Erbe cinesi: elisir di salute o cocktail di pesticidi?

Pubblicazione - 2013-07-01
Tra novembre 2012 e aprile 2013, Greenpeace ha acquistato prodotti a base di erbe cinesi in sette mercati chiave per l'esportazione: Italia, Canada, Francia, Germania, Olanda, Regno Unito, e USA. Questi campioni sono stati inviati a un laboratorio indipendente per verificare l'eventuale presenza di residui di antiparassitari.

venerdì 28 giugno 2013

Pseudo-Ginseng Farms In Yunnan. © Simon Lim / Greenpeace

Dei 36 campioni testati, 32 contenevano residui di tre o più pesticidi. Nei campioni di caprifoglio acquistati in Canada e Germania, per esempio, sono stati trovati rispettivamente 24 e 26 pesticidi. Mentre in Italia, in soli 3 campioni è stata riscontrata la presenza di ben 23 residui di antiparassitari diversi, tra cui due vietati in Cina (carbofuran e phorate). I risultati ottenuti sono pubblicati nel rapporto internazionale "Chinese Herbs: Elixir of Health or Pesticide Cocktail?".

Leggi la sintesi in italiano "Erbe cinesi: elisir di salute o cocktail di pesticidi?"

Leggi il rapporto integrale in inglese "Chinese Herbs: Elixir of Health or Pesticide Cocktail?"

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