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L’Isola di Chiloé, in Cile, sta affrontando uno dei disastri ambientali più gravi della storia del Paese.
Solo nell’ultimo mese, migliaia di animali marini, tra cui uccelli, granchi e foche sono stati trovati a riva, morti sulle spiagge in concomitanza con il fenomeno noto come ‘marea rossa’, una fioritura incontrollata di alghe tossiche.
Attivisti e ricercatori di Greenpeace Cile sono andati sull’isola per documentare questo disastro che non è solo ambientale, ma anche sociale. La nostra solidarietà va ai pescatori e alle comunità colpite: chiediamo un’indagine ed esigiamo trasparenza per le persone colpite nella regione.La situazione è precipitata dopo che oltre 9mila tonnellate di salmoni in stato di decomposizione sono stati gettati al di fuori dell’area di allevamento, nella regione di Los Lagos, a sole 75 miglia dalla città di Ancud, senza che i cittadini ne fossero a conoscenza.

I pescatori dell’isola stanno protestando  per la mancanza di informazioni e la mancanza di assistenza da parte del governo. La pesca a Chiloé è stata bloccata e i pescatori chiedono un risarcimento per aver perso il loro sostentamento. Andrés, un venditore di crostacei locale, ha spiegato, “in questo momento, viviamo molti sentimenti contrastanti: tristezza, amarezza, impotenza […] Qui, dove sono state scaricate tonnellate di salmone, sono state usate sostanze chimiche per eliminare l’odore. Come possiamo escludere che questo non causi danni?”

In base a quanto emerso nelle prime ore, sembra che gli effetti negativi causati dal settore dell’allevamento del salmone (come ad esempio l’elevata presenza di antibiotici e sostanze chimiche) siano evidenti in questa faccenda.

La comunità locale e Greenpeace Cile sono ancora in attesa di una risposta ufficiale e di un piano a lungo termine per uscire da questa crisi.
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