Per la prima volta, abbiamo guidato una spedizione unica nel suo genere: ci siamo addentrati nelle profondità dell’Artico.
Insieme a un team di scienziati esperti abbiamo esplorato la vita e le meraviglie di una delle zone più remote e meno conosciute della Terra, e siamo rimasti sbalorditi da ciò che abbiamo scoperto.
La spedizione, durata un mese, si è conclusa il 4 giugno a Bergen, in Norvegia. Ecco com’è andata!
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Alla scoperta del Banana Hole
L’area che abbiamo esplorato è il “Banana Hole”, un crocevia vitale per le balene e un habitat unico per la vita sottomarina.
Si trova nell’Artico norvegese, in acque internazionali, tra le Svalbard e l’isola di Jan Mayen, a est della Groenlandia, ed è una delle zone che nel 2024 il governo di Oslo aveva aperto alle attività di estrazione mineraria nei fondali marini. Ma grazie alle proteste delle organizzazioni ambientaliste (tra cui Greenpeace), della comunità scientifica, dei pescatori e dei partiti ecologisti, queste attività sono state sospese almeno fino al 2029.
Siamo venuti qui per raccogliere prove scientifiche, studiare habitat mai osservati prima e bloccare la concessione di qualunque licenza di estrazione. Vogliamo che queste acque siano protette in modo permanente da chi vuole sfruttarle per profitto!






Ci siamo imbattuti in creature marine incredibili
Negli abissi abbiamo raccolto campioni da una montagna sottomarina senza nome e finora inesplorata. Qui abbiamo incontrato numerose specie ed ecosistemi, come coralli bambù e giardini di spugne, che sono stati ripresi per la prima volta in alta risoluzione, fornendo dettagli inediti alla comunità scientifica mondiale.
Abbiamo potuto osservare come questi organismi colorati vivono e interagiscono, e le prossime analisi consentiranno di comprendere meglio la connettività e la distribuzione di queste incredibili creature. Dalle analisi preliminari è emerso un altro fatto sorprendente: durante la spedizione potremmo aver scoperto molte specie ancora sconosciute, tra cui diverse specie di crostacei anfipodi e almeno tre specie di spugne!
Questa spedizione rappresenta un importante passo avanti nella conoscenza degli abissi artici e potrebbe fornire elementi decisivi per la creazione di nuove aree marine protette, contribuendo agli sforzi internazionali per la tutela degli oceani e a una moratoria che impedisca le estrazioni minerarie in acque profonde.
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Una mascotte speciale
E anche se siamo ovviamente entusiasti delle nuove specie, non c’è dubbio che gli scienziati si siano emozionati molto quando si sono imbattuti nella nostra “mascotte” della spedizione: il polpo Dumbo in carne e ossa!
Un messaggio a oltre 2.000 metri di profondità
Grazie al nostro ROV (Remotely Operated Vehicle) ci siamo immersi fino a tremila metri sotto il mare, da dove abbiamo trasmesso immagini in diretta streaming.
Non solo: i nostri attivisti hanno calato un banner a una profondità di 2.300 metri con la scritta “Listen to the science!” (Ascoltate la scienza!): un messaggio per ricordare la necessità di proteggere gli ecosistemi marini dalle compagnie minerarie che vogliono saccheggiarli per ricavare metalli come cobalto, manganese e nichel.

Un filo diretto con la terraferma
Le nostre numerose ore di dirette streaming delle immersioni sui fondali artici hanno raggiunto centinaia di migliaia di persone.
Insieme agli scienziati, abbiamo ospitato scolaresche che si sono collegate telefonicamente con la nave di ricerca ponendo domande agli scienziati sulle profondità marine, e abbiamo filmato oltre 100 ore di video ad alta risoluzione di questi straordinari ecosistemi, che ora saranno condivisi con il mondo.

L’Artico è un patrimonio inestimabile: dobbiamo proteggerlo a tutti i costi
Questa spedizione conferma quanto poco conosciamo ancora degli ecosistemi profondi dell’Artico e quanto sia urgente proteggerli dalle multinazionali che vorrebbero depredare i fondali per estrarre metalli.
Diverse aziende italiane hanno già messo gli occhi sull’Artico. ENI, Fincantieri e Leonardo sono già attive con operazioni che includono estrazioni di gas, costruzione di navi progettate per operare in ambienti artici e progetti che coinvolgono autorità militari, civili e centri di ricerca.
E Trump non ha mai nascosto il proprio interesse per la Groenlandia, definendola “necessaria per la sicurezza nazionale” per via delle sue risorse minerarie, tra cui le terre rare, e della sua rilevanza geopolitica e militare.
L’Artico ospita un mondo fragile che prospera sotto e sopra le sue acque: balene, polpi, coralli abissali e giardini di spugne sopravvivono grazie al perfetto equilibrio che regna qui.
Non possiamo perdere tutto questo. Gli abissi non saranno la prossima miniera da sfruttare: l’Artico deve essere protetto ora e per sempre!
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