Pesca con metodi dannosi come lo strascico, sversamenti illegali e bracconaggio sono una pratica comune in alcuni siti marini italiani che, almeno sulla carta, dovrebbero invece essere protetti. È quello che emerge da un’indagine di Greenpeace Italia realizzata in quattro SIC (Siti di Importanza Comunitaria) in Sardegna, Campania e Puglia. Si tratta di siti protetti che fanno parte della rete europea Natura 2000 per la presenza di specie e habitat preziosi, in cui però mancano controlli, fondi e strategie per tutelare davvero la biodiversità che ospitano.
I risultati dell’inchiesta di Greenpeace vengono pubblicati nel report dal titolo “Mare senza tutele – In Italia, in molte aree importanti per la biodiversità individuate come SIC mancano controlli, fondi e strategie per proteggere habitat e specie”.
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