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Un piano ben definito per riuscire a limitare con urgenza il riscaldamento globale. È quanto propone l’atteso “Special Report on 1.5 degrees Celsius”, presentato in Corea nelle scorse ore dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change – IPCC).

Il report mostra come le emissioni globali debbano essere dimezzate entro il 2030, per poi essere totalmente azzerate al massimo entro il 2050. Se infatti si dovesse continuare ad emettere CO2 ai ritmi odierni, ci si attende che la temperatura del Pianeta superi il grado e mezzo di aumento entro pochi anni.

Ma cosa suggerisce la scienza per evitare gli effetti peggiori dei cambiamenti climatici?

Lo riassumiamo in 10 punti.

  1. Un aumento di 2 gradi Celsius della temperatura media globale è assai più pericoloso di quello che si pensava nel 2015, quando fu firmato l’Accordo di Parigi. Il nuovo rapporto dell’IPCC sottolinea rischi significativamente più elevati per il genere umano, la biosfera e le economie.
  2. Limitare l’aumento della temperatura globale media a 1,5 gradi, invece che a 2 gradi, farebbe una grande differenza per la vita negli oceani e sulla terra. Proteggerebbe centinaia di milioni di persone dalle ondate di calore estreme, dimezzerebbe l’aumento della popolazione che soffrirà la scarsità d’acqua e aiuterebbe a raggiungere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile e di sradicare la povertà.
  3. Limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi o meno, è un obiettivo sfidante ma ancora raggiungibile, se saremo veloci, determinati e fortunati, e se acceleriamo le azioni su tutti i fronti.
  4. Esistono già le soluzioni che possono farci dimezzare le emissioni globali di gas a effetto serra entro il 2030, in maniera da sostenere gli obiettivi di sviluppo e darci società più sane e prospere.
  5. I prossimi anni sono quelli cruciali per portare il mondo in una traiettoria di trasformazione e ridurre le emissioni di carbonio, aumentare le aree forestate per giungere a emissioni nette nulle entro e non oltre la metà del secolo. Con gli attuali obiettivi di riduzione di emissioni al 2030 non abbiamo speranza di farcela. I Paesi devono fissare obiettivi più ambiziosi.
  6. Dobbiamo pensare in grande ad ogni livello, coinvolgendo tutti. La sfida non ha precedenti e non sarà vinta solo con la tecnologia o l’economia. Abbiamo bisogno di una migliore governance, e una più profonda comprensione delle trasformazioni di sistema e di come motivare per il cambiamento. E abbiamo bisogno di prepararci per gli impatti e le perdite che non potranno più essere evitate, soddisfacendo le necessità delle persone più a rischio.
  7. Siamo già a 1 grado Celsius sopra i livelli preindustriali. Se le temperature continueranno a crescere alla velocità attuale, il livello di 1,5 gradi verrebbe raggiunto tra il 2030 e il 2052.
  8. Un ulteriore aumento di 0,5 gradi aumenterebbe di molto i rischi e gli impatti dei cambiamenti climatici. Già con 1,5 gradi si potrebbero destabilizzare le calotte glaciali, uccidere fino al 90 per cento dei coralli e causare gravi problemi agli ecosistemi marini, all’Artico e alle persone.
  9. Il degrado ambientale in generale, e i cambiamenti climatici in particolare, sono già oggi tra le cause scatenanti di notevoli spostamenti di popolazioni sfollate costrette ad abbandonare i loro territori per sfuggire a siccità, inondazioni, carestie. Questa tendenza sta purtroppo aggravandosi e con un aumento di 2 gradi i flussi migratori sarebbero certamente ingestibili e incontrollabili.
  10. Limitare l’aumento a 1,5 gradi comunque ridurrebbe gli ulteriori rischi e impatti in modo significativo come rappresentato nella tabella successiva.

Impatti e rischi: scenari a 1,5°C e 2°C

Calotte di ghiaccio: punto di non ritorno

L’instabiltà di Groenlandia e Antartide, che potrebbe portare allo scioglimento di ghiacci e al relativo aumento del livello dei mari di diversi metri, avverrebbero tra i 1,5°C – 2°C di aumento della temperatura globale

Eventi estremi

Previsto sostanziale incremento degli eventi estremi con aumento tra 1,5°C e i 2°C

Ondate di calore

Un aumento di 1,5°C, rispetto ai 2°C, ridurrebbe di circa 420 milioni di unità il numero di persone esposte con frequenza a ondate di calore

Livello dei mari

Un aumento di 1,5°C, rispetto ai 2°C, ridurrebbe di circa 10 milioni di unità il numero di persone esposte ai rischi di innalzamento dei mari

Scarsità di acqua

La proporzione di popolazione mondiale esposta a scarsità di acqua si ridurrebbe del 50% in uno scenario a 1,5°C rispetto ai 2°C

Povertà e rischi multi-settoriali

Un numero quattro volte maggiore di persone sarebbe esposto a povertà e rischi multisettoriali nello scenario a 2°C rispetto a 1.5°C (86- 1.229 milioni vs 24-357 milioni)

Sistema alimentare

Un aumento di 2°C, rispetto a 1,5°C, vorrebbe dire decuplicare il numero di persone esposte a carestie

Servizi degli ecosistemi

Con uno scenario a 1,5°C rispetto ai 2°C, ci sarebbero importanti benefici per l’acqua dolce, per gli ecosistemi terrestri e costieri e per la conservazione dei loro servizi all’umanità

Perdita di specie e estinzioni

Il numero di specie che perderebbero la metà dei loro individui sarebbe ridotta del 50% per piante e vertebrati e del 66% per gli insetti con uno scenario a 1,5°C, anziché a 2°C

Ecosistemi

L’area della Terra soggetta a cambiamenti degli ecosistemi sarebbe ridotta della metà a 1,5°C rispetto a 2°C

Artico

Il rischio di avere un Artico senza ghiacci sarebbe ridotto a una possibilità al secolo a 1,5°C, rispetto a una possibilità ogni 10 anni a 2°C

Permafrost

Stabilizzare la temperatura media globale a 1,5 °C invece che 2 °C salverebbe circa 2 milioni di chilometri di permafrost

Impatti sugli oceani

Gli ecosistemi marini, che stanno già sperimentando cambiamenti su larga scala, presentano una soglia critica stimata da 1,5°C in su

Coralli

I coralli in acque calde perderebbero il 70-90% di copertura a 1,5°C e il 99% a 2°C di riscaldamento globale

Pesca

Con 1,5°C la diminuzione del pescato globale annuale si ridurrebbe della metà rispetto allo scenario a 2°C