
Quanto spesso mangi cibo da asporto? E i piatti pronti precotti? O magari a volte ti capita di riscaldare al microonde gli avanzi che avevi in frigo? In ognuno di questi casi, è molto probabile che il contenitore che hai usato fosse di plastica.
Le vaschette in plastica sono comode e convenienti, è innegabile: ma possono nascondere dei pericoli per la nostra salute? Per rispondere a questa domanda, abbiamo deciso di indagare più a fondo: ecco cosa abbiamo scoperto.
Aiutaci a chiedere un Trattato globale che riduca l’uso di imballaggi in plastica!
Quello che succede davvero quando scaldi il cibo nella plastica
Dovremmo preoccuparci del fatto che molti dei cibo precotti siano confezionati in plastica?
Da quanto abbiamo avuto modo di rilevare, la risposta è sì.
Per arrivare a questa conclusione abbiamo analizzato 24 studi articoli pubblicati su riviste scientifiche e raccolto i risultati nel report Are We Cooked? The Hidden Health Risks of Plastic-Packaged Ready Meals.
Cosa è venuto fuori?
Che riscaldare nel microonde o nel forno cibi pronti e da asporto confezionati in contenitori di plastica può rilasciare centinaia di migliaia di particelle di microplastiche e nanoplastiche direttamente negli alimenti, insieme a una miscela di sostanze tossiche.
Una vera assurdità, se consideriamo che parliamo di prodotti che spesso sono etichettati come “adatti al microonde” o “adatti al forno”.

Quanta plastica ci mangiamo?
La quantità di plastiche e microplastiche rilasciate quanto si scaldano i cibi in contenitori di plastica cambia a seconda dello studio preso in esame, ma una cosa è certa: negli alimenti finiscono cose che non dovrebbero esserci.
Uno studio ad esempio ha rilevato che, dopo soli cinque minuti di riscaldamento al microonde, nei simulanti alimentari1 si disperdono dalle 326 mila alle 534 mila particelle2: fino a sette volte in più rispetto al riscaldamento in forno.
Il problema chiaramente non riguarda solo i contenitori dei cibi pronti, ma anche i contenitori in plastica vecchi, graffiati o riutilizzati che abbiamo in casa, che sono proprio i più problematici: la plastica usurata, infatti, rilascia quasi il doppio delle particelle di microplastica rispetto agli imballaggi nuovi.
Mettiamo fine all’era della plastica!

Gli imballaggi in plastica contengono anche diverse sostanze chimiche pericolose
Diversi studi hanno evidenziato che – una volta riscaldati al microonde – i campioni di plastica comune come polipropilene e polistirene rilasciano nei cibi o nei simulanti alimentari additivi chimici, inclusi plastificanti e antiossidanti3. In altre parole, il riscaldamento aumenta drasticamente la contaminazione chimica di ciò che mangiamo.
Ma perché nella plastica si trovano queste sostanze? Alcune – come plastificanti, stabilizzanti o antiossidanti – vengono aggiunte per rendere la plastica funzionale. Altre vengono aggiunte involontariamente, a seguito di processi di produzione, stoccaggio o quando gli ingredienti della plastica interagiscono con la luce, con gli alimenti, con il calore o come composti di degradazione quando l’imballaggio inizia a degradarsi.
Le sostanze chimiche tossiche che possono finire nella plastica risultano oltre 4.200 e la maggior parte non è regolamentata negli imballaggi alimentari4. Tra queste ci sono i ftalati, i bisfenoli e i PFAS, sostanze associate a effetti sulla salute a lungo termine come squilibrio ormonale, cancro e danni riproduttivi5.
Ma non è tutto. Almeno 1.396 sostanze chimiche presenti nelle plastiche che vengono a contatto con gli alimenti sono state rilevate anche nel corpo umano: non è una buona notizia viste le crescenti evidenze che collegano l’esposizione a queste sostanze con disturbi del neurosviluppo, malattie cardiovascolari, obesità e diabete di tipo 26.
Chiedi insieme a noi ai Governi di ridurre la produzione di plastica!

