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Come annunciato, il nuovo presidente degli Stati Uniti Joe Biden avvierà ufficialmente il processo per il rientro degli Stati Uniti negli Accordi di Parigi sul clima. La decisione dà inizio a una nuova cruciale era per la diplomazia climatica globale, con gli Stati Uniti chiamati a compensare il loro impatto storico sul clima e a rimediare agli ultimi quattro anni di espansione dei combustibili fossili con Trump. 

Confermando alcune indiscrezioni riportate dalla stampa negli ultimi giorni, Biden ha inoltre revocato i permessi federali per Keystone XL, sistema di oledotti tra il Canada e gli Stati Uniti, il cui completamento era stato bloccato da Obama, per poi essere riavviato da Trump. 

«Rientrare negli Accordi di Parigi sul clima è una decisione inevitabile per il Presidente Biden. Siamo felici che l’annuncio arrivi al primo giorno in carica», commenta Janet Redman, direttrice delle campagne per il clima di Greenpeace USA. «Visto che tutto il mondo si appresta a raggiungere emissioni nette zero entro il 2050, gli Stati Uniti hanno la responsabilità di andare oltre e di arrivarci molto più velocemente. Ma per l’amministrazione Biden sul clima rientrare negli Accordi di Parigi è l’inizio, non il traguardo».

Per Greenpeace, Biden deve ora rimboccarsi le maniche e lavorare realmente per garantire giustizia climatica. Revocare i permessi federali per il Keystone XL è dunque un ottimo inizio. 

«Speriamo di vedere Biden compiere un passo ulteriore questa settimana, e fare tutto ciò che è in suo potere per fermare altri gasdotti pericolosi per il clima, come Line 3 e il Dakota Access», continua Redman. «Servono investimenti a favore dei lavoratori e delle comunità per garantire prosperità con un’economia basata sulle fonti rinnovabili. Per le comunità in prima linea nella crisi climatica e nell’emergenza COVID-19 non è sufficiente ricostruire meglio. Dobbiamo ricostruire abbandonando le fonti fossili», conclude. 

Dopo l’annuncio del suo impegno sugli Accordi di Parigi e la frenata sul Kystone XL, Biden deve continuare a mantenere la sua promessa, più complessiva, di dare priorità alla giustizia climatica, razziale ed economica. La campagna Build Back Fossil Free, promossa da Greenpeace e da tantissime altre realtà, identifica 25 azioni specifiche che Biden può intraprendere fin dal primo giorno di lavoro per affrontare la crisi climatica, porre fine al porre fine alle discriminazioni causate dall’uso di fonti fossili e migliorare il benessere di milioni di persone.

L’organizzazione ambientalista chiede al Presidente di approvare di un pacchetto coraggioso di ripresa economica in stile Green New Deal che creerebbe quasi 16 milioni di nuovi posti di lavoro. L’amministrazione Biden ha la possibilità di garantire ad altri milioni di persone l’accesso ai benefici delle tutele sindacali e all’assistenza sanitaria, con posti di lavoro che risanino il nostro clima piuttosto che inquinarlo.

Greenpeace esorta Joe Biden a utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione, comprese le azioni esecutive e l’approvazione di nuove leggi, per evitare ulteriori devastazioni climatiche e aiutare le persone a riprendersi dalla pandemia.