Può la burocrazia bloccare perfino il sole? Decisamente sì, e in Italia succede più spesso di quanto si possa immaginare.

È ciò che sta accadendo a Lampedusa, dove il progetto di un impianto fotovoltaico da 40 kW da installare sul tetto del palazzo comunale è già stato approvato, ma è almomento bloccato.

Una storia che sa tanto di già visto.

Ci sono i fondi messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico, c’è un bando di gara aperto dall’amministrazione comunale, c’è un’azienda che si aggiudica questo bando e presenta un progetto, e c’è anche l’approvazione della Soprintendenza che completa la trafila autorizzativa ma…a causa dei troppi passaggi burocratici, il bando per accedere ai fondi di finanziamento si è ormai chiuso. Risultato: tutto fermo.

Un vero peccato, dato che grazie a questo impianto il Comune di Lampedusa risparmierebbe all’incirca 200 mila euro ed eviterebbe l’immissione in atmosfera di quasi 300 tonnellate di CO2, l’equivalente di oltre 1 milione di km percorsi da un veicolo.

Un’iniziativa doppiamente importante per una realtà che – come tutte le altre isole minori italiane non connesse alla rete elettrica nazionale – produce la quasi totalità della propria energia dal petrolio. Energia sporca, inquinante e anche particolarmente costosa, pagata da tutti i cittadini con oltre 60 milioni di euro l’anno in bolletta.

Per questo, in occasione dei festeggiamenti per i 30 anni di attività nel nostro Paese, GreenpeaceItalia ha lanciato il progetto “Accendiamo il sole”. Vogliamo sbloccare questa beffarda situazione e regalare energia pulita all’isola di Lampedusa.

In pochi giorni centinaia di persone hanno già aderito al nostro appello. Un importante e concreto segnale di cambiamento, sintomo che se i cittadini italiani da un lato sono stanchi dei combustibili fossili, dall’altro sono ancora più stufi di veder andare in fumo delle sacrosante iniziative che

porterebbero vantaggi ambientali ed economici ma che, a causa di continui ostacoli burocratici, finiscono in un vicolo cieco. Il tutto mentre magari l’ennesimo mega centro commerciale (con annesse cementificazioni) viene autorizzato e costruito in men che non si dica.

Durante la campagna referendaria dello scorso aprile, Matteo Renzi ha annunciato di voler ottenere il 50 per cento di elettricità da fonti rinnovabili entro la fine del proprio mandato. A distanza di poche settimane questa promessa sembra essere già svanita nel nulla e, anzi, tutti i provvedimenti adottati dal governo in tema di energia vanno in direzione contraria.

Se davvero il Presidente del Consiglio volesse fare qualcosa di concreto in favore dell’ambiente dovrebbe semplificare proprio quei processi autorizzativi colpevoli di bloccare progetti come questo di Lampedusa, di allontanare gli investimenti in rinnovabili nel nostro Paese, e scoraggiare quei cittadini che vogliono installare un piccolo impianto solare sul proprio tetto.

Tutti insieme stiamo accendendo il sole a Lampedusa, basterebbe poco per farlo in tutta Italia.

Per partecipare, vai su www.accendiamoilsole.it e dona per realizzare il progetto!

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