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G7 Energia a Roma: abbiamo incontrato il Ministro Calenda

News - 10 aprile, 2017
Abbiamo portato con noi un gigantesco termometro: la temperatura si alza e il Pianeta non può più aspettare

I nostri attivisti hanno consegnato oggi, secondo e ultimo giorno di lavori del G7 Energia, un mega termometro, simbolo della temperatura che sale, ai leader delle 7 potenze mondiali in riunione a Roma.

Il messaggio è chiaro: Planet Earth first, #resist!

  

Ricevuti dal ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, Presidente di turno del G7 energia,  abbiamo ricordato che gli impegni presi alla Conferenza sul Clima di Parigi due anni fa vanno rispettati, così come vanno isolate le posizioni negazioniste e anti-scientifiche della nuova amministrazione Trump, rappresentata al G7 Energia dal segretario di stato del dipartimento energia, Rick Perry.

Il ministro Calenda ci ha confermato che c’è la volontà di rispettare gli impegni presi alla COP21 e che l’Italia farà la sua parte, ma questo non basta. Se davvero vogliamo mantenere l’aumento di temperatura entro i 2°C, o ancor meglio sotto la soglia di 1.5°C, bisogna fare molto di più. E l’Italia, che ha la presidenza di turno del G7, deve dare l’esempio non limitandosi a fare i compiti a casa ma facendo pressione su chi non sembra prendere sul serio i cambiamenti climatici!

L’anno scorso tre dei Paesi del G7 (Canada, Regno Unito e Francia) hanno annunciato le date in cui abbandoneranno completamente il carbone, la più importante fonte di emissioni di CO2, e non solo: l’avanzata di questa fonte inquinante ha subito un brusco rallentamento in Cina e India e, a livello globale, l’avvio di nuovi cantieri per realizzare centrali a carbone ha avuto un calo del 62%.

Insomma, il futuro è rinnovabile, e dovrebbe esserlo anche il presente. 

Secondo quanto dichiarato da Calenda, nella settimana del 18 aprile verrà presentata in audizione alla Camera la nuova Strategia Energetica Nazionale.

L’auspicio è che non sia l’ennesimo piano energetico basato sulle fonti fossili, ma purtroppo la decisione di separare la SEN dal Piano integrato energia e clima sembrerebbe confermare l’idea del ministro di mettere al centro del piano energetico il gas, senza prendere impegni per un definitivo abbandono del carbone.

Speriamo che il ministro ci smentisca con i fatti, ma ad oggi il governo sembra avere davvero poca ambizione! Non è quello che ci aspettiamo da un Paese presidente del G7, e non smetteremo di farlo presente al governo!

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