
L’Europa stringe sui PFAS, e l’Italia cosa fa? Si rimangia dei provvedimenti che avrebbero fatto la differenza.
Dal 12 gennaio scorso per i Paesi dell’Unione Europea è scattato l’obbligo di monitorare e rispettare dei valori limite precisi per la presenza di PFAS nell’acqua potabile: sostanze che da tempo sono sotto osservazione per i rischi associati alla salute umana (tra cui problemi endocrini, riproduttivi e oncologici).
Ma ora l’Italia fa un passo indietro rispetto ad alcuni impegni presi che avrebbero avuto un peso non indifferente sulla sicurezza delle persone, viste le gravi contaminazioni da PFAS che interessano il Veneto e il Piemonte (e in misura minore ma diffusa Toscana e Lombardia). Con la nuova Legge di Bilancio, il Governo ha introdotto una deroga di sei mesi a due misure che si era imposto: misure che avrebbero imposto dei limiti ancora più severi rispetto a quelli richiesti dalla direttiva.
Un duro colpo per la salute pubblica, vista l’ampia contaminazione dell’acqua potabile italiana che abbiamo scoperto con la nostra indagine “Acque senza veleni”.
Chiedi con noi al Governo di mettere al bando i PFAS una volta per tutte!
I nuovi limiti sui PFAS introdotti dall’Europa
La direttiva europea sulle acque potabili in vigore (2020/2184) impone ai Paesi membri di rispettare un limite di 500 nanogrammi per litro per il parametro “PFAS totali” e un limite di 100 nanogrammi per litro per la somma di 20 PFAS.
Malgrado l’introduzione di questi limiti sia una buona notizia, è comunque doveroso fare una specifica: l’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) e l’Agenzia europea per l’ambiente considerano il limite di 100 ng/L inadeguato per proteggere la salute umana.

Cosa si era impegnata a fare l’Italia
Con due decreti del 2023 e del 2025, il Governo Meloni aveva scelto di fissare dei paletti più stringenti sui PFAS.
In Italia, infatti, era stato stabilito che nella somma dei PFAS che non potranno superare il limite di 100 nanogrammi si aggiungessero anche GenX, Adona, C6O4 e 6:2 Fts e sei molecole Adv, prodotte dalla ex-Solvay di Spinetta Marengo, in provincia di Alessandria.
L’Italia inoltre aveva fissato anche un limite di 20 nanogrammi al litro per i quattro PFAS indicati come prioritari dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), ossia PFOA (classificato come “cancerogeno”), PFOS (considerato “possibile cancerogeno”), PFNA e PFHxS.
Dal 2027, poi, era stato stabilito che entrerà in vigore anche un limite specifico (10mila nanogrammi su litro) per il TFA, (Acido Trifluoroacetico), una delle molecole della classe dei PFAS più presenti sul pianeta e che negli ultimi anni si è diffusa ampiamente anche in Italia.
Chiediamo una legge nazionale che vieti la produzione e l’uso di PFAS!

La marcia indietro del Governo
Nonostante i buoni propositi, con la legge di Bilancio 2026 e i commi 622 e 623 all’articolo 1, il Governo ha introdotto una proroga di sei mesi a quel limite di 20 nanogrammi al litro per i quattro PFAS più pericolosi (PFOA, PFOS, PFNA, PFHxS) che aveva disposto.
Non solo. Con il comma 623, l’esecutivo ha rinviato anche il monitoraggio delle 6 molecole Adv che quindi al momento non saranno conteggiate nella somma di Pfas.
Il motivo del rinvio? “Dare tempo ai gestori di adeguarsi ai requisiti previsti dal decreto legislativo”.
Servono subito limiti stringenti sui PFAS!
Il rinvio deciso dal governo serve solo a deresponsabilizzare i gestori degli acquedotti che da tempo sanno di doversi adeguare. Continuare a rinviare serve solo a dare spazio a ulteriori contaminazioni, mentre quello che ci serve è un bando immediato dei PFAS. La proposta in discussione nell’UE eliminerebbe da subito oltre il 90% dei rilasci di queste sostanze nell’ambiente.
I limiti sui PFAS nell’acqua potabile devono essere applicati senza ulteriori deroghe, ma soprattutto è necessario trovare al più presto un accordo per ridurre ancora di più i limiti consentiti avvicinandoli all’unica soglia sicura: lo zero tecnico.
È fondamentale che si arrivi al più presto a una legge che vieti l’uso e la produzione dei PFAS: solo così si potrà davvero tutelare la salute delle persone! Noi di Greenpeace continueremo a fare pressione affinché questo cambiamento avvenga il prima possibile.
Serve una legge #ZeroPFAS in tutta Italia!
Chiedi con noi una legge nazionale che metta al bando una volta per tutte la produzione e l’uso dei PFAS.


