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Mi chiamo Pasquale Pizzichetti e vivo con la mia famiglia in un villino bifamiliare a Portogruaro, una cittadina in provincia di Venezia. Sono un geometra, con studio professionale a casa.

Dieci anni fa abbiamo installato in casa due impianti solari: uno fotovoltaico da circa 6 kWp per l’energia elettrica, uno termico per l’acqua calda da 6,5 kWp. Da notare che l’impianto fotovoltaico è in regime di scambio sul posto quindi, anche se non siamo in casa, l’energia prodotta diventa un credito da utilizzare quando non c’è il sole. L’ideale è però usare subito l’energia prodotta, senza affidarsi alle reti di distribuzione che, notoriamente, hanno delle inefficienze.

L’abitazione si riscalda con caldaia a gas metano, con il contributo dell’impianto solare termico che fornisce anche l’acqua calda sanitaria. Non usiamo la legna per via delle grandi emissioni di inquinanti nell’ambiente e dentro casa.

Alcuni elettrodomestici in casa sono stati scelti appositamente per usare al meglio queste risorse. Pertanto abbiamo la lavastoviglie e la lavatrice che vengono alimentate con doppio carico, cioè con tubi separati per acqua calda e fredda, e possono essere avviate ad un orario diverso. In questo modo prelevano energia e acqua dagli impianti solari.

Abbiamo un’asciugatrice a pompa di calore che ci aiuta a ridurre i consumi e a completare il bucato, consentendoci di risparmiare fino al 70% con lo stiro.

Per cucinare, abbiamo un piano di cottura elettrico ad induzione che ha una altissima efficienza, maggiore del 90%.

Per muoverci, oltre ad una bici elettrica a pedalata assistita, abbiamo da circa 4 anni anche una vettura completamente elettrica a batteria, con la quale si percorrono 15 mila chilometri all’anno. La usa soprattutto mia moglie per andare a lavoro, lei è un agente immobiliare.

Facciamo la raccolta dell’acqua piovana per uso orto e giardino. Inoltre, abbiamo la compostiera per il rifiuto umido: in questo modo, oltre a riciclare il più possibile, pesiamo il meno possibile sui servizi cittadini.

Siamo soci dal 2016 di una cooperativa energetica che si chiama ènostra. È la prima del suo genere in Italia e ne siamo orgogliosi. Quindi, quando non c’è il sole o c’è brutto tempo, preleviamo energia proveniente da questo fornitore etico 100% rinnovabile, visto che la sua politica è quella di rifornirsi solo da piccoli impianti fotovoltaici e idroelettrici. Consiglio vivamente una scelta del genere, si tratta di un’operazione semplice che non costa nulla. Inoltre è una scelta che si può fare in autonomia, anche se vivete in condominio.

Quanto costa essere prosumer?

Innanzitutto occorre pianificare insieme a un professionista del settore le soluzioni per produrre energia da fonte rinnovabile. Soprattutto, questa scelta va condivisa con la famiglia, perché deve essere uno sforzo comune.

In termini di denaro ecco alcune cifre.

L’impianto solare termico a circolazione forzata, cioè con accumulo e integrazione al riscaldamento con la caldaia, costa attorno ai 7.500 euro. Tra l’altro, ho scritto un libretto in formato elettronico che spiega come condurre un impianto di questo tipo. Lo trovate online anche su Amazon Libri.

L’impianto solare fotovoltaico è stato installato nel 2007 e allora è costato parecchio, cioè 7 mila euro al kWp, ma oggi si è quasi ripagato grazie agli incentivi. Attualmente questi non ci sono più, ma un impianto di questo tipo costa molto meno e cioè attorno ai 2 mila euro al kWp. In compenso ci sono detrazioni fiscali per chi decide di optare per questa soluzione per la propria abitazione.

Consiglio fortemente di adottare impianti di produzione solari, perché sono soldi ben spesi per la famiglia e per l’ambiente. Difficilmente potrete autoprodurre energia in altro modo, e dopo tutto bisogna adoperarsi per lasciare un mondo più pulito ai nostri figli.

L’auto elettrica costa mediamente il doppio di una vettura normale e nel nostro caso è costata 23 mila euro, ma abbiamo goduto dell’incentivo economico dell’epoca (2013). Oggi, tuttavia, si possono trovare vetture elettriche usate in ottime condizioni, a meno di metà prezzo. Pensate che non si paga il bollo, l’assicurazione RCA costa attorno ai 100 euro annui, il tagliando per le auto elettriche molto semplici meccanicamente costa solo 60 euro annui e, dulcis in fundo, con 2 o 3 euro di energia elettrica si percorrono 100 km. Se poi l’energia è autoprodotta, il cerchio si chiude. Stesso discorso per la bici elettrica.

Questo è un passaggio importante per la famiglia: ci si sente molto bene alla guida di un veicolo elettrico, non inquinando ed utilizzando il proprio “combustibile!”.

Il piano di cottura elettrico a induzione costa due volte quello a gas, cioè tra i 400 e 600 euro a seconda della marca e del modello. In compenso ha una alta efficienza, cioè utilizza bene l’energia e, soprattutto, è sicuro e preciso.

Tutto questo comunque non si realizza in un solo giorno, ma si fa col tempo. Noi ci abbiamo messo sei o sette anni. Basta volerlo, e ogni occasione è buona per introdurre una innovazione. Noi abbiamo sfruttato una manutenzione straordinaria a seguito del cambio casa dieci anni fa. E poi, man mano che si presentava l’occasione, in presenza di incentivi o guasti agli elettrodomestici.

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