Greenpeace Italia ha realizzato la prima mappa in Italia della contaminazione da PFAS (composti poli e perfluoroalchilici) nelle acque potabili. Per cercare di ovviare alla scarsità o addirittura all’assenza di controlli da parte delle istituzioni, a settembre e ottobre 2024 abbiamo raccolto in tutta Italia 260 campioni di acqua potabile in 235 città da Nord a Sud, alla ricerca di PFAS. L’indagine ha monitorato per la prima volta anche i livelli di contaminazione da composti ultracorti come il TFA, ovvero alcuni PFAS che preoccupano la comunità scientifica e su cui non sono disponibili i dati pubblici nel nostro Paese.
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AGGIORNAMENTO AL FEBBRAIO 2026 SULLA SITUAZIONE DI AREZZO
Nel novembre 2024, una volta ottenuti gli esiti analitici, Greenpeace ha informato gli enti pubblici competenti (Regione, ASL e Comune di Arezzo). Dopo uno scambio di informazioni, il gestore Nuove Acque ha avviato una campagna di monitoraggio prelevando 7 campioni, sia in ingresso all’impianto di potabilizzazione che serve la città di Arezzo, quindi sull’acqua proveniente dall’invaso di Montedoglio, che in rete di distribuzione, incluso il punto di prelievo sul quale Greenpeace ha rinvenuto la presenza di PFAS. I risultati del monitoraggio straordinario condotto dal gestore, in conformità con gli esiti del 2020, hanno confermato una concentrazione di PFAS inferiore al limite di quantificazione in tutti i campioni. Il gestore ha quindi fornito informazioni rassicuranti. Per avere ulteriori conferme, nel corso del 2025, Greenpeace ha effettuato ripetuti campionamenti presso più fontane pubbliche ad Arezzo. Uno di questi campionamenti è stato effettuato congiuntamente proprio con NUOVE ACQUE S.p.A.
I risultati dei nuovi campionamenti hanno mostrato livelli molto più ridotti di PFAS, in alcuni campioni del tutto assenti/sotto i limiti strumentali, rispetto a quelli iniziali. Dati dunque tranquillizzanti.
Con i nuovi campionamenti si è valutata anche la presenza di Acidi Trifluoroacetico (TFA). La presenza di questa sostanza (pur restando sotto la soglia attualmente ammessa) conferma la necessità di un bando dei PFAS. Il TFA è spesso un prodotto di degradazione di PFAS (soprattutto nei pesticidi e nei gas fluorurati) ed è praticamente impossibile da eliminare con le attuali tecnologie di depurazione. I rischi da TFA sono attualmente in fase di valutazione da parte dell’Agenzia Europea per la Chimica. Ulteriori informazioni sul TFA sono nel briefing di Greenpeace “PFAS in bottiglia“.


