di sostenibilità, come dimostra l’irrisolta questione dello smaltimento delle scorie radioattive prodotte dalle centrali atomiche. Ci batteremo affinché l’Europa non cada in questo tranello.