Molte volte sentiamo dire che le fonti rinnovabili, da sole, non sarebbero in grado di soddisfare il nostro fabbisogno energetico. Con tre rapporti realizzati in collaborazione con il famoso Centro tedesco di ricerca DLR (Centro Aerospaziale Tedesco), Greenpeace mostra l’infondatezza di quest’affermazione, usata strumentalmente dalle compagnie che traggono i propri profitti dallo sfruttamento delle fonti fossili, per screditare lo sviluppo alle fonti rinnovabili.
La serie di rapporti “Energy Revolution” mostra che è possibile ridurre drasticamente le emissioni mondiali di gas serra al 2050, per salvare il Pianeta da effetti climatici irreversibili e rilanciare l’economia mondiale proprio a partire da una rivoluzione energetica nel modo con cui
produciamo e consumiamo energia. In breve, le tecnologie rinnovabili sono “win-win-win”: vincenti per la sicurezza energetica, vincenti per il clima, vincenti per l’economia e per la creazione di milioni di nuovi posti di lavoro verdi nel mondo.
In Europa le fonti rinnovabili hanno la potenzialità di soddisfare l’88% dei consumi di elettricità e il 56% dell’energia primaria (che comprende riscaldamento e trasporti). Questo risultato è possibile se si realizzano misure di efficienza energetica in tutti i settori. Tramite l’efficienza energetica sarà infatti possibile ridurre i consumi finali rispetto alla situazione attuale.
I costi della rivoluzione energetica sono inesistenti perché la riduzione nella spesa europea di fonti fossili ripaga abbondantemente gli investimenti da fare nel settore delle rinnovabili. In pratica, la rivoluzione energetica non ha senso solo a livello ambientale, ma anche economico e occupazionale. Chi non accetta questa sfida oggi, programma l’arretratezza dell’Italia di domani.