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La nave Esperanza in azione in Oceano Indiano

News - 28 aprile, 2016
Una spedizione pacifica per fermare la pesca distruttiva del tonno Mareblu

Esperanza, la nave di Greenpeace, è partita una settimana fa dal Madagascar e si trova adesso in Oceano Indiano per una spedizione pacifica che ha l’obiettivo di fermare la pesca insostenibile del colosso mondiale del tonno in scatola Thai Union, in Italia proprietario del marchio Mareblu.

The Greenpeace ship  Esperanza has launched an expedition in the Indian Ocean to peacefully tackle unsustainable fishing. With some tuna stocks in the Indian Ocean, such as Yellowfin, on the brink of collapse due to overfishing, the expedition is exposing destructive fishing methods which contribute to overfishing and harm a range of marine life including sharks and juvenile tuna.Byline: Will Rose 

Alcune popolazioni di tonno dell’Oceano Indiano, come il ben noto tonno pinna gialla, sono ormai sull’orlo del collasso a causa di una pesca eccessiva e distruttiva.

Greenpeace ha perciò deciso di inviare la sua nave per rimuovere dalle aree di pesca gli attrezzi che stanno svuotando i nostri mari, i FAD.

Questi  “sistemi di aggregazione per pesci” concentrano ogni anno migliaia di baby tuna e altri animali marini, che poi finiscono uccisi nelle reti di chi pesca tonno. Si stima che ogni anno vengono posizionati in mare oltre 90 mila FAD.

A essere uccisi sono anche molte specie di squali: solo in Oceano Indiano muoiono ogni anno fino a 900 mila esemplari di squali seta, una specie quasi minacciata secondo l’IUCN.

A FAD found by Greenpeace is taken onboard the Esperanza for inspection and dismnatling.The Greenpeace ship  Esperanza has launched an expedition in the Indian Ocean to peacefully tackle unsustainable fishing. With some tuna stocks in the Indian Ocean, such as Yellowfin, on the brink of collapse due to overfishing, the expedition is exposing destructive fishing methods which contribute to overfishing and harm a range of marine life including sharks and juvenile tuna.Byline: Will Rose

In tutto il mondo oltre 300 mila persone si sono unite a Greenpeace per chiedere a Thai Union, e a tutti i suoi marchi, di eliminare dalle filiere questi sistemi di pesca distruttivi.

Ma il colosso è ancora lontano dal garantire gli standard che tanto pubblicizza!

Ogni giorno nella maggior parte delle scatolette di tonno Mareblu vendute nei nostri supermercati finisce tonno pescato in Oceano indiano con questi metodi distruttivi, nonostante il marchio italiano ci avesse promesso di essere 100% sostenible entro la fine dell’anno!

Thai Union è il più grande produttore di tonno in scatola del mondo, e fornisce molte aziende oltre Mareblu: ad esempio la Mars (proprietaria del famoso marchio Whiskas di cibo per gatti) e la Bolton Alimentari (proprietaria di Riomare). 

Di recente Thai Union è stato anche coinvolto in uno scandalo internazionale sulla violazione dei diritti umani a danno dei lavoratori che operano nelle sue filiere produttive.

MAREBLU NON MANTIENE LE PROMESSE: ENTRIAMO IN AZIONE! 

Firma la petizione su www.tonnointrappola.it

Chiedi a Mareblu di rispettare gli impegni presi: eliminare dalle proprie scatolette tonno proveniente da pesca distruttiva e dare garanzie sulla tutela dei diritti dei lavoratori!

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