Nel giorno della prima riunione del “Board of Peace”, l’organismo voluto dal presidente statunitense Trump per sovrintendere la ricostruzione della Striscia di Gaza, con Amnesty International Italia abbiamo portato davanti a Palazzo Chigi e al Palazzo della Farnesina un maxi schermo con le immagini dei bombardamenti israeliani avvenuti dopo l’accordo di cessate il fuoco dello scorso ottobre, per denunciare le continue violazioni della tregua nella Striscia di Gaza.

Sullo schermo sono passati anche i messaggi: «E questa vi sembra una tregua?», «130 giorni di cessate il fuoco, 600 palestinesi uccisi» e le richieste «Basta armi a Israele» e «Fermiamo il genocidio a Gaza» rivolte al governo Meloni e alla comunità internazionale.

A Gaza si continua a morire: questa non è pace!
Anche se sui media italiani non se ne parla quasi più, nella Striscia di Gaza le persone palestinesi continuano a morire. Dall’inizio del cessate il fuoco, il 9 ottobre 2025, le vittime palestinesi sono già più di 600, di cui oltre 100 bambini. Secondo fonti della Striscia di Gaza, dal 10 ottobre 2025 al 10 febbraio 2026 Israele ha violato l’accordo di cessate il fuoco almeno 1.620 volte, con attacchi aerei, artiglieria e sparatorie dirette. Questa non è pace e non è nemmeno una tregua.

Nel frattempo, l’Italia ha continuato a inviare e a far transitare nei suoi porti armi dirette a Israele, nonostante lo stop alle nuove autorizzazioni annunciato all’indomani del 7 ottobre 2023. Il governo Meloni insiste inoltre nella sua posizione di contrarietà alla sospensione di ogni accordo commerciale e militare con Israele e ha scelto di partecipare come osservatore al Board of Peace di Trump, nonostante la partecipazione a questo organismo sia in violazione della nostra Costituzione.
Al governo Meloni chiediamo di fermare l’invio di armi e ogni tipo di collaborazione militare con Israele
«È sconcertante che coloro che in questi ultimi due anni e mezzo hanno attivamente messo in crisi il sistema di protezione internazionale dei diritti umani e hanno favorito il genocidio israeliano nella Striscia di Gaza propongano ora soluzioni, come il Board of Peace, che non tengono conto dei diritti e dell’esigenza di giustizia delle persone palestinesi, e cabine di comando sulle sorti del mondo basata su interessi politici, economici, privati e immobiliari. Osservare è essere complici di tutto questo. Occorre dire no», dice Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

Al governo Meloni chiediamo di impegnarsi per la fine del genocidio, dell’apartheid e dell’occupazione illegale del Territorio palestinese occupato, e per un processo di pace duraturo, basato su giustizia e diritti. Chiediamo anche di sospendere immediatamente ogni tipo di fornitura e trasferimento di armi, munizioni e altre attrezzature militari e di sicurezza a Israele, nonché la fornitura di addestramento e di altra assistenza militare di sicurezza.


