Una profonda disuguaglianza nell’accesso al trasporto pubblico colpisce i Paesi europei, dove in alcuni casi fino al 56% della popolazione nazionale non dispone di alcun servizio nella propria zona di residenza. È quanto emerge dalla nuova ricerca commissionata all’Oeko-Institut da Greenpeace Europa centro-orientale (CEE) e pubblicata oggi nel report Access Denied: Transport Poverty in Europe (“Accesso negato: povertà dei trasporti in Europa”).

Il rapporto dell’organizzazione ambientalista rivela che nel 90% dei Paesi europei analizzati oltre la metà della popolazione non utilizza il trasporto pubblico regolarmente. Con l’eccezione di Svizzera, Lussemburgo ed Estonia, in media oltre il 50% dei cittadini utilizza il trasporto pubblico meno di una volta al mese o mai. In Italia la popolazione che non utilizza quasi mai o mai il trasporto pubblico arriva all’80%, il secondo dato più alto dietro a Cipro. 

La mancanza di valide soluzioni di trasporto esclude, di fatto, molti cittadini da servizi pubblici e infrastrutture sociali essenziali, lasciando fino al 19% della popolazione senza altra scelta se non quella di possedere un’auto, con conseguente aumento delle spese familiari e delle emissioni di gas serra. Non tutti, inoltre, sperimentano la povertà dei trasporti nella stessa maniera. La disparità è anche demografica: donne e anziani sono le categorie più colpite da problemi di sicurezza e accessibilità che spesso rendono il trasporto pubblico un’opzione difficilmente praticabile. L’Italia risulta tra gli ultimi Paesi dove le persone utilizzano il trasporto pubblico perché l’accesso è percepito come troppo difficile o insicuro.

«Il trasporto pubblico non è un lusso, ma uno strumento fondamentale per condurre una vita dignitosa, e il fatto che milioni di europei siano tagliati fuori da opportunità di lavoro, assistenza sanitaria e possibilità di socialità è una condizione che non possiamo accettare», dichiara Federico Spadini di Greenpeace Italia. «Abbiamo bisogno di trasporti accessibili, sicuri, affidabili, socialmente inclusivi e rispettosi del clima in tutta Europa. Il governo italiano e i governi europei devono investire in un sistema che ponga fine alla povertà dei trasporti e metta al centro le persone e il pianeta».

Per garantire tale sistema, Greenpeace chiede ai leader europei l’introduzione di “biglietti climatici” economici e facilmente accessibili, una pianificazione regionale e territoriale integrata e investimenti in infrastrutture che garantiscano la sicurezza di chi si sposta. Greenpeace chiede inoltre un’adeguata tassazione dei super-ricchi per sbloccare le risorse necessarie a trasformare questa visione in realtà per ogni cittadino europeo.

Il report di Greenpeace CEE sulla povertà dei trasporti in Europa si può leggere QUI.