Il 16 febbraio ci sarà la prima udienza della Giusta Causa, la causa civile intentata lo scorso 9 maggio nei confronti di ENI, Cassa Depositi e Prestiti e Ministero dell’Economia e delle Finanze da 12 cittadine e cittadini, Greenpeace Italia e ReCommon. Nell’ambito del contenzioso climatico, ENI ha chiesto una consulenza tecnica a personalità tutt’altro che indipendenti. Anche a chi, a più riprese, ha espresso posizioni negazioniste in fatto di riscaldamento globale.
Articoli correlati
-

Incendi in Francia e Spagna resi più probabili dalla crisi climatica. Greenpeace: «Occorre tassare le aziende fossili per finanziare la transizione energetica»
Un nuovo studio di World Weather Attribution dimostra che il cambiamento climatico ha reso molto più probabili gli incendi estremi che stanno devastando Francia e Spagna
-

Caldo estremo e profitti fossili: Eni raddoppia gli utili nel secondo trimestre mentre una nuova ondata di calore colpisce l’Italia. Greenpeace: «È ora di tassare i colpevoli della crisi climatica»
Eni raddoppia i profitti con petrolio e gas mentre caldo estremo e incendi colpiscono l’Europa. Greenpeace denuncia il modello fossile della compagnia e chiede una tassa permanente sui profitti delle aziende fossili
-

Processo Eni-Greenpeace a Ravenna: assolti gli attivisti, il Tribunale conferma che protestare per il clima non è un crimine
Il Tribunale di Ravenna ha assolto18 attivisti e attiviste di Greenpeace Italia coinvolti nell’azione di protesta nonviolenta realizzata il 29 settembre 2021 sulle piattaforme offshore Porto Corsini di Eni, al largo di Ravenna.