Questo sito utilizza cookie tecnici propri per migliorare la tua navigazione e cookie di terze parti per analisi statistiche e condivisione dei contenuti. Procedendo con la navigazione acconsenti all'uso di tutti i cookie. Per saperne di più clicca qui.

Gli USA fanno pressione sulla Commissione UE

News - 21 aprile, 2016
Il risultato? “Nuovi” OGM potrebbero sfuggire a valutazione dei rischi ed etichettatura

Cosa succede se gli Stati Uniti fanno costanti pressioni sulla Commissione europea sui prodotti ottenuti tramite gene-editing e altre nuove tecniche biotech? Che l’Europa decide di chiudere nel cassetto (come ha fatto ormai da mesi), il parere legale secondo cui questi prodotti ricadono a tutti gli effetti nella normativa UE sugli OGM.

Noi l’abbiamo denunciato oggi in un briefing che abbiamo pubblicato con CEO e GeneWatch, basandoci una serie di documenti interni della Commissione europea, ottenuti ai sensi della normativa europea di accesso agli atti.

OGM TRAVESTITI

La Commissione deve uscire allo scoperto e affermare una volta per tutte che le tecniche di gene-editing sono ingegneria genetica. I cittadini hanno il diritto di essere rassicurati sul fatto che la Commissione applicherà le norme degli OGM a tutti questi prodotti, indipendentemente da come sono stati realizzati. Questo è l'unico modo per garantire che alimenti biotech non entrino nella catena alimentare senza essere valutati e senza adeguata etichettatura!

LE PRESSIONI DEGLI USA

I documenti mostrano che le pressioni degli Stati Uniti si concentrano sulle potenziali barriere non tariffarie conseguenti all'applicazione delle norme europee sugli OGM, e suggeriscono che l'Ue dovrebbe ignorare gli standard di protezione per la salute e l'ambiente in materia di OGM!

IL TTIP IN AGGUATO PER LA LIBERA CIRCOLAZIONE DEGLI OGM

L’Ufficio del commercio statunitense (USTR) ha lamentato il fatto che le politiche europee sugli OGM "limitano l'importazione e l'uso di materie prime agricole statunitensi ottenute tramite biotecnologie".

Ecco la spiegazione delle pressioni USA: l’interesse principale è quello di spianare la strada al TTIP (Partenariato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti). Se il TTIP verrà finalizzato, gli Stati Uniti potranno finalmente ottenere quanto desiderano: l'Unione europea si ritroverà a sostituire progressivamente gli standard di sicurezza - compresi  quelli su alimenti, sicurezza dei prodotti di consumo e tutela ambientale - con norme più deboli, che più si adattano alle esigenze del mercato americano. Ogni tentativo di migliorare gli standard europei per proteggere il nostro ambiente e la nostra salute verrebbe neutralizzato, ancor prima di raggiungere il Parlamento europeo!

Insomma, ben diversamente da quanto affermato in Parlamento dal ministro Martina, gli OGM con il TTIP c’entrano e come: quell’accordo è il cavallo di troia con cui vogliono farci ingoiare gli OGM!

Noi non ci stiamo: nessun accordo di libero mercato può farci accettare standard che sono peggiorativi per i diritti dei cittadini e dell’ambiente!

Fermare il TTIP vuol dire tutelare i diritti e i beni comuni e costruire un altro modello sociale ed economico, equo e democratico: facciamolo insieme! Sabato 7 maggio a Roma ci sarà una grande manifestazione per ricordare a tutti che le persone, i diritti, l’ambiente, verranno sempre prima del mercato e delle sue regole.

Categorie