Davos, 20 January 2025 - Greenpeace activists from various countries blocked the arrivals of the participants of the World Economic Forum in Davos, Switzerland at the heliport Lago.

The Greenpeace International peaceful protest aimed to hold polluting elites accountable and call on governments to tax the super-rich to fund climate, environmental and social action.

Nel primo giorno del World Economic Forum (WEF), tredici attivisti e attiviste di Greenpeace provenienti da tutta Europa hanno bloccato i delegati in arrivo all’eliporto sul Lago di Davos, in Svizzera. Con questa protesta pacifica l’associazione ambientalista ha voluto denunciare l’irresponsabilità delle élite inquinanti e chiedere ai governi di tassare i super-ricchi per finanziare azioni a favore della giustizia climatica e sociale.

«È un oltraggio che politici e amministratori delegati delle aziende più grandi al mondo si riuniscano a Davos per discutere all’infinito mentre il mondo brucia a causa della crisi climatica e le persone lottano per una vita dignitosa», dichiara Clara Thompson, portavoce di Greenpeace a Davos. «Disuguaglianze economiche e crisi ambientali sono intrinsecamente legate: se vogliamo risolverle i super-ricchi devono pagare la loro giusta quota di tasse. I soldi non mancano, ma al momento sono nelle tasche sbagliate. È ora di far pagare il conto alle élite più ricche e mettere un freno al loro stile di vita inquinante».

Secondo una nuova analisi di Greenpeace International, infatti, solamente in Europa si potrebbero raccogliere 185 miliardi di euro all’anno tassando i super-ricchi. Le entrate generate potrebbero essere investite in interventi a beneficio delle persone e del pianeta, come per esempio il risparmio energetico, i trasporti pubblici e le case green a prezzi accessibili.

La protesta di Greenpeace giunge a pochi giorni dalla conferma che il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato, causa di eventi meteorologici estremi sempre più frequenti e intensi, come ad esempio gli incendi di Los Angeles di questi giorni o le alluvioni in Emilia-Romagna dello scorso anno. Nel frattempo le disuguaglianze aumentano, con un divario enorme fra pochissimi super-ricchi e la maggioranza della popolazione mondiale. Sfide globali di questa portata necessitano di interventi concreti e urgenti, e non della passerella dei potenti del pianeta a Davos.

«Il 2025 offre opportunità cruciali per riformare le norme fiscali globali, e le richieste di una tassazione equa non possono più essere ignorate. Per questo Greenpeace, insieme a un’alleanza di 200 soggetti della società civile, sindacati internazionali e moltissimi Paesi del mondo, chiede una Convenzione quadro delle Nazioni Unite sulla cooperazione fiscale internazionale. I governi devono mostrare autorevolezza in questo periodo di crisi globale e andare a prendere i soldi dove veramente sono: nelle tasche dei super-ricchi», conclude Thompson.

Le foto e i video della protesta di Greenpeace a Davos si possono trovare qui QUI.

L’analisi di Greenpeace sulla tassazione dei super-ricchi in Europa si può trovare QUI.