Cosa possiamo per proteggerci?
Evitare la plastica e i prodotti chimici a base di plastica nel mondo moderno è una sfida, perché vengono utilizzati in moltissimi prodotti di uso quotidiano. Ma ci sono alcuni accorgimenti che possiamo adottare:
- Prima di cucinare o riscaldare il cibo in confezioni di plastica, trasferiscilo in contenitori adatti come acciaio inossidabile per il forno o vetro adatti al microonde
- Evita di riscaldare alimenti ricoperti da pellicola trasparente, e dove possibile, sciacqua la superficie del cibo avvolto nella pellicola trasparente per rimuovere eventuali microplastiche
- Evita di mettere cibi caldi in contenitori di plastica
Chiedi con noi un Trattato globale efficace contro la plastica!
I Governi devono fare la loro parte: servono leggi per ridurre gli imballaggi in plastica!
Diciture come “adatto al microonde” o “adatto al forno” offrono ai consumatori una falsa rassicurazione, dato che a livello globale mancano tuttora delle linee guida normative adeguate sulle microplastiche rilasciate dagli imballaggi alimentari. Nonostante gli allarmi scientifici comprovati, la risposta è caratterizzata da negazionismo industriale e ritardi normativi.
Non possiamo affidarci a promesse fuorvianti delle aziende: sono i Governi a dover intervenire al al più presto adottando un trattato che protegga la salute umana e riduca la produzione di plastica alla fonte. A questi ritmi, infatti, si stima che la produzione attuale di plastica raddoppierà i volumi del 2015 entro il 2030-35 per triplicarli entro il 2050.
Ad agosto 2025, dopo tre anni di negoziati e speranze, il percorso verso un Trattato globale contro l’inquinamento da plastica ha subito un nuovo stop: quanto ancora dobbiamo aspettare per avere una legge vincolante che riduca finalmente l’uso della plastica, vincoli le grandi multinazionali a vendere più prodotti sfusi o con packaging riutilizzabile e renda ogni Paese responsabile della gestione dei propri rifiuti?
Mettiamo fine all’era della plastica!
Chiedi insieme a noi azioni concrete affinché sia raggiunto un accordo per un Trattato globale contro l’inquinamento da plastica.
- sostanze che simulano il comportamento e le caratteristiche di alcuni alimenti. Vengono usate per verificare l’idoneità di un determinato materiale per il contatto alimentare. ↩︎
- Guo X., Dai H., He L., 2024, Migration testing of microplastics from selected water and food containers by Raman microscopy. Journal of Hazardous Materials, 2024 Jan 15;462:132798. doi: 10.1016/j.jhazmat.2023.132798 ↩︎
- Jin T., Liu Y., Lyu H., He Y., Sun H., Tang J., Xing B., 2024, Plastic takeaway food containers may cause human intestinal damage in routine life usage: Microplastics formation and cytotoxic effect,
Journal of Hazardous Materials, Volume 475, 2024, 134866, ISSN 0304-3894,
https://doi.org/10.1016/j.jhazmat.2024.134866 ↩︎ - Monclús, L., Arp, H.P.H., Groh, K.J. et al., 2025, Mapping the chemical complexity of plastics. Nature 643, 349–355 (2025). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09184-8 ↩︎
- Wagner M., et al. 2024, State of the Science on Plastic Chemicals – Identifying and Addressing Chemicals and Polymers of Concern, Zenodo, doi: 10.5281/zenodo.10701706. Also see https://plastchem-project.org/ ↩︎
- Landrigan, P.J., et.al. 2025, The Lancet Countdown on health and plastics, The Lancet,
Volume 406, Issue 10507, 2025, Pages 1044-1062, ISSN 0140-6736, https://doi.org/10.1016/S0140-6736(25)01447-3 ↩︎


