Il Parlamento europeo ha votato a favore dell’approvazione di un accordo commerciale tra l’Unione europea e gli Stati Uniti che prevede l’azzeramento dei dazi doganali sui prodotti statunitensi da parte dell’UE, in cambio di un tetto massimo del 15% sui dazi applicati dagli Stati Uniti alle merci europee. L’accordo è inoltre legato all’impegno dell’Unione europea a importare entro la fine del 2028 energia dagli Stati Uniti per un valore complessivo di 750 miliardi di dollari, principalmente petrolio e gas.
Secondo Greenpeace questo voto sancisce l’accettazione da parte delle istituzioni europee di una strategia commerciale fondata sulla pressione indebita e sulle minacce tariffarie esercitata dall’amministrazione Trump, che danneggia i cittadini europei e il clima del pianeta.
«Questo voto equivale a una capitolazione di fronte alle tattiche intimidatorie di Trump, dimostrando che l’intimidazione funziona», dichiara Eva Corral di Greenpeace UE. «Le ripetute crisi energetiche dell’Europa derivano da un’eccessiva dipendenza dai combustibili fossili, quindi sostituire un fornitore inaffidabile con un altro fornitore inaffidabile non fa che aggravare il problema. Ogni mese emergono nuove prove del fatto che potenziare le energie rinnovabili e ridurre gli sprechi energetici sia il modo migliore per evitare aumenti dei prezzi, contenere le bollette delle famiglie e fermare l’inquinamento».
Già nel 2025 gli Stati Uniti fornivano il 27% delle importazioni di gas dell’Unione europea. Secondo le proiezioni dell’Institute of Energy Economics and Financial Analysis, nel 2026 gli Stati Uniti dovrebbero fornire i due terzi del gas liquefatto dell’UE, con una quota destinata a salire all’80% entro il 2028 o il 2029. Greenpeace avverte che l’aumento delle importazioni di petrolio, gas e energia nucleare dagli Stati Uniti comprometterebbe la sicurezza e l’indipendenza energetica dell’Europa, oltre ad accelerare la crisi climatica.
«Questa scelta avvantaggia, per l’ennesima volta, le grandi aziende del petrolio e del gas come l’italiana Eni che ha firmato solo un anno fa un accordo ventennale di acquisto di GNL dagli Stati Uniti», dichiara Simona Abbate, campaigner Clima ed Energia di Greenpeace Italia. «Una decisione in contrasto con le raccomandazioni degli stessi consulenti scientifici dell’Unione europea, che indicano nella rapida diffusione delle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica la strada maestra per ridurre le emissioni climalteranti».

