Cambiamenti climatici, pesca eccessiva, estrazioni minerarie, trivellazioni, plastica: i nostri oceani subiscono di tutto per colpa dell’avidità umana. Spesso sono proprio le zone d’Alto Mare,…

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Immersioni al largo di Portofino durante il tour 2020 Difendiamo il mare (credits Lorenzo Moscia)

In questi giorni, durante il nostro tour “Difendiamo il mare” a bordo della barca Bamboo della Fondazione Exodus, siamo arrivati nell’Area marina protetta di Portofino, una delle aree più belle e ricche di biodiversità dei nostri mari.

Qui abbiamo svolto delle immersioni di monitoraggio sulla flora e fauna marina costiera con i ricercatori del DiSTAV dell’Università di Genova e gli esperti dell’Area Marina Protetta per il Progetto “Mare Caldo  e abbiamo potuto verificare che anche qui sono evidenti gli impatti dei cambiamenti climatici.

Gli effetti che abbiamo osservato sono simili a quelli  provocati dal riscaldamento del mare all’isola d’Elba: se da un lato i fondali sono ricchi di pesce e pareti di corallo rosso, dall’altro le bellissime foreste di gorgonie rosse e gialle mostrano i danni di precedenti ondate di calore e sono ricoperte da mucillagine, presente fino a oltre trenta metri, e sono sempre più frequenti specie tipiche di acque più calde (come i barracuda e la donzella pavonina).

L’AMP di Portofino dal 2015 ha posizionato dei termometri in mare, che hanno registrato negli ultimi anni un aumento delle temperature con un picco di ben 21 gradi centigradi a 40 metri di profondità a fine ottobre 2018 (contro i 18 normalmente registrati), evento estremo che ha causato estese morie degli organismi più sensibili come le gorgonie, con la scomparsa della nacchera di mare (Pinna nobilis) sterminata da un protozoo favorito proprio dalle alte temperature marine. Quest’anno già a metà giugno i sensori hanno rilevato picchi di temperatura di ben 20 gradi centigradi fino a 35 metri di profondità.

Quella di Portofino è l’Area marina protetta più a nord dei mari Italiani e il fatto che anche qui le temperature aumentano fa temere per il futuro della biodiversità marina.

Il Progetto “Mare caldo”, iniziato con una stazione pilota all’Isola d’Elba per il monitoraggio delle temperature marine, sta crescendo: oltre all’AMP di Portofino, anche quella di Capo Carbonara – Villasimius in Sardegna e quella del Plemmirio in Sicilia, hanno aderito al progetto, e installeranno a breve dei termometri in mare. Il progetto condividerà i propri dati con quelli della rete mediterranea T-Med NET, di cui l’AMP di Portofino fa già parte partecipando anche al progetto MPA Engage per sensibilizzare e formare sull’impatto dei cambiamenti climatici i principali attori coinvolti nella gestione del territorio.

Dall’inquinamento da plastica all’impatto dei cambiamenti climatici, il mare sta soffrendo a causa dell’impatto dell’uomo, non vi è più tempo da perdere se vogliamo salvare le creature che lo abitano. Come si fa? Dobbiamo tagliare le emissioni dei gas serra e sviluppare la rete di aree protette in linea con l’impegno dell’Italia di proteggere entro il 2030 il 30% dei propri mari. Se il mare viene tutelato, la biodiversità è in grado di affrontare meglio i cambiamenti in atto!

Immersioni al largo di Portofino durante il tour 2020 Difendiamo il mare (credits Lorenzo Moscia)