
In risposta al voto favorevole espresso oggi dalla Camera dei deputati al disegno di legge delega in materia di energia nucleare, Chiara Campione, Direttora esecutiva di Greenpeace Italia, commenta:
«Il governo presenta il ritorno al nucleare come una scelta pragmatica, ma in realtà sta costruendo l’ennesimo alibi per rallentare l’uscita dell’Italia dai combustibili fossili. Rinnovabili, reti, accumuli ed efficienza sono soluzioni già disponibili, più rapide, più diffuse e più democratiche. Invece di accelerare su questa strada, il governo preferisce inseguire una promessa lontana, costosa e incerta. Anche nelle previsioni più ottimistiche, il nucleare non produrrebbe energia prima della prima metà degli anni Trenta: troppo tardi per rispondere alla crisi climatica, alla dipendenza dal gas e al caro energia. La verità è che le rinnovabili fanno paura proprio perché possono liberarci rapidamente da gas e petrolio, riducendo il potere di chi controlla il sistema energetico basato sui combustibili fossili. Prima il gas come presunta garanzia di sicurezza, ora il nucleare come promessa per il futuro: più che una strategia energetica, sembra una corsa a ostacoli costruita apposta per ritardare ulteriormente la transizione verso le fonti rinnovabili».